33 MEDAGLIE D’ORO ASSENTI NEGLI SPORT DI SQUADRA

[STUDIO A CURA DI ROBERTO LIBERALE]
Se le medaglie si pesano e non si contano, se insieme al nuoto e all’atletica l’egemonia di una nazione alle Olimpiadi si misura dagli sport di squadra, allora gli USA possono sentirsi al riparo da ogni ribaltone ancora per un po’. Restano il Paese che ha portato ai Giochi di Parigi più Nazionali, saranno tredici, appena tre in meno della Francia che non ha dovuto qualificarsi, da padrona di casa ha un posto garantito in ogni sport.
Gli USA sono fuori solo dall’hockey su prato maschile e dalla pallamano, sia maschile sia femminile. Nel primo torneo li abbiamo visti l’ultima volta da paese organizzatore nel 1984 e 1996, ma non si qualificano sul campo dal 1956. Nel caso della pallamano, tolti i Giochi di LA e di Atlanta, mancano da Seul 88 con gli uomini e da Barcellona 92 con le donne. In tutti gli altri campi ci sono pure stavolta.
Il Giappone è la nazione guida d’Asia con l’iscrizione a 11 tornei contro i 7 della Cina, mentre in Europa la Spagna si conferma il paese che sa fare squadra meglio di tutti, avrà 11 nazionali, più di Germania [7] e Olanda [6]. È quella stessa Spagna che fa invece fatica a costruirsi un medagliere d’eccellenza nelle discipline individuali in modo uniforme e diffuso.
L’Italia ha portato a Parigi solo le due squadre di pallavolo e le due di pallanuoto: si propone come la 14esima forza al mondo, in Europa viene anche dopo la Serbia [6].
L’Australia spicca ovviamente in Oceania [10-5 sulla Nuova Zelanda], Argentina e Brasile sono alla pari in Sudamerica [6]. Il Sudafrica è in cima al suo continente [4] davanti all’Egitto [3].
In tutto i Paesi che hanno almeno una squadra ai Giochi sono 54, e 22 quelli che ne hanno appunto solo una.
La maggior parte dei tornei è aperto a 12 partecipanti, tranne il calcio maschile che si spinge a 16, la pallanuoto femminile che si ferma a 10, il basket 3×3 che non va oltre le 8 in entrambi i generi. Nessuno sport è presente fin dalla prima edizione. Fu proprio Parigi nel 1900 ad aprire il suo programma a calcio, pallanuoto e rugby [a 15], c’era pure il cricket che rivedremo finalmente a Los Angeles 2028.
È questo il terreno sul quale si misurano più agevolmente l’ascesa e il declino, l’autorità e l’innovazione. Gli USA sono ovviamente il Paese col maggior numero di ori olimpici complessivi negli sport di squadra di Parigi, 38 in tutto, il doppio della dispersa URSS [19], davanti all’Ungheria con 12 [9 nella pallanuoto, gli altri 3 nel calcio] e alla Gran Bretagna con 11, il paese dalle maggiori anomalie. Ha 4 ori nella pallanuoto maschile e 3 nel calcio maschile, ma in entrambi gli sport stavolta non si è qualificata. Gli ori della pallanuoto appartengono a tempi remoti: l’ultimo è del 1920; quelli del calcio a tempi remotissimi: non ce ne sono dal 1912. A Parigi sono appena tre le Nazionali ammesse: le due di hockey e quella di rugby femminile. Il punto è che il Regno Unito esiste solo ogni quattro anni. Quando c’è da andare a Mondiali ed Europei, inglesi scozzesi gallesi e nordirlandesi vanno sparsi, per conto loro. Gabby Logan, presentatrice dei Giochi per la BBC, ha detto al Guardian che queste nazionali GB sono «un’occasione per unire la nazione e per apprezzare la natura più stabile della politica britannica, che non ha dovuto affrontare l’estrema destra come la Francia».
Otto ori olimpici di squadra ce li hanno nella storia la Germania, l’India e l’Olanda [uno in meno della vecchia Jugoslavia], l’Italia è al 12esimo posto con cinque, di cui quattro raccolti in piscina, tre con gli uomini, uno con le donne. Il calcio del ’36 è l’eccezione alla Santa Pallanuoto, come la chiamava Roberto Perrone. Fra i 39 Paesi con almeno un oro olimpico di squadra, appena tre sono africani: Camerun e Nigeria nel calcio maschile, lo Zimbabwe nell’hockey femminile. Nessuno dei tre si è qualificato per Parigi.
In effetti è un’edizione dei Giochi con diversi giganti assenti. Al calcio maschile mancano 12 nomi che sono presenti nell’albo d’oro, a partire dai due più decorati [la GBR appunto e l’Ungheria] fino a due fra i più suggestivi, il Brasile e l’Uruguay [due ori a testa]. Sono in corsa appena tre Paesi sui 19 premiati: Argentina, Francia e Spagna. Il calcio femminile ha lasciato a casa la Norvegia. La pallanuoto maschile, britannici a parte, anche la Germania [oro 1928]. Il basket maschile fa a meno dell’Argentina, oro di Atene 2004 e vicecampione del mondo 2019. La scena dell’hockey maschile è monca della tradizione espressa dal Pakistan, tre ori nel 60, ’68 e ’84, ma ultimo podio nel ’92 con un bronzo. L’altra grande scuola cancellata dalla mappa è quella della pallavolo femminile di Cuba, tre trionfi consecutivi fra 92 e 2000, ancora un bronzo nel 2004 e dopo niente più. In campo maschile è assente invece l’Olanda, che infiniti lutti addusse a Julio Velasco nella finale del 96 e nei quarti di finale del 92, tutt’e due le volte al quinto set.
È assai singolare, questo mal di Olimpiade azzurro. L’Italia è al terzo posto per titoli mondiali vinti negli sport di squadra presenti ai Giochi, in tutto 16 come la Germania, alle spalle di USA [34] e URSS [26]. Ma quando si gioca con le stesse regole allo stesso sport sotto i cinque cerchi, succede qualcosa, succede che l’Italia ploff.
Qualcosa di strano accade pure all’interno di un paese in uno stesso sport. Non sempre la qualità di una scuola è la stessa per entrambi i generi. L’hockey su prato e il basket avranno a Parigi il maggior numero di nazionali in comune fra torneo maschile e femminile: il 75% del totale. La pallamano è al 67%, la pallanuoto al 64%, la pallavolo al 58%.
Alcune disparità sono radicate. Il Brasile ha vinto 5 mondiali di calcio maschile e mai con le donne, allo stesso modo l’Italia è 4-0, come 4-0 sono le ragazze USA contro i maschi, 4-0 la Svezia nella pallamano in favore degli uomini o per la Norvegia in favore delle donne. La pallavolo brasiliana è 3-0 ai Mondiali per gli uomini, lo stesso vale per la Polonia. Il mistero più profondo abita nei Balcani, dove la Croazia maschile e la Serbia maschile hanno 3 ori mondiali a testa e 3 olimpici complessivi ma i due movimenti femminili non si qualificano nemmeno. La condizione femminile nella società deve aver avuto un peso negli 8 ori olimpici a 0 dei maschi indiani sulle donne nell’hockey su prato e nel 3-0 in Pakistan.
Grande articolo. Un piacere leggerlo!