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domenica 2 marzo 2025
#4 giorni agli Europei indoor di atletica
🟨 Napoli e Inter hanno pareggiato 1-1 la partita per il primato in classifica. Non ha saputo approfittarne l’Atalanta, fermata in casa sullo 0-0 dal Venezia. In serata l’Udinese ha battuto per 1-0 il Parma. Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 56, la Juventus può portarsi a 52 battendo il Verona 🟨 È morto l’ex arbitro Tullio Lanese 🟨 Anche la seconda discesa di Coppa a Kvitfjell si è chiusa senza podi azzurri: fra quarto e sesto posto Brignone-Pirovano-Goggia. Federica ha guadagnato ancora su Lara Gut-Behrami [1094 punti a 867]. Oggi il Super-G 🟨 Nico Hidalgo è morto per un cancro a 32 anni. Nel 2014 era stato acquistato dalla Juventus senza mai esordire in rosa 🟨 L’Ifab ha approvato una modifica alla regola contro le perdite di tempo dei portieri: avranno 8 secondi per rinviare oppure sarà calcio d’angolo. Si parte dal 1° luglio. 🟨 Soren Waerenskjold tra gli uomini e Lotte Claes tra le donne hanno vinto la Omloop Het Nieuwsblad, prima semiclassica della stagione nelle Fiandre Undicesimo van Aert.
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Inghilterra le copertine delle sezioni di sport portano tutte la fotografia dell’uscita spericolata di Liam Roberts, portiere del Millwall, su Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, mandato in ospedale per mettere 25 punti di sutura. Un colpo di karate alla testa. Era una partita del quinto turno di Coppa d’Inghilterra e i giornali sottolineano i cori dei tifosi del Millwall durante i soccorsi: – Lasciatelo morire. 🟨 In Francia la vittoria larga del PSG sul Lille 🟨 In Spagna la sconfitta del Real Madrid contro il Betis 🟨 In Italia il pareggio tra Napoli e Inter
| I mostri sono reali, e lo sono anche i fantasmi
Vivono dentro noi, e alle volte hanno la meglio
Stephen King
prima di tutto
Ora lo scudetto passa dalla Casa dei Fantasmi
L’Inter regge, il Napoli regge, reggono tutte e nessuna scappa. Neppure l’Atalanta, la squadra che ha veramente perso la partita finita in pareggio al San Paolo. Chi ricomincia a correre per prima si prende lo scudetto. Conte aveva il rimpianto di aver lasciato 4 punti all’Olimpico contro le due romane nei minuti dall’87esimo in poi. Ieri in quella stessa finestra se n’è ripresi tre, passando da -4 a -1 con un gol di Billing, una delle poche schegge arrivate a Conte dal legno del mercato di gennaio, il mercato in cui si dice che i grandi giocatori non si muovono. Tranne Kvaratskhelia.
È uno scudetto sospeso, titolano stamattina Repubblica e il Corriere dello sport-stadio. Si riaffaccia tra i primi commenti il peso della Champions, le fatiche, la stanchezza, i viaggi eccetera. Ma un altro peso viene dalla storia, perché sia l’Inter sia il Napoli dovranno attraversare la Casa dei Fantasmi per arrivare al titolo. In due delle prossime tre giornate sul cammino del Napoli capitano Fiorentina e Milan.
giudizi universali
Bastoni | “Incerottato si dedica a una serata senza fronzoli offensivi: quando c’è da murare si fa trovare pronto su Politano, Raspadori e soprattutto su Lukaku prima dell’intervallo e ancora su Politano a metà ripresa. Bastonate d’oro”.
Dimarco | “Una pennellata di sinistro nello stadio di Maradona, cosa chiedere di più? Dopo il gol passa allo scalpello e picchia sulla fascia: le poche occasioni dell’Inter le imbastisce tutte lui, ma dalla sala dei capolavori va alla sala massaggi” [entrambi di paolo tomaselli, Corriere della sera]
Le immagini della giornata di ieri
meduse
Scommettiamo
Il Fatto Quotidiano ricorda stamattina che tra pochi giorni la maggioranza parlamentare voterà per cancellare il decreto Dignità che prevede il divieto di pubblicità, diretta e indiretta, per le scommesse. Era in vigore in Italia dal 2018. Ci aveva provato in passato con alcuni emendamenti e poi con il decreto Cultura il 23 dicembre scorso. La misura stavolta fa parte del pacchetto chiamato “Prospettive di riforma del calcio italiano”, la lobby che insiste da tempo sullo stesso tasto, la perdita di 100 milioni di euro all’anno rispetto ai principali campionati europei per la misura introdotta dai cinquestelle quando erano al governo.
La svolta viene attribuita a Claudio Lotito nella duplice veste di senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, ma è stata subito abbracciata dal governo Meloni e dal ministro Abodi. La risoluzione porta la firma di Paolo Marcheschi [Fratelli d’Italia].
Il Decreto Dignità in questi anni è stato aggirato in ogni modo possibile. Il gioco d’azzardo in Italia è un settore che raccoglie 150 miliardi di euro [nel 2023], 3 mila euro in media a testa, ma la cifra è stata sicuramente superata nel 2024 secondo il Fatto. Una crescita legata al gioco online, passato dai 31 miliardi del 2018 al 73 del 2023 e si gioca soprattutto nelle regioni c’è più povertà
Il Fatto fa un po’ di confronti con l’estero. Ricorda che nella Premier League inglese già 11 squadre su 20 hanno un’agenzia di scommesse come sponsor principale. Uno studio dell’Università di Bristol ha calcolato che nella prima giornata di campionato 2024 ci sono stati 29 mila annunci pubblicitari sull’azzardo, il 165% in più rispetto a un anno prima.
Edoardo Tozzi, ricercatore dell’Università di Bristol, sta conducendo un’attività di informazione a livello europeo sull’effetto delle pubblicità del betting. Le tecniche neuroscientifiche dimostrano che la pubblicità indiretta delle scommesse [un calciatore che parla d’altro, ma dentro una stanza con un marchio betting] ha molta più efficacia della pubblicità tradizionale. In un recente studio, riferisce il Fatto, Tozzi ha notato che ragazzi nella fascia d’età 11-17 anni non sono in grado per il 93% dei casi di distinguere gli spot delle scommesse dagli altri. “L’Italia, pur con il suo divieto molto imperfetto – scrive il Fatto – e continuamente aggirato, si pone all’avanguardia. Ma forse, solo per qualche giorno ancora”.
racconti
Il tempo eterno di un presidente federale
Bella sua rubrica domenicale per Repubblica, lo scrittore Gabriele Romagnoli si sofferma sul paradosso di Einstein [il tempo passa più rapido per un uomo in montagna rispetto a un uomo in pianura] e ne contempla una versione calcistica. Il vortice che vale per gli allenatori e che li travolge alla prima sconfitta non sfiora invece una particolare specie che esiste nella biosfera italiana: i presidenti delle federazioni, “le cui stagioni – ha scritto Romagnoli – si susseguono, i cui sport vivono fasi alterne senza che questo ne scalfisca il ruolo. Passano a raccogliere gli allori, lasciano che il vento spazzi via le foglie morte degli insuccessi. Si attribuiscono un ruolo nei primi, nessuno nei secondi. Si permettono il lusso supremo: aspettare la rivincita. Perfino i rais mediorientali a inizio millennio ebbero avvisaglie della fine e uno di loro (lo yemenita Saleh) pronunciò la profetica frase: «Tagliamoci i capelli, prima che arrivi un barbiere». Per i presidenti è sempre lunedì: sulla serranda è scritto “chiuso per turno”, poi ci mettono “per ulteriore mandato”, “proroga eccezionale”, “ad personam” e “ad libitum”. Se davvero il tempo fosse galantuomo si concederebbe un po’ di più da un lato e di meno dall’altro. Un paio di mandati, diciamo. A volte lo scrivono negli accordi costituenti”.
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Il conto alla rovescia che perseguiterà i portieri
E dunque arriva un’altra regola che incide sulla vita bugiarda dei portieri. O rinvii la palla entro 8 secondi oppure sarà calcio d’angolo. Per fortuna non è stato previsto che ogni tre calci d’angolo ci sia un rigore, come nel famoso calcio di strada che tutti dicono di rimpiangere e dicono di amare. Anche questa nuova svolta ha in fondo il sapore del recupero delle street rules, sembra vicina alle concezioni delle leggi supreme di quel che a Napoli si chiama gol e fondo, a Roma la tedesca, a Milano e altrove chi lo sa. Ma sicuramente scatenerà le ire dei puristi. La vera linea di demarcazione tra l’infanzia e l’età adulta è quando si smette di stupirsi, quando si smette di commentare un’innovazione con gli occhi sgranati e la frase wow, hai visto, adesso fanno che. E del resto non si deve mica restare bambini per sempre.
The Athletic ha un pezzo in cui si prova a immaginare che succederà. “I portieri si sono adattati a molte nuove regole, ma in che modo la legge del conto alla rovescia potrebbe cambiare il calcio?”.
La vita bugiarda dei portieri
Il Neo-Calcio nato con il divieto del passaggio all’indietro
15 LUGLIO 2022 Il calcio cambiò dalla sera alla mattina nell’estate di trent’anni fa. Non lo capimmo. Non subito. Parve un ritocco, magari necessario, per qualcuno indispensabile. Ma un ritocco. Invece era una rivoluzione. Era l’atto di nascita del Neo-Calcio. La FIFA stava mettendo al bando il passaggio all’indietro al portiere e a noi parve tutto lì. Fu il primo anello di una catena verso la trasformazione 1) del gioco, 2) degli stili, 3) della filosofia, 4) dell’economia, 5) delle strutture | Leggi qui
È diventato più facile parare un rigore: tiriamo da 9 metri
12 DICEMBRE 2022 Solo due portieri prima di Szczesny avevano parato due rigori nello stesso Mondiale. Prima che al polacco riuscisse di fermare i tiri di Al Dawsari e di Messi, ce l’avevano fatta Brad Friedel e Jan Tomaszewski. Nessuno prima di Dominik Livakovic aveva fermato in un Mondiale quattro tiri nelle serie di rigori: tre li ha presi contro il Giappone, uno al brasiliano Rodrygo – Perché il lavoro dei portieri è diventato più facile e che cosa [forse] dovremmo fare | Leggi qui
I portieri italiani non sanno uscire. Lo dicono in Francia
14 APRILE 2024 Il primo a sentirsi rinfacciare la diversità del passaporto fu Taffarel. Veniva in serie A dal Brasile e nell’immaginario del calciofilo italiano il portiere brasiliano era sempre un Valdir Peres. In verità quel Valdir Peres non era neppure così scarso come ci tramandiamo, ma aveva il torto di portare su di sé l’onta del Mundial 82 e della tripletta di Pablito, così come il povero Moacyr Barbosa aveva portato addosso per il resto della vita le nuvole basse del Maracanazo e il gol di Ghiggia.. | Leggi qui
Il passaggio più pericoloso nel calcio
21 DICEMBRE 2024 Se siete ossessionati dalla costruzione dal basso, in un verso o nell’altro, se siete degli accaniti sostenitori della sua necessità o se siete dei fieri avversari dei suoi capricci, questo è un pezzo che non si può perdere. The Athletic ha indagato dentro il mistero sublime del passaggio più pericoloso che esista oggi nel calcio, quello del portiere che tocca la palla corta e in verticale verso il centrocampista che si abbassa sotto l’area, “solitamente ma non sempre sotto pressione, faccia alla propria porta e spalle a quella avversaria”. | Leggi qui
Spagna
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Un’altra caduta del Real Madrid
Il Real Madrid si è svegliato stamattina al terzo posto, staccato di 2 punti dall’Atlético Madrid e con il rischio di averne 3 stasera dal Barcellona. Ha perso ieri sul campo del Betis Siviglia una partita in cui “la grande delusione è stata Güler che ha sbagliato quasi tutti i palloni che gli sono passati davanti”. Lo ha scritto Alfredo Relano su AS parlando di un giocatore depresso. Bellingham era invece assente, ancora squalificato per la faccenda del f* you o del f* off [l’asterisco è per evitare che ‘sta roba finisca nello spam], e non sarà disponibile neppure martedì per il derby di Champions a causa di un altro accumulo di cartellini, stavolta in campo europeo. “La consolazione per Ancelotti – si legge su As – è che dà per scontato il ritorno di Valverde”.
Il gol decisivo è stato segnato da Isco su rigore. El Pais scrive che è “una vecchia storia, una trappola ben nota che si ripete in modo circolare, ma il Real Madrid ci inciampa ogni volta come se fosse qualcosa di inevitabile. Incontra un calciatore che è stato suo, lo ha abbandonato e vede come quel talento riacquista splendore altrove e finisce per punirlo. Isco sta dando il meglio di sé al Betis, dove ha già trascorso molti bei pomeriggi, ai quali si è aggiunto anche questo in cui ha interferito nella lotta per il titolo della sua ex squadra”.
Real Madrid TV intanto continua la sua campagna di denigrazione degli arbitri. El Pais sottolinea l’ovvio: “Menzionano solo gli errori contro il Madrid e omettono quelli analoghi che potrebbero essere in loro favore”.
Francia
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I due PSG che ci tocca giudicare
Dalla Francia arrivano due segnali sullo stato di salute delle squadre rimaste in corsa in Champions. Il primo preoccupa il Lille, “irriconoscibile” dice L’Équipe, attesi martedì dal Borussia Dortmund. Il secondo viene dal PSG che “ha impressionato collettivamente” e “ha acquisito molta fiducia in sé stessa”, nell’attesa del Liverpool mercoledì al Parco dei Principi. Il Lille aveva chiesto alla Ligue di anticipare la partita, ha incassato un rifiuto e così sembra che questa partita l’abbia boicottata. L’ha persa per 4-1 nella serata in cui Marquinhos è diventato il primo giocatore ad aver segnato per il PSG in 10 stagioni diverse.
Vincent Duluc scrive che “non ci sono così tante squadre nella storia del campionato francese che abbiano calpestato la concorrenza con tanta ferocia, senza lasciarle un filo d’aria, tanto meno un filo di speranza”. Parla di un PSG “spietato e a tratti magnifico”, un PSG che ha schiacciato il Lille “con ondate di pressing e contropressing, rendendolo impotente e incapace di sfondare a centrocampo per vedere cosa c’era dall’altra parte”.
Duluc considera che “raramente abbiamo visto una cosa del genere, raramente abbiamo visto una tale superiorità, raramente abbiamo visto questa espressione di calcio collettivo assoluto. Sono assolutamente imbattibili in Francia, da chiunque, ed è la prima volta, senza ombra di dubbio, che la loro superiorità sportiva si manifesta in questa misura rispetto alla superiorità economica. È la prima volta che questa logica si mostra in modo così assoluto e sbilancia la concorrenza a tal punto. Certo, lo squilibrio è evidente da tempo [23 trofei nazionali su 30 possibili per il Parigi dall’estate 2012], ma in Ligue 1 il PSG delle stelle ha sempre avuto i suoi languori. Ora non ne ha più, tranne quando è in vantaggio per 4-0 a metà tempo e deve prepararsi per un’altra grande serata alle porte”.
La seconda parte di PSG-Lille, scrive l’editorialista de L’Équipe, non era PSG-Lille, ma già inizi di PSG-Liverpool e Lille-Dortmund. C’è un solo mistero sulla formazione: Doué o Kvaratskhelia. Il PSG ha incantato al punto che Duluc ritiene “il Liverpool abbia buone probabilità di non divertirsi molto”.
56 I gol subiti dal St.Etienne dopo 24 partite di campionato. È la seconda volta che succede nella sua storia dopo i 57 presi nel ‘51-52. Ha concesso almeno tre gol nelle ultime tre giornate e in 11 complessive. Non succedeva dal 2008.
Lo sport cubano alle prese con le restrizioni ai visti per gli USA
Tra i suoi sette principi fondamentali, il CIO considera che “la pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere accesso alla pratica dello sport, senza discriminazioni di alcun tipo rispetto agli altri diritti umani riconosciuti a livello internazionale nell’ambito del mandato del movimento olimpico. Lo spirito olimpico richiede comprensione reciproca con uno spirito di amicizia, solidarietà e fair play”.
Lo ricorda il sito Inside The Games in un articolo che considera come invece tali diritti “sembrino più minacciati che mai – si legge – in vista di Los Angeles 2028 sotto la sorveglianza indiscreta dell’amministrazione ultraconservatrice di Trump e del suo programma personale di manipolazione”.
Il sito segue quotidianamente le vicende e i risvolti del movimento olimpico. È molto letto dentro le stanze del CIO e stamattina mette in fila le inquietudini che si vanno accumulando per i Giochi americani. Secondo un rapporto del New York Times della scorsa settimana, il governo USA ha iniziato a dare istruzioni ai funzionari consolari in tutto il mondo di negare le domande di visto presentate da atlete transgender per gareggiare. Il documento parla di travisamento del sesso nella domanda e minaccia di mettere sotto inchiesta le persone interessate per frode. David J. Bier, direttore associato per gli studi sull’immigrazione presso il Cato Institute, ha detto il mese scorso al Los Angeles Times che sarà un problema enorme e nessuno ci fa caso.
Ora si aggiunge un caso Cuba. La Federazione di pallacanestro ha denunciato che la sua squadra maschile è stata esclusa dalle qualificazioni per la AmeriCup a causa del rifiuto degli Stati Uniti di concedere i visti per una partita decisiva a Porto Rico. Una decisione – spiega Inside the Games – che fa parte di una nuova politica restrittiva contro l’isola cominciata con il secondo mandato di Trump. Solo due giorni prima, Marco Rubio, capo della diplomazia statunitense a cui il presidente ha affidato il compito di assicurarsi di far sapere al CIO che «l’America rifiuta categoricamente la follia transgender», aveva annunciato l’estensione delle restrizioni sui visti alle persone che «confidano sulla manodopera cubana» in particolare i medici in missione all’estero.
Un funzionario del Ministero degli Esteri cubano ha confermato alla France-Presse che gli Stati Uniti hanno sospeso il «meccanismo per richiedere visti a un gruppo di categorie» tra cui «funzionari statali e loro dipendenti, professionisti di sanità, istruzione, sport e cultura».
Dice Inside the Games che il doppio divieto per transgender e per avversari stranieri provenienti da paesi considerati indesiderati rende gli USA un posto difficile da considerare in linea con le politiche di apertura, anche se gli organizzatori scelgono di guardare dall’altra parte, mentre altri come il presidente FIFA Gianni Infantino dichiarano apertamente il loro desiderio di organizzare la Coppa del mondo di calcio più inclusiva di sempre tra un anno e mezzo. Dopo aver inizialmente sospeso i servizi consolari all’Avana durante il suo primo mandato, Trump ha reincluso Cuba nell’elenco degli stati che finanziano il terrorismo a gennaio, costringendo i suoi cittadini a recarsi in un paese terzo per chiedere visti turistici.
«Abbiamo sofferto di limitazioni che vanno oltre la sfera sportiva» ha detto alla AFP la dirigente del basket cubano Dalia Henry, sottolineando che le nuove disposizioni di Washington delineano «un futuro molto duro» per lo sport cubano in vista delle Olimpiadi.
“Come per altre preoccupazioni urgenti riguardanti LA28 e il futuro dello sport globale – scrive Inside the Games – il CIO rimane in silenzio su tali questioni mentre attende che si componga una nuova mappa geopolitica e che la nuova leadership emerga a giugno, quando l’attuale presidente Thomas Bach cederà il potere al candidato che uscirà dalle elezioni di marzo”.
Sul sito del CIO restano in evidenza le parole di sempre: “Il godimento dei diritti e delle libertà stabiliti nella Carta olimpica sarà garantito senza discriminazioni di alcun tipo, come razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica o di altro tipo, origine nazionale o sociale, proprietà, nascita o stato».
La Carta dice che “l’Olimpismo è una filosofia di vita, che esalta e combina in un insieme equilibrato le qualità del corpo, della volontà e della mente. Unendo lo sport alla cultura e all’istruzione, l’Olimpismo cerca di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio, sulla responsabilità sociale e sul rispetto dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale e dei principi etici fondamentali universali”.
Inside The Games chiude il suo intervento scrivendo che “gli organizzatori di LA28 farebbero bene a prendere nota del settimo articolo: l’appartenenza al Movimento Olimpico richiede il rispetto della Carta Olimpica e il riconoscimento da parte del CIO”.
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18 APRILE 2021
Un nuovo Marquez sulla Ducati
Hanno calcolato che da 1931 giorni Marc Marquez non era in testa alla classifica del Motomondiale. Ha preso il comando ieri nella Sport Race e poco fa ha aumentato il suo distacco vincendo anche la gara lunga della Thailandia. Lo abbiamo aspettato per arrivare in mail. Maria Guidotti sul Giornale scrive stamattina che Marquez si è già preso la Ducati, Massimo Calandri su Repubblica riferisce che lui “giura di non essere mai stato così veloce. E comodo. In sella si trova tanto bene, da non aver bisogno di esagerare. Ma come? Lui, quello che ha sempre cercato il limite a ogni costo? Sì: ha appena scoperto che non ne vale la pena, quando i tuoi sogni si realizzano d’incanto. Marc Marquez e la Ducati: è scoppiato l’amore. Marquez ha fatto il vuoto dietro sé con una semplicità sconcertante: dopo il miglior tempo in qualifica, al via della sprint è andato in testa e chi lo ha visto più? Secondo molti, quello di quest’anno è un copione scontato: il pilota numero uno, sulla moto numero uno”.
★★★★★ Sono cinque infatti le stelline che L’Équipe assegna a Marc Marquez in chiave Mondiale perché l’equazione è semplice. “Il pilota più dotato della sua generazione riuscirà a non vincere il titolo con la moto più veloce? Marc Marquez ha tutte le carte in regola per puntare al settimo titolo MotoGP e raggiungere Valentino Rossi. Passato da Gresini al team ufficiale Ducati, non soffrirà più lo svantaggio di una moto vecchia di un anno, il motivo che lo ha rallentato nel 2024. La sua fame di vittorie è immensa, la sua capacità di adattamento fenomenale. Ma con Francesco Bagnaia ha una concorrenza interna che non sperimentava da tempo”.
★★★★☆ E viceversa. Francesco Bagnaia ha un nemico nello stesso garage. “Tra motivazione e destabilizzazione – scrive il giornale francese – il confine può essere sottile. Pecco ha più difetti di Marquez ma pure una conoscenza perfetta della Desmosedici e del team, oltre a un’esperienza ineguagliabile: lotta per il titolo ogni anno dal 2021. Ha più da guadagnare che da perdere e viene da una stagione eccezionale con 11 vittorie in un GP”
★★☆☆☆ Due stelline per uno Jorge Martin costretto a saltare il GP d’esordio e pure il prossimo, per Pedro Acosta della KTM, lo spagnoletto che “si è perso un po’ lungo il percorso. Resta da vedere quale potenziale abbia la KTM, sprofondata in una crisi finanziaria che potrebbe ostacolarne lo sviluppo”.
artefici
Come se la passa il povero Quartararo
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Ma i francesi sono ovviamente concentrati su Fabio Quartararo – che fu campione del mondo appena quattro anni fa. Scrivono che c’è stato un tempo in cui il pilota arrivava ai GP “sostenuto da un ricordo fresco e glorioso”. Jerez per esempio è la pista della sua prima vittoria in MotoGP nel 2020. Misano la sede del suo fragoroso Mondiale 2021. Il Sachsenring è il posto culmine di una magica sequenza di risultati, tre podi consecutivi tra cui due successi [nel 2022]. Ma ora non esiste più un circuito benedetto, “al pilota francese restano solo terre ostili, sulle quali non può più mettere piede senza essere accompagnato da fantasmi che gli sussurrano la loro disperazione”
Quartararo non vince una gara da due anni e mezzo. Un anno fa si è classificato 13esimo, senza riuscire mai a salire sul podio, né in gara Sprint né in un GP. “Un riflesso della lunga eclissi Yamaha – considera L’Équipe – un ammirato costruttore che non si è accorto di essere stato superato”.
La Thailandia è per lui il posto più crudele, il posto dove nel 2022 ha chiuso 17esimo sotto la pioggia: “La difesa del titolo era svanita quasi ovunque nella seconda metà della stagione, ma il Buriram le aveva inferto un colpo mortale nel giorno in cui la squadra aveva sbagliato la pressione degli pneumatici”
| Voglio vivere le cose in modo positivo
FABIO QUARTARARO
Giovedì si è presentato al paddock con i bicipiti in mostra, vestito solo di una canottiera bianca, mentre gli altri piloti erano in tenuta classica. “Se il francese era vestito in quel modo – dice il giornale – è perché si ostina a non vedere le cose di un colore che sia nero. El Diablo sorride. Aveva già iniziato a mandare baci alle telecamere durante i test pre-stagionali. Anche davanti ai media il cambiamento è palpabile. Mentre si dirige verso la sala stampa, gioca a basket con una bottiglia vuota che getta maldestramente nel cestino della spazzatura, risponde alle domande senza brontolare, anche quando fanno riferimento alla sua impotenza. E la Yamaha sta mostrando segnali di ripresa da diversi mesi. La situazione resta fragile. Secondo alcuni, un fallimento in Thailandia potrebbe far tornare il rosso sulle guance del pilota”.
Corriere della sera: “Hamilton-Leclerc l’intesa funziona più della macchina” – Vasseur: «Lewis è un bene per Charles» ➔ Daniele Sparisci ha scritto: “Al netto del guasto che gli ha impedito di effettuare la simulazione di gara, Hamilton ha raccolto impressioni positive, ha trovato più facile da guidare questa Ferrari rispetto alle Mercedes delle ultime generazioni (quelle dal 2022 in poi) che lo facevano sobbalzare, è stato due volte su tre davanti a Leclerc. A questo punto della stagione non conta, ma fa morale. Dai test Charles esce con più incognite e con meno motivi per essere soddisfatto del compagno, non ha trovato tutte le risposte che cercava e a livello mediatico — lo ha ammesso anche lui — è stato oscurato.
Il Corriere della sera racconta con Gaia Piccardi l’invito giunto dal CIO al Vietnam per i Giochi di Milano-Cortina. Sarà una prima volta assoluta. “Il problema, adesso, per il primo ministro Pham Minh Chinh, è trovare atleti capaci di destreggiarsi su neve e ghiaccio che non sfigurino alla prima Olimpiade al centro dell’Europa da Torino 2006, gli dei di Olimpia con il piumino erano derapati in Asia nel 2018 — a Pyeongchang, Corea del Sud — ma il Vietnam non era ancora pronto a partecipare. Ora tocca correre. Temperature tra i 5 e i 37 gradi, clima tropicale, foreste pluviali, pochissima cultura dell’inverno”.
Avvenire segnala l’uscita dell’autobiografia di Giacomo Galanda, tre scudetti con tre squadre diverse in carriera [Varese, Bologna, Siena], oro europeo e argento olimpico con la Nazionale prima del ventennio di buio azzurro. Nel suo libro parla anche del suo impegno per i bambini malati: «Se hai visibilità aumenta anche la tua responsabilità. Devo dare l’esempio: c’è un mondo di bene di cui far parte» ha scritto. Il titolo è La mia vita a spicchi. Con prefazione di Gigi Datome.
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Viaggio tra i film che nella storia del cinema sono andati agli Oscar per vincere una statuetta avendo lo sport nella loro trama
La storia del vero Rocky Balboa
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