Il GP d’Ungheria in 8 punti | la rassegna stampa

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LE IMPRONTE DIGITALI SULLA VITTORIA DI OSCAR PIASTRI

Stefano Zaino su Repubblica scrive: Chissà in quanti gli faranno pesare questo altro inedito presente nella grande gioia, il gigantesco ordine di scuderia che gli ha permesso di superare Norris, con l’ossessiva (quasi supplica) richiesta della McLaren all’altro pilota di farsi da parte, giusto per riparare al proprio errore, la tempistica sbagliata nella chiamata dei due ai box, con Norris che a lungo rifiuta e poi lo lascia passare platealmente, facendosi risucchiare in un lampo, nonostante avesse 6 secondi di vantaggio. Dovrà vincere molto, Piastri, per zittire chi gli ricorderà in che strano modo ha passato per primo il traguardo, al netto di dichiarazioni che sostengono con fierezza di come la scelta della squadra non abbia cambiato nulla e che bravo era stato lui (freccia alla partenza) nel portarsi subito in testa e nel mettersi nelle condizioni di vincere.

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UNA COSA HOLLYWOODIANA

La Stampa: Una gara da Oscar” – Stefano Mancini ha scritto: Brad Pitt si sarà chiesto se il Gran premio di Ungheria supera a livello di fantasia il suo film «F1» che uscirà fra un anno. Dalle terrazze dell’Hungaroring, l’attore americano ha seguito nell’ordine la partenza con due McLaren in prima fila, i duelli feroci in pista che hanno coinvolto cinque piloti di quattro squadre, gli isterismi del campione in carica, lo scontro fisico al limite del ribaltamento con il suo rivale storico, fino al tocco di teatro conclusivo: il pilota che cede la vittoria e forse, chissà, anche un titolo che sarà assegnato per una manciata di punti. È una chicca molto Hollywood. Nella F1 a cultura europea, storicamente prevalgono la disobbedienza e il cinismo: ma per Pitt si può fare un’eccezione

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SI, MA DA DOVE VIENE, CHI E’, CHE FA

Il Foglio: La pazza stagione della F1 regala il settimo vincitore diverso” – Fabio Tavelli ha scritto: Con Oscar Piastri diventano sette i vincitori diversi in questa pazza stagione della Formula 1. Non accadeva dal 2012. E’ stata una di quelle giornate perfette per spaccare in due l’opinione pubblica.  Piastri è certamente un gran bel pilot ha lontane origini toscane grazie a un trisavolo che si era trasferito agli antipodi partendo alla provincia di Massa-Carrara.

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L’ITALIANO CHE HA CAMBIATO LA MCLAREN

Corriere della sera: Andrea Stella, scuola Todt. Le caramelle di Supermax. Giorgio Terruzzi ha scritto: McLaren, mai come ora, al vertice del Mondiale, con un italiano, Andrea Stella, sul ponte di comando. Da Orvieto, dove è nato nel 1971, a Roma, per laurearsi in ingegneria aerospaziale; a Maranello per accompagnare l’avventura gloriosa di Schumi; all’Inghilterra, dove si trasferì, insieme alla propria, unitissima famiglia, nel 2015, per una seconda carriera fatta di competenze e riflessione, pacatezza e razionalità. È il quarto team principal cresciuto nella Ferrari che fu, sotto Jean Todt, al fianco di Stefano Domenicali, Ross Brawn e Mattia Binotto; è stato abilissimo nel portare in vetta un team dato per disperso solo un anno e mezzo fa; ha ancora attorno uno staff che soffre di vertigini nel momento in cui tocca gestire questo dominio.

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IL NERVOSISMO DI MAX 

Corriere della sera: La caduta del re” – Domina la McLaren, vince Piastri su assist di Norris per ordine del team Verstappen fa la guerra con tutti Ferrari si limita a osservare, Leclerc 4°. Primo successo del pilota australiano, Red Bull in crisi, Hamilton sul podio e vittorioso nel duello con Max. Daniele Sparisci ha scritto: Il re Max scappa via con zainetto e bermuda, papà Jos fa uno scatto per raggiungerlo e poi gli sussurra all’orecchio qualcosa nella bolgia della festa per la doppietta diversamente orange della McLaren, nel sussulto della piccola reazione ferrarista, giù dal podio ma con un Leclerc finalmente più ispirato. È l’unico che ascolta, il solo con il quale ieri non ha litigato. Sfuriate contro il team che sbaglia strategie e sviluppi («C’è gente che non vede i problemi»), l’ingegnere di pista Lambiase che lo rimprovera («Non essere infantile»). Ancora attacchi contro chi lo critica per mancanza di rispetto («Vadano a farsi fott…»), contro i commissari che pure non lo hanno penalizzato per essere andato addosso a Hamilton («Dovrebbero farsi controllare loro dai medici, non io»). Tre sconfitte di fila non le viveva dal 2021, in piena sindrome di accerchiamento ha perso freddezza e superpoteri.

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IL PODIO DI HAMILTON

La Gazzetta dello sport: Capolavoro di Lewis per firmare il podio n. 200 – Mario Salvini ha scritto:In barba allo status di separato in casa fin da prima ancora di cominciare la stagione. Le ultime due sue gare sono stati altrettanti capolavori. Con una Mercedes ancora all’inseguimento ma di certo molto più competitiva, Lewis prepara una seconda parte di stagione con altre emozioni, per Toto Wolff e per tutti, soprattutto per se stesso e il suo amor proprio. Il gran finale dell’ultimo ballo in tuta nera è appena cominciato.

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AH, GIA’ LA FERRARI

Corriere dello sport-stadio: Migliorano tutti tranne le Rosse” – Mauro Coppini ha scritto: Le Rosse dopo Monaco non sembrano più in grado di inserirsi tra i concorrenti, nuovi e rinnovati che salgono velocemente le classifiche. Con modifiche continue che non fanno altro che sconvolgere i piloti. Charles Leclerc per primo che finisce per sovrapporsi ai tecnici ignorando che per giudicare i “pacchetti” bisogna aprirli per valutarne i contenuti. Per questo alla vigilia dell’Hungaroring la Rossa sembrava poter uscire indenne. Così non è stato forse perché tecnici e piloti non se ne sono accorti.

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L’ALTRA ITALIA DI KIMI ANTONELLI

Umberto Zapelloni sul Giornale scrive del successo in F2 del pilota bolognese: Per fortuna a far risuonare l’inno di Mameli a Budapest ci ha pensato Kimi Antonelli, straordinario nella gara di Formula 2 della mattina dove è risalito dalla settima posizione vincendo per la seconda volta dopo il successo nella Sprint di Silverstone. Se Max, arrabbiato con la Red Bull, non telefonerà a Toto Wolff in questi giorni, il futuro potrebbe essere tutto suo.

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