LO ZIBALBOURNE
Li state guardando gli Australian Open, vero? No, non su Eurosport. Certo, sì, anche su Eurosport. Ma li state guardando sul canale YouTube del torneo? Noooo? Come nooo? Subito. Andate subito. Di corsa. Sul canale YouTube del torneo si possono guardare le partite in diretta con i giocatori trasformati in pupazzetti. Sul serio. Sugli schermi non ci sono i giocatori in campo alla Rod Laver Arena o chissà dove, ci sono degli avatar animati che riproducono l’azione intera in tempo reale grazie a un feed di Tennis Australia, qualunque cosa significhi.
La solita eco di Marco Masini in sottofondo chiede perché lo fai, disperata ragazza mia. Eh perché, perché. Lo fanno perché credono che questo sia un desiderio inespresso, il famoso bisogno nascosto. Lo fanno, come dice la rivista Tennis, “con l’obiettivo di ampliare il pubblico e avvicinare i più giovani allo sport”.
C’è sempre ‘sta scusa degli adolescenti. Guardare gli Australian Open a questo modo è un po’ come seguire una partita sulla Wii. Un tipo molto entusiasta di questa innovazione pare Machar Reid, direttore delle innovazioni di Tennis Australia. Alla Associated Press ha detto con un certo slancio e un certo entusiasmo che «la parte meravigliosa dell’operazione è che si tratta del movimento effettivo dei giocatori. È la traiettoria effettiva della palla. Stiamo portando il reale nell’irreale. Questa è la magia». Oh, comunque Reid non è un adolescente.
Diciamo la verità. Gli adolescenti e i loro bisogni inespressi non c’entrano. In genere a quell’ora di notte verso i 17-20 anni se ne manifestano altri. Si tratta di un modo scaltro di aggirare il problema dei diritti di trasmissione in diretta. È prassi comune per le leghe e gli eventi sportivi venderli in modo differenziato sui vari mercati globali. Su Tennis Channel per esempio si possono vedere gli eventi ATP e WTA in diretta per $ 9,99 al mese. Quel che Tennis Australia non potrebbe mostrare in diretta sul proprio canale YouTube, arriva allora grazie a queste skin digitali. Una scappatoia.
“L’esperimento – fa sapere il magazine Tennis – può sembrare folle e anche un po’ sciocco nella pratica, ma i fan si stanno sintonizzando. Lo streaming della sessione serale alla Margaret Court Arena, iniziata con il match tra Madison Keys e Gabriela Ruse, si è conclusa alle tre di notte con la partita tra Medvedev e Tien in cinque set. Ha ottenuto 70.000 visualizzazioni e continuava a crescere un’ora dopo la fine. La partita di apertura di Novak Djokovic ha ottenuto 95.000 visualizzazioni, la vittoria a sorpresa di Joao Fonseca su Andrey Rublev è finora lo streaming più visto con 164.000 visualizzazioni”.

Non è che vada tutto alla perfezione. La tecnologia è tutt’altro che perfetta. Gli avatar somigliano solo vagamente ai giocatori, spesso instabili. Durante Medvedev-Tien, il pupazzetto del russo se n’è andato spesso a spasso nell’altra parte del campo, l’arbitro non ha mai chiamato invasione. [Qui uno stand-up comedian molto scorretto farebbe una battuta sulle invasioni dei russi: passo]. Le espressioni facciali sono inesistenti, ma non pare così allarmante come la scomparsa periodica delle racchette dalle mani dei giocatori. Una roba così gli adolescenti ve la tirano appresso. Quelli sono raffinati.
Però la traiettoria della palla è precisa, chiara e luminosa. Per i più perversi tra noi è disponibile anche una chat live per arricchire l’esperienza e poter discutere del rovescio di Rublev con Napo-Orso-Capo86. Ogni tanto arriva un admin che spiega per esempio le regole del tie-break al quinto set, per chiunque avesse bisogno di un tutor o di un promemoria.
Gli avatar in Nintendo Style compaiono solo durante la parte di tennis in diretta della trasmissione. Il pubblico può guardare i giocatori in carne e ossa entrare in campo, lanciare la moneta e riscaldarsi prima della partita, ma una volta che l’arbitro dice Taaaiiime allora partono le skin digitali. Quando invece nell’aere si libera la voce che pronuncia game, set e match, il feed torna indietro e gli avatar scompaiono, puff, così gli spettatori possono guardare in diretta la stretta di mano e le reazioni post-partita in tempo reale. Le strette di mano sono imperdibili, diciamoci la verità.
Il feed rimane in diretta per l’intervista post-partita, “dove le personalità dei giocatori – dice Tennis – emergono. Ieri Danielle Collins ha cominciato a mettersi le mani dietro le orecchie per sfottere il pubblico. Era stata bersagliata per tutta la partita, giocata contro la diva locale Destanee Aiava. Che ne dite di questo – ha ripetuto un paio di volte, lanciando baci sarcastici a quella che ha definito una folla super drunk. ‘A mbriachi. In conferenza stampa ha aggiunto che lei è molto grata alle persone disposte a spendere dei soldi per andare a fischiarla e insultarla, perché con quei soldi lei ci paga le bollette.
Comunque. Le trasmissioni animate sono una novità nel tennis, ma esistono da tempo. L’ultimo Super Bowl ha sottoscritto un accordo con Nickelodeon per far vedere la partita in formato Spongebob, mentre i personaggi della Disney come Topolino e Paperino giocano le partite di Natale della NBA.
“È davvero questo il futuro delle trasmissioni sportive in diretta?” si domanda Tennis pur sapendo che la risposta è chiaramente no. “I puristi e i fan di lunga data – la risposta – potrebbero rabbrividire al pensiero, ma nel mondo odierno di diritti TV altamente limitati e con servizi di abbonamento costosi, questi feed stanno catturando l’attenzione dei fan. Non possono sostituire il prodotto effettivo, ma sono un passo unico nel rendere lo sport più accessibile e condivisibile. Poiché non ci sono conflitti con i detentori dei diritti, i tifosi sono invitati a condividere le immagini sui social media senza preoccuparsi di violazioni del copyright”.
Su Twitter o come diavolo si chiama stamattina, la ricreazione digitale di Medvedev che distrugge la telecamera è stata diffusa quasi quanto il filmato reale. È diventata vir.. mmm… è diventata vir… mmm… è diventata vir…
Niente da fare, non esce.
[Maria Sharapova spiegò una volta che il videogame della Wii l’aiutava molto nel definire strategie di gioco. Allora le chiesero quale avatar adoperasse, se per caso prendesse proprio la sua figura – una decina d’anni fa disponibile. Lei rispose ma quando mai, rispose manco per niente, macché sei matto, io volevo essere Audrey Hepburn].