-21 GIORNI
Corpo di mille balene, i francesi hanno fatto davvero le cose perbene, con questa staffetta olimpica. Non c’è un solo giorno banale. Ogni mattina ti svegli e t’accorgi che il sacro fuoco di Olimpia tocca posti suggestivi, storici, pittoreschi, simbolici, ….. [spazio bianco a disposizione di chi legge per l’aggiunta di nuovi aggettivi].
Oggi, per esempio. Oggi la fiaccola se ne a spasso per il dipartimento della Senna Marittima, regione Normandia. Partenza da Rouen, dalla cattedrale di Notre-Dame, la più alta di Francia [151 metri di altezza], gettando uno sguardo al Gros-Horloge. Al solo nome di Rouen, la memoria espelle i ricordi scolastici di Giovanna d’Arco e Claude Monet. A proposito impressionisti, al Musée Marmottan Monet di Parigi, fino al 1° settembre, c’è la mostra En jeu! Artisti e sport: 1870-1930, dove abbondano le incursioni dei pittori nel tennis sull’erba, regate, corse di cavalli, scherma: da Manet a Sisley, da Degas a Caillebotte,
Monet ritrasse Rouen una trentina di volte, Gustave Flaubert, che era di là, una volta per tutte in Madame Bovary. Rouen è al centro dell’avventura amorosa di Emma e Léon. A est della città si trova il piccolo villaggio di Ry, dove Flaubert prese ispirazione per Yonville-l’Abbaye, il luogo in cui Emma va a vivere con il dottor Charles. Rouen è la città dov’è morto Jacques Anquetil, nato in un paesino poco distante, Mont St. Aignan, e sepolto a Quincampoix.
Gianni Mura, guida di Slalom in questo Tour de Flamme, ha scritto. “A Rouen e dintorni si può andare per musei avendo solo l’imbarazzo della scelta: Corneille, Flaubert, Malot, Maupassant, Hugo e Leblanche, il creatore di Arsène Lupin, il ladro gentiluomo. Lato paesaggio, primo premio assegnato a Varengeville, con un cimitero marino che, con tutto il rispetto, batte 3-0 quello di Paul Valery a Séte. Questo è proprio dietro una chiesetta. Oltre ci sono ottanta metri di strapiombo sul mare. Prato verde, rocce bianche e mare blu. Ci è sepolto Georges Braque, il pittore”.
La fiaccola si rimetterà in marcia da Rouen verso Jumièges e poi andrà a Dieppe e al Castello di Mirville. E qui: colpo di scena. Perché si tratta della casa d’infanzia di Pierre de Coubertin, il signore che ha reinventato i Giochi, l’uomo che con le Olimpiadi in Francia, la Francia sta facendo di tutto per nascondere, se non vogliamo dire: dimenticare. In effetti anche il passaggio di oggi è un po’ gettato via, in mezzo agli altri, senza parlarne con enfasi.
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Il viaggio riprenderà verso Yvetot e uno dei siti naturali più spettacolari di Francia, Étretat, prima di raggiungere Le Havre, l’ultima città della giornata, dove in serata si terranno luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon alla spianata Nelson Mandela, sulla banchina Southampton. Oltre gli scafi gialli della scuola di vela, oltre i pontili che si sporgono dal porto sulla Manica, oltre la tenda di nebbia presente ogni giorno che Iddio manda sulla terra, da qualche parte laggiù deve esserci l’Inghilterra. Da là vennero dei commercianti portando un pallone ovale e uno tondo, uno per farci il rugby e l’altro per giocare a calcio. Normandia, 1872. Le Havre è il posto in cui l’Europa continentale ha conosciuto il calcio, sebbene da Rouen sostengano che i primi sono stati loro. A Le Havre il papà di Slalom ha mangiato una mousse di bottatrice con un calice di Chablis che ancora se le ricorda. Se volete segnare il nome: La Petite Brocante. Era l’estate dopo il Bataclan, e la cosa più incredibile fra tutte fu il nome di una boutique d’abbigliamento lì accanto. Si chiamava Isis.