IL GEL PER NON SENTIRE L’ACIDO LATTICO: ECCO COME SI SPIEGANO GLI 800 METRI FOLLI

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Li chiamano Bicarb. Il Sistema Bicarb. È un trattamento che gira tra i mezzofondisti dell’atletica, una miscela, un intruglio, obabaluba, un carburante che serve a ritardare l’arrivo dell’acido lattico nel finale delle corse, che so, gli 800 metri. Ne parla Romain Donneux stamattina su L’Équipe, nel giorno in cui Monte-Carlo ospita la tappa di Diamond League, a due settimane dalla cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici. 

Per capire di cosa si tratta, il giornale francese consiglia di prendere un barattolo di gel per capelli e versarci dentro del bubble tea. Ecco, la consistenza è quella. Poi bisognerebbe assaggiare il prodotto dell’azienda Maurten, testarlo, per verificare se risponde al vero quanto dicono gli atleti che parlano di sapore ripugnante. Addirittura. Il Sistema Bicarb gira dall’estate del 2023, dicono, ed è diventato di moda. All’inizio nessuno ne parlava, gradualmente hanno cominciato a passarsi la voce. Dice Jimmy Gressier, qualificato per le Olimpiadi nei 5.000 e nei 10.000 metri, che con le scarpe magiche si parla di doping tecnologico, con questo gel bisognerebbe parlare di doping alimentare, tra virgolette – aggiunge. Perché il Bicarb non è proibito, ma è il segno di una continua ricerca dell’apporto scientifico per forzare i limiti.

Nel pieno dell’esercizio, diciamo negli ultimi 250 metri degli 800, si verifica una proliferazione di ioni H + [protoni], responsabili dell’abbassamento del PH del sangue, spiega a L’Équipe François Chiron, allenatore della federazione francese di atletica leggera. Il corpo a quel punto va in disequilibrio. L’aggiunta di bicarbonato aiuta a prendersi cura di questi ioni in modo che non si accumulino nell’organismo e ritardino la comparsa dell’acido lattico. Usa il gel Gabriel Tual, fresco detentore del record francese negli 800 m in 1’41”61. Si affretta a dire: «Come tutti».

In effetti, se sono proprio tutti-tutti, c’è una spiegazione al folle 800 metri visto l’altra settimana a Parigi, con il record del mondo di Aouita sul punto di cadere e i primi tre giunti al traguardo tutti con una delle prime-cinque prestazioni di ogni tempo. «A fine gara non senti niente di pazzesco, ti accorgi di essere meno paralizzato del solito – spiega Tual – in effetti la differenza si sente quando smetti di prenderlo. Devono essere assunti per periodi molto brevi e non in ogni competizione. Lo scelgo in base ai momenti in cui voglio fare una grande prestazione». 

L’Équipe spiega: “Presenti da molti anni nello sport di alto livello, i bicarbonati pongono dinanzi a una scelta difficile da prendere, se accettare di passare del tempo in bagno, visti gli effetti spesso negativi sul sistema digestivo. Ma gli ultimi progressi scientifici hanno permesso di ridurre questa variabile, misurando la quantità ingerita in rapporto al peso”. «Se non lo prendi al momento giusto, può influenzare in modo negativo le prestazioni» dice Hugo Maciejewski, membro della sezione che si occupa delle alte prestazioni della federazione francese di atletica leggera. Questi disgustosi snack pare che costino 70-80 euro per una confezione da quattro. 

E INFATTI

Alla Diamond League di Monte-Carlo Sedjati ha corso il miglior crono dell'anno e nuovo record algerino, Attaoui ha fatto il primato spagnolo, Kramer il record svedese, Tecuceanu nono con il primato personale, il decimo e ultimo arrivato è rimasto sotto 1:44. Gulp.

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