La Spagna si accosta alla finale di domenica con la convinzione che Rodri meriti il Pallone d’oro. Si fa portavoce della petizione Aritz Gabilondo su Diario AS, giornale per il quale scrive pure Alfredo Relano, decano dei giornalisti calcistici del paese e giurato spagnolo al premio. Dunque gli basterebbe andare alla scrivania di fianco, per perorare la causa. Tuttavia Gabilondo infila il messaggio in bottiglia e lo affida ai perigliosi mari del web.
Scrive Gabilondo, giornalista basco: “Uscire dalla routine Madrid-Barça è molto difficile in Spagna . Siamo nati con quella cultura e ce la siamo cavata bene. Ma c’è vita oltre. C’è il calcio ad altre latitudini e in contesti diversi. In modo incomparabile, c’è la Premier, dove Don Rodrigo Hernández Cascante, il nostro Rodri, è diventato un gigante. Arrivò al City da ragazzo imberbe e lì è già una leggenda. Ha attraversato una prima stagione difficile con Guardiola, ora è un intoccabile. Ha vissuto all’ombra di Busquets molto più a lungo di quanto fosse ragionevole e ora è il leader assoluto della Roja. In realtà il nostro Paese non lo ha mai identificato come tale. È stato all’Atlético senza diventare un idolo. Ha attraversato il Villarreal, ma era molto giovane. Ma in Inghilterra e in Europa nessuno dubita: è il miglior centrocampista del mondo. Rodri è nostro, è di Madrid, è spagnolo. È il migliore nel suo ruolo. È arrivato quinto all’ultimo Pallone d’Oro. Se noi spagnoli non scommettiamo su di lui, chi deve farlo”.
Di Rodri però Relano non parla nella sua quotidiana colonna su AS. Scrive solo che “battere l’Inghilterra è doveroso, perché è giusto e necessario che prevalga il nostro calcio pieno, audace, fatto di fantasia, dribbling, tiro in porta, solidità difensiva, un calcio capace di dimostrare che la sofferenza è solo un’altra forma di bellezza, secondo la felice definizione che prendo in prestito da Rafa Cabeleira. Nel calcio chi vince ha ragione, in fondo è solo la continuazione della guerra con altri mezzi ed è già noto che la storia la scrivono i vincitori. Se vince la Spagna, si farà imitare. Se lo farà l’Inghilterra, avrà trionfato il tacito complotto di tanti selezionatori che sono andati in Germania per annoiarci”.
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