Mbappé ha fatto la fine di Giachetti
Chi davvero ancora credesse che un pallone da calcio pesa tra i 410 e i 450 grammi previsti dal regolamento, può andare a riguardarsi il calcio di rigore tirato e sbagliato ieri sera da Kylian Mbappé dentro lo stadio del Liverpool, dove tutto è più grande, tutto è più spaventoso, tutto è più tremendo. Dunque tutto più pesante. Anche un pallone tra i piedi di un giovane uomo che si sentiva in cima al mondo e che adesso ne è quasi sotterrato, perché l’invidia è cara agli dèi. Stava passando il treno del pareggio, alla stazione non si è fermato. Lucas Vázquez era andato a catturare uno di quei rigorini così contemporanei, così televisivi, facendosi un po’ schiacciare il piede e un po’ acciaccare la tibia, in sostanza porgendosi generosamente all’impatto in modo che un VAR zelante non potesse mai coglierlo in fallo. C’erano una volta i simulatori, con la VAR siamo nel tempo degli amplificatori.
Solo che poi Kylian: puff. Nel commento di Alfredo Relano su Diario AS di stamattina, Mbappé è “uno di quei fucili che si usano alle fiere”, dunque un giocattolo da luna park, “un elemento inutile”. AS sottolinea che “almeno Courtois ha evitato che la sconfitta degenerasse in una disfatta, ma è l’unica delusione che ci è stata risparmiata. Camavinga aveva disputato una partita magnifica ed è uscito per un infortunio muscolare, aumentando la psicosi che invade la squadra”.
Mbappé aveva un’occasione. L’assenza di Vinicius gli aveva consegnato la fascia sinistra, ha deluso e stamattina si prende un bel 2 nelle pagelle de L’Équipe perché “ha sofferto il confronto e non è stato ancora in grado di assumere il ruolo di leader dell’attacco del Real Madrid”. Un 2 anche per Ferland Mendy, autore del fallo che ha mandato Mohamed Salah sul dischetto, e pure lui il rigore se l’è magnato.
As spiega che Ancelotti credeva di aver risolto la serata “scommettendo su una squadra piena di giocatori adatti a rallentare il ritmo della partita, consapevole che il Liverpool ha la sua forza nelle accelerazioni. Nel primo tempo a volte sembrava funzionare e quando non funzionava Courtois era lì. La cosa brutta è che al vertice si smarriva tutto in Mbappé. Ha iniziato male, ha continuato male e ha finito male. Vicino a lui, Brahim e Bellingham ce l’hanno messa tutta, ma i loro sforzi non sono serviti a nulla. Tutto era nelle mani di Courtois”.
L’editorialista di As, il giurato spagnolo del Pallone d’oro, scrive che “non sembra impossibile per il Real Madrid ottenere i prossimi nove punti” [mmm, ndSl], “ma anche questo non garantirebbe l’ingresso tra le prime otto. La cosa peggiore è che la squadra non si vede né gli infortuni lo permettono. Mbappé non decolla e Ancelotti è consapevole che la società sta diffondendo voci che lo logorano. Da qui il suo crescente malumore, visibile nella conferenza stampa del giorno prima”.
Chi l’avrebbe immaginato in estate, se non i capricciosi dèi dell’Olimpo, che dal seno di un cuore così bianco come quello di Manuel Jabois su El Pais uscisse un simil pensiero: “Il Real Madrid ha un problema e il suo nome è Kylian Mbappé”. Il romanziere spagnolo dice che “l’ultimo mese dell’attaccante francese nel calcio d’elite non ha senso. Nessun senso. Mancanza di fiducia, mancanza di fortuna, mancanza di gol, mancanza di tutto. La squadra, fritta dagli infortuni, si trova ora ad affrontare una situazione senza precedenti in Champions. Quasi senza precedenti. Come il fatto che la grande stella attesa da anni, il dominatore del calcio mondiale venuto a risolvere i pochi problemi che c’erano, rischia adesso di diventare il problema più grosso”.
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L’anatomia della sua partita viene da The Athletic, dove parlano di serata da dimenticare e dubbi sull’atteggiamento. “Mbappé ha concluso con un solo tiro in porta [il rigore parato] e un altro bloccato, tre dribbling su sei riusciti, una percentuale di passaggi del 75% [la più bassa, dopo Courtois], zero occasioni create, 15 palloni persi, tre recuperati”. Bocciato. Come Giachetti [cit.: QUI]
A margine. Caoimhín Kelleher ha parato tre dei quattro rigori che ha dovuto fronteggiare da quando sta in porta al posto di Alisson.