Diario del 20 giugno

 


EURO 2024 |

 

SLOVENIA  1

[4-4-2]: Oblak 7.5; Karnicnick 7, Drkusic 6, Bijol 6, Janza 6-; Stojanovic 6 [76′ Verbic], G. Cerin 5.5, Elsnik  [91′ Brekalo[, Mlakar 5,5 [64′ Gorenc Stankovic 6]; Sporar 6, Sesko 6 [76′ Vipotnik]

 

1  SERBIA

[3-4-1-2]: Rajkovic 6; Veljkovic 6, Milenkovic 6-, Pavlovic 5,5; A. Zivkovic 5,5 [82′ Birmancevic], Ilic 6, Lukic 6- [64′ Milinkovic-Savic 5-), Mladenovic 6; Tadic 6- [82′ Samardzci], Vlahovic 5.5 [64′ Jovic 7], Mitrovic 5

GOL   69′ Karnicnik, 95′ Jovic

Cartellini gialli   Mladenovic, Lukic, Janza, Jovic, Vipotnik, Gacinovic

Statistiche    Possesso: 39-61, Tiri 11-15, Nello specchio 4-4, Passaggi 347-526. Palloni toccati in area 15-23

 

KANE O NON KANE, QUESTO E’ IL DILEMMA

Harry Kane of England and Coach of England Gareth Southgate during the UEFA EURO 2024 group stage match between Denmark and England at Frankfurt...

Avercelo un centravanti, uno pensa da qui, Italia, la periferia dell’Europeo. Quelli che ce l’hanno, invece, da un 9 possono essere logorati. È tipico del potere. Gli inglesi, per esempio. Il dubbio dopo la seconda partita è lo stesso andato in scena dopo la prima, amletico, danese, essere o non essere, essere Kane o non essere Kane.

Jack Pitt-Brooke su The Athletic scrive che nonostante il gol di apertura, neanche questa è stata una classica prestazione di Harry Kane. Ha iniziato la partita nel miglior modo possibile, sembrava un gol importante per un uomo che aveva preso l’abitudine di iniziare lentamente gli ultimi due tornei, prima di trovare la sua forma migliore durante la fase a eliminazione diretta. È il primo gol che segna nella fase a gironi dopo la tripletta contro il Panama a Nizhny Novgorod quasi sei anni fa. Ma proprio come era stato criticato per non aver fatto abbastanza nella preparazione dell’azione contro la Serbia, oggi è stato criticato per non aver fatto abbastanza come numero 9 convenzionale. Anche se è vero che Kane spesso non gioca 90 minuti nelle partite con l’Inghilterra nelle prime fasi dei tornei, questo solleva degli interrogativi in ​​vista della partita con la Slovenia.

|   Jason Burt sul Telegraph pensa che L’Inghilterra abbia certamente bisogno di più da Harry Kane, ma è sciocco toglierlo dal campo. La vista della sostituzione dopo 70 minuti viene definita scioccante, ma innegabilmente giustificata. Nessuno può lamentarsene, anche se normalmente accade solo quando la partita è vinta e lui sta tirando il fiato. Ma l’Inghilterra non era in vantaggio per 3-0. Non era nemmeno in vantaggio per 2-1. Era sull’1-1. E i danesi erano la squadra migliore in campo. Sembravano quelli con maggiori probabilità di segnare. Kane è stato sostituito per cercare di migliorare l’Inghilterra. Quando era successo l’ultima volta? Nella seconda partita dello scorso Europeo – il pareggio senza reti contro la Scozia nel giugno 2021: fu sostituito dopo 74 minuti da Marcus Rashford. Fu accusato di essere lento, fuori ritmo, piatto, affaticato. Tutte parole usate per descrivere la sua serata e questo portò a un dibattito sull’opportunità di togliere di squadra il capitano dell’Inghilterra. Gareth Southgate ha detto di aver sostituito Kane per dare all’Inghilterra più energia. Una replica pure questa. Avevamo bisogno di energia, ha risposto alla domanda sulla decisione presa. Kane potrebbe replicare d’aver segnato il suo 64esimo gol per l’Inghilterra e il suo 47esimo in 50 partite della stagione, semplicemente fenomenale. Ma quell’unico gol non è bastato. La buona notizia? Kane ha una notevole capacità di risollevarsi

|   Bah, dice il Times con Martin Samuel, sarà, voi continuate pure a giocare in questo modo, e l’Inghilterra perderà contro la prima buona squadra che affronterà. Pensavamo, a questo punto, che la squadra di Gareth Southgate avrebbe lasciato un segnale. Invece, sembra una rivisitazione dei tornei del passato, quando l’Inghilterra non era mai la somma delle sue parti.

|   Con quella sua maniera di leggera di dire le cose, Jonathan Liew sul Guardian fa notare che l’Inghilterra ha toccato un nuovo fondo con una prestazione pessima, troppo brutta finanche per essere definita noiosa. La inettitudine in mostra era tale che sembrava di guardare un video di errori di football dei Woolworths anni ’90. Dice Liew ai suoi lettori che se hanno visto la partita e stanno andando avanti a scorrere il suo pezzo, o sono masochisti, o sono sadici o sono scozzesi. Forse abbiamo perso due ore della nostra vita, ma in cambio abbiamo guadagnato cinque giorni di discorsi ricchi e deliziosi

|   Quello su Kane si imporrà, senz’altro. Oliver Kay su The Athletic lo anticipa: Harry Kane è un sintomo del malessere dell’Inghilterra o una delle sue cause?

Avercelo. 

 

DANIMARCA 1

[3-4-1-2]: Schmeichel 6,5; Andersen 6, Vestergaard 6, Christensen 6; Maehle 6,5, Hojbjerg 6.5, Hjulmand 7[82′ Norgaard sv], Kristiansen 6- [57′ Bah 6]; Eriksen 6 [82′ Skov Olsen], Hojlund 5.5 [67′ Poulsen 6], Wind 5.5 [57′ Damsgaard 5.5]. 

1  INGHILTERRA

[4-2-3-1]: Pickford 6; Walker 6.5, Stones 6, Guehi 6, Trippier 6.5; Rice 6+, Alexander-Arnold 6+; Saka 5.5 [69′ Eze 6], Bellingham 5.5, Foden 6 [69′ Bowen 6]; Kane 6+ [69′ Watkins 6].

GOL   18′ Kane, 34′ Hjulmand

Cartellini gialli   Vestergaard, Gallagher, Norgaard

Statistiche    Possesso: 51-49, Tiri 16-12, Nello specchio 7-4, Passaggi 546-528. Palloni toccati in area 22-11


RUOTE

QUALE VINGEGAARD BISOGNA ASPETTARSI AL TOUR

  ROTTE

E dunque sì, Jonas Vingegaard ci sarà. Anche Wout van Aert crede di aver trovato la condizione giusta per presentarsi alla partenza del Tour in Toscana. Ma sul suo conto c’erano [forse] meno dubbi. Era la maglia gialla uscente che preoccupava, ma preoccupava per davvero. Così la sua oggi pare una sfida incredibile, rientrare dopo esser stato fuori quasi tre mesi per la caduta al Giro dei Paesi Baschi, la caduta che a un certo punto fece temere cose gravi, se non gravissime.

Il futuro dirà, nel frattempo Eurosport France con Laurent Vergne si interroga sulla parola giusta da associare a questa decisione, se si tratta di una tentazione o di ambizione.

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VITE OLIMPICHE

I GIORNI DELLE MATTE E I MATTI

PARIS 2024 | – 36 GIORNI

Participant takes part in a training session for BMX Freestyle at the Ludovica Campus of Budapest, Hungary on June 19, 2024 ahead of the Olympic...

Oggi arrivano sulla scena quelli che lo fanno strano. Quelli che si arrampicano, si rotolano sulla testa, salgono sui muri in cemento con le rotelle sotto i piedi, quelli che sono stati portati dentro le Olimpiadi nella speranza che portino pure un pubblico nuovo, più giovane, più urban, più propenso a garantire il futuro ai Giochi quando noialtri boh. Da oggi fino a domenica i migliori riders della BMX freestyle, i migliori B-boys e B-girls, i migliori skateboarder e scalatori di pareti sono a Budapest per l’ultima chance di qualificazione a Parigi, dopo quella di maggio Shanghai

 

LE STELLE

Nella BMX Freestyle uno dei favoriti è il francese Anthony Jeanjean. Avversari: Logan Martin e Kieran Reilly, mentre Charlotte Worthington e Hannah Roberts sfidano Laury Pérez in campo femminile. 

Nella break-dance cominciano a familiarizzare con B-Boy Jeffro e il trio giapponese composto da B-Girl Ayumi, B-Girl Ami e B-Girl Riko, ai primi tre posti di Shanghai, ma solo due potranno andare a Parigi. 

Il campione olimpico è il favorito per la qualificazione nell’arrampicata sportiva. Alberto Ginés López sarà a Budapest per dar seguito al secondo posto nella sezione boulder ottenuto in Cina. In gara Brooke Raboutou, l’ex detentore del record mondiale Veddriq Leonardo e le sorelle polacche Natalia e Aleksandra Kalucka. Oggi e domani le qualificazioni, sabato e domenica semifinali e finali. 

  Nello skateboard c’è la grande Sky Brown, tra gli uomini Aurélien Giraud. È questo il mondo che ai Giochi di Tokyo rompeva con una tradizione. Kokona Hiraki vinse l’argento nel park skate a 12 anni e 343 giorni, la più giovane medaglia olimpica giapponese di sempre. Una studentessa delle scuole medie, si era preparata all’Hot Bowl Skate Park di Sapporo. Ha iniziato a fare skateboard a cinque era già diventata la più giovane skateboarder a vincere una medaglia agli X Games, argento nel 2019 a Boise, negli Stati Uniti.

Sky Brown si era presentata a Tokyo già con la sua bella sponsorizzazione Nike, prese il bronzo, aveva 13 anni e 28 giorni, la più giovane medaglia olimpica per la Gran Bretagna. Aveva accordi pubblicitari anche con Barbie, Claire’s Accessories e Visa, oltre a un milione di follower su Instagram e un’apparizione a Ballando con le stelle Juniors. La vincitrice degli X Games 2021 ha iniziato a praticare il suo sport a tre anni sotto la supervisione di suo padre. Ha imparato i trucchi da YouTube e tre anni fa immaginava di darsi pure al surf.

Il padre aveva attrezzato una mini rampa in giardino che usava con gli amici, lei andava a rubacchiargli la tavola e ha cominciato così a ribellarsi contro la gravità. Lei di fianco a Kokona sullo stesso podio, 12 e 13 anni, facevano fare la figura dell’anziana a Yosozumi Sakura, anni 19, in gara sempre con una maglia rossa e una tavola rosa, giacché il suo nome in giapponese significa fiore di ciliegio. 

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  LA TOMBOLA  DELL’ATLETICA

 

60  I centimetri oltre i 5 metri che Renaud Lavillenie non è riuscito a superare con l’asta al meeting di Grenoble. Obiettivo: darsi una possibilità di raggiungere i minimi olimpici [5,82 m]. Ma dopo aver superato 5,40 al secondo tentativo, il 37enne di Clermont ha mancato l’assalto 20 centimetri più su. è molto indietro rispetto a Thibaut Collet che con la misura di 5,95 ha stabilito il nuovo primato familiare, superando suo padre Philippe. Lavillenie ha concluso al 7° e penultimo posto. Sabato scorso a 5,60 si era rotto i denti in una gara al Museo dell’Aria e dello Spazio di Le Bourget. Al campione olimpico di Londra restano due occasioni per conquistare il pass per i Giochi di Parigi: sabato a Tolosa e tra undici giorni ai Campionati francesi di Angers.

 

92 I centesimi di Jacobs oltre i 9 secondi, il suo crono in Finlandia, la prima volta sotto i 10 secondi da 20 mesi. Ne scrive stamattina Stefano Tilli sulla Gazzetta. La sua partenza dal blocco risulta ancora perfettibile, tant’è che Ali — che con i suoi 198 cm rispetto a lui è un lungagnone — gli è partito davanti. Poi però c’è stata l’accelerazione e dopo i 50 metri abbiamo assistito di nuovo a quello staccare gli avversari fino a farli sparire dai radar come era successo ai bei tempi dell’Olimpiade di Tokyo. 

Questo atteggiamento in questa stagione non l’avevamo ancora visto, quindi siamo contenti e fiduciosi. In più quella sorta di aritmicità nella corsa, quell’andamento che sembrava quasi farlo zoppicare e che invece era un tema di asimmetria, sembra essere sparita. La frequenza è salita di parecchio, siamo sopra ai 4.40, i giri del motore iniziano quindi a essere molto alti nonostante conservi un’ampiezza rilevante, più alta rispetto a Tokyo. Lì aveva corso la finale con 45 passi, quindi a una frequenza più alta, ora è a 44 passi.

Siamo quindi sulla buona strada. Questo però non significa automaticamente che Jacobs andrà a vincere l’oro ai Giochi di Parigi. Sono convinto che nella finale olimpica, la medaglia che conta di più verrà assegnata attorno ai 9”80, come era successo in Giappone. Martedì ai Nurmi Games Marcell ha corso 9”92 anche grazie all’aiuto di un vento generoso, c’è quindi da togliere ancora un metro.

 

17 Gli anni di Elisa Valensin, che all’esordio sui 400 metri ha corso a Nembro in 52.50, record italiano under-18 [battuto il 53.81 di Valentina Vaccari del 2023] e under-20 [contro il 52.82 di Elisabetta Vandi del 2019]. 

 

ACQUE

BENTORNATI CAELEB E SIMONE

I TRIALS USA

  E dunque sì, dopo sette medaglie d’oro alle Olimpiadi, dopo una pausa per rimettere ordine nei pensieri e ritrovare il suo equilibrio, Caeleb Dressel nuota ancora veloce. Andrà alle Olimpiadi di Parigi. Non ha preso uno dei due posti in palio per i 100 metri stile libero, ai Trials di Indianapolis si è piazzato terzo, nuotando in 47.53. Ma è un piazzamento che gli dà diritto a un posto in squadra nella staffetta veloce. Inoltre ha ancora la possibilità di guadagnarsi l’accesso a una gara individuale, nei 50 metri stile libero e nei 100 metri farfalla. È arrivato dietro Chris Giuliano e Jack Alexy, Hunter Armstrong si è piazzato al quarto posto.

 

 

Dressel era una sorta di enigma, spiega The Athletic, ricordando che si era preso una pausa di otto mesi dal nuoto, tra la metà del 2022 e l’inizio del 2023, ritirandosi bruscamente dai Mondiali e scomparendo dai riflettori. Ai campionati statunitensi del 2023 non era riuscito a qualificarsi per i Mondiali, il suo miglior risultato era stato un quarto posto nei 50 metri farfalla. Così parlò del suo bisogno di prendersi del tempo lontano dallo sport e oggi è felice di averlo fatto, di avercela fatta. Nell’ultimo anno – dice il Washignton Post – ha riacquistato forza fisica e mentale, sembra essere tornato in forma e ha iniziato ad apparire di nuovo un volto del nuoto maschile americano.

La storia di questa lunga rincorsa, passata attraverso un percorso psicoterapeutico, è raccontata QUI

    L’IMPRESA DI SIMONE MANUEL

Insieme con Dressel, nella notte si è qualificata per Parigi anche l’altra revenant, come la stanno chiamando i giornali americani, Simone Manuel, altra nuotatrice veterana, due volte medaglia d’oro olimpica. È arrivata quarta nei 100 dietro Kate Douglass, Torri Huske e Gretchen Walsh. Anche lei farà dunque parte della squadra di staffetta. 

«Significa tutto per me – ha detto Manuel, 27 anni, piangendo – un miracolo anche solo che io sia qui in piedi». Le era stata  diagnosticata una sindrome da sovrallenamento prima di Tokyo, ora racconta di aver sentito il corpo che andava in crash e che ci è voluto molto tempo per essere autorizzata a tornare in piscina e allenarsi al massimo delle forze. Ha avuto solo 18 mesi per prepararsi a questi Trials. «Chiunque conosca davvero il mio viaggio, sa quanto sia stato difficile. Sono partita da zero per entrare in quella che mi pare la migliore squadra olimpica di sempre nel nuoto. Non era il risultato che volevo, ma quando penso alla strada fatta e alla montagna che dovevo scalare, sono felice. Penso che sia importante per me guardare indietro ed essere orgogliosa di me stessa per aver continuato a , e credere in me stessa» 

Il volto nuovo è invece quello del 17enne Thomas Heilman, che ha vinto la finale dei 200 metri farfalla maschili. È il nuotatore più giovane a far parte della squadra olimpica americana quest’anno.

 

 

RASSEGNA |  CHE COSA SI DICE IN GIRO

    PAROLE

THOMAS CECCON

 

➣  Dice che l’Olimpiade è la sua ossessione. Come si fa a gestirla?

«Non si fa. C’è».

➣  Ogni quanto pensa all’Olimpiade? Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto?

«Eh, sta diventando ogni minuto, non ci si può far niente. Ogni 50 a dorso dico “questo è il ritorno del cento che farò in finale”, “questo è l’arrivo”, “questa è la partenza”. È un continuo. Capita anche qualche giorno che mi sveglio e non ci penso, però sono molto meno rispetto a quelli che mi sveglio e la mente va subito a quella gara lì».

➣  L’ossessione è necessaria per vincere?

«L’ho sempre avuta, e quando c’è un impegno così… forse sì è necessaria. Dipende anche dalla fase della carriera, io ho 23 anni, è il mio momento».

➣  Molti nuotatori sono andati fuori giri, lei non lo teme?

«Certo, lo so, ma è tutta gente che ha vinto tanto. Se conquisti tre ori olimpici e devi affrontare la quarta per forza il corpo e la mente si prendono una pausa. Ma io sono giovane, ho vinto relativamente poco, perciò mi alleno sempre, anche d’estate, faccio al massimo un paio di giorni di pausa. Poi palestra, corsa, bici, non posso stare fermo».

[intervista di arianna ravelli, Corriere della sera]

 

➣  Sarà un Ceccon in modalità Phelps?

«Il nuotatore che fa tutto, che gareggia sempre, che affronta tutti.

Non ho mai nascosto che Michael Phelps è la persona che ammiro di più. È il simbolo del nuoto. E a me piacciono i versatili, non gli specialisti. 14-15 turni ai Giochi li posso fare anch’io. 100 dorso, 200, 100 delfino, 4×100 mista, 4×100 stile e staffetta misti mista. Non credo lo sport serva per essere felici, anzi è quasi sempre l’infelicità che ti spinge a uscire dai tuoi pozzi. Per questo mi piace la boxe che non c’entra con l’acqua, nel pugilato la rabbia quando c’è la vedi tutta».

➣  Però passa per un solitario.

«Se è per questo sono anche fuggito da scuola. L’ho sempre odiata, ci arrivavo stanco, mi sgridavano, ne ho fatte di cose sbagliate, ma ora ci ho fatto pace, ho capito che l’istruzione serve. Ad attrarmi sono le sfide e chi parte svantaggiato, adoro quelli che riescono a ribaltare le loro vite. Come David Goggins, americano di colore, ex Navy Seals, missioni anche in Afghanistan e in Iraq. So tutto di lui, lo seguo. Era un bambino problematico e balbuziente, con un padre violento, è arrivato a pesare 140 chili, poi ha deciso che non voleva essere una vittima e si è messo a combattere per la sua vita. È un fenomeno, adesso motiva gli altri, è atleta di ultramaratone e di triathlon. Resto ammirato da chi non aveva niente e si è costruito tutto».

[intervista di emanuela audisio, Repubblica]

 

  UN MARCHAND ALLA NURMI   

Missione compiuta. Marchand, marchand, soyons libres jusqu’au dernier soupir. All’ultimo sospiro Léon si è preso quel che voleva, i due titoli di campione di Francia e due carte d’accesso ai Giochi di Parigi nei 200 farfalla e nei 200 rana, nuotati nel giro di un’ora proprio come saranno in programma alle Olimpiadi. Ha chiuso in 1’54”08 a farfalla e in 2’08’95” a rana. Aveva già in tasca l’ammissione ai 400 misti, domani ci prova ancora nei 200 misti. 

L’impresa ha una curiosa assonanza con quanto accadde a Helsinki in questo stesso giorno di 100 anni fa, il 19 giugno del 2024, quando nell’intervallo di 65 minuti e 35,6 secondi, Paavo Nurmi corse i 1.500 metri ai giardini zoologici di Elaintarha e poi i 5.000 metri, perché voleva testarsi e testare l’intervallo di tempo che avrebbe trovato in estate ai Giochi di Parigi fra le due gare.

In effetti si testò proprio benino perché fece i record del mondo dell’una e dell’altra corsa, anticipando di 11 anni l’impresa di Jesse Owens nel suo Giorno dei Giorni, quattro primati mondiali battuti nello spazio di 45 minuti ad Ann Arbor, Michigan. 

Nurmi a Parigi avrebbe poi vinto i due ori, aggiungendone altri tre. In occasione delle prossime Olimpiadi a Parigi dopo cent’anni, quel bottino olimpico di Nurmi è esposto in una mostra intitolata D ‘or, d’argent, de bronze – une histoire de la medaille Olympique al museo della Monnaie di Parigi, sulla riva sinistra della Senna.

A Chartres intorno a Léon non c’erano le persone a lui più care. Il coach Bob Bowman è rimasto negli USA per i Trials americani, lo raggiungerà nei prossimi giorni. Suo fratello minore sta studiando per la maturità. Ha fatto tutto da solo, ecco, gettandosi in un’impresa che gli girava per la testa da quando scoprì di avere un crono competitivo anche nei 200 rana. Bowman era scettico, aveva sempre negato al suo vecchio allievo Michael Phelps di osare due gare individuali nella stessa sessione. Ma questi sono tempi nuovi. Non è stato possibile fare un primo test ai Mondiali di Fukuoka, il calendario lo impediva. Marchand ci ha lavorato per conto suo, sapendo che la grande frazione a rana di cui dispone gli permette di superare gli avversari nei 400 misti, più della farfalla. La grande scommessa sarà capire se un’ora di riposo tra le due finali olimpiche potrà bastare. Il suo Giorno dei Giorni è mercoledì 31 luglio. 

Marchand su Slalom>
AMERICHE

ELOGIO DEI JAYS – CHE HANNO SAPUTO CAMBIAR PELLE

LE FINALI NBA

Jayson Tatum high fives Jaylen Brown of the Boston Celtics after a play against the Dallas Mavericks during the second quarter of Game Five of the...

 

Tatum e Brown, Brown e Tatum, i due Jays, indistinti probabilmente, anche se alla fine dovevano premiarne e uno e il titolo di MVP è andato all’altro, a Robin, non a Batman. Il duo di stelle di Boston merita questa celebrazione dei Celtics, scrive Jerry Brewer sul Washington Post, a sigillo del 18esimo anello finito ai Celtics. 

Hanno trascorso sette anni insieme inseguendo un trofeo, l’unica cosa che potesse confermarli come grandi tra i grandi ai Celtics. Hanno giocato 107 partite post-stagionali, il massimo di qualsiasi altra coppia di stelle, prima di vincere un titolo. Hanno visto la franchigia ingaggiare veterani di grande nome che avrebbero dovuto guidarli quando erano giovani – Isaiah Thomas, Kyrie Irving, Gordon Hayward, Kemba Walker – e hanno dovuto adattare i il loro gioco attraverso il passaggio di mano di tre allenatori. Sono nati con il successo, il privilegio e l’onere di giocare per i Celtics. Per essere chiamati campioni, per soddisfare gli esigenti standard dei Celtics, si sono evoluti in registi funzionali. Entrambi impegnati a giocare partite di testa, seguendo letture e le reazioni del sistema offensivo di Joe Mazzulla, gareggiando l’uno con l’antro in concentrazione e disciplina in difesa.

Tatum lo rivedremo ai Giochi di Parigi, Brown non è tra i convocati. 

ARTEFICI LE MOLTE MISSIONI DI JRUE HOLIDAY, DENTRO E FUORI UN CAMPO DA BASKET

 

    NBA   Quando Jrue Holiday era un adolescente, aveva bisogno di guadagnare qualche soldo extra. Aveva un discreto talento nell’impacchettare la spesa, cercando un ordine, trovandolo, sistemando le lattine accanto a sacchi d’uva, e tutto il resto. Così, un giorno andò da sua madre Toya, la direttrice atletica della scuola, la Campbell Hall di Los Angeles, e le chiese se poteva fare domanda per un lavoro presso il droghiere del posto. «Ehi, guarda che la scuola è il tuo lavoro», si sentì rispondere, e niente, il droghiere rimase senza un garzone.

Ma quando la squadra di tennis femminile cercava un manager, Toya fece il nome di suo figlio come volontario. A quel tempo, Jrue Holiday non riusciva a distinguere una smorzata da un servizio. Era uno dei migliori giocatori di basket della zona, ma il tennis mmm. Comunque, non c’era certo bisogno di conoscere l’arte del rovescio lungolinea per prendere i panini e preparare le valigie alla squadra. 

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IL TOUR DE FLAMME

LA FIACCOLA NEL REGNO DELLE ALBICOCCHE DI GIANNI MURA

  PARIS 2024 | – 36 GIORNI

La Drôme è una quattro stagioni. Ci vai quando vuoi, ci quando puoi. La fiaccola olimpica ci passa oggi, in un dipartimento che offre un patrimonio storico, culturale e naturale particolarmente ricco e variegato” secondo il sito ufficiale delle Olimpiadi. Il viaggio parte da Grignan e attraverserà il cuore dei famosi campi di lavanda fino al Castello di Grignan. Poi si recherà a Pierrelatte, al Lago Pignedoré, all’interno del complesso Gustave Jaume, e sull’immensa roccia calcarea.
Si dirigerà successivamente verso Saint-Maurice e il suo verde naturale, le foreste, le scogliere. A Montélimar raggiungerà il cortile del castello, la cui costruzione iniziò nel XII secolo, e continuerà il suo tragitto verso Bourg-de Péage, passando davanti al Museo della Calzatura. Infine ultima sosta a Hauterives, dove visiterà il Palazzo Ideale del Postino Cheval, un’opera d’arte naif, prima di approdare a Valence, sulle rive del Rodano, al crocevia del Vercors e dei Monti d’Ardèche, dove la giornata sarà chiusa da luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon.

Alla Drôme, si sa, ci sono le migliori albicocche di Francia, secondo Gianni Mura. Primo posto davanti all’Ardèche, dove i cimiteri sono dentro il paese, non fuori, sono ben tenuti, hanno il cancelletto sempre aperto e un muro di cinta alto così, potrebbe scavalcarlo anche un bambino. Ne ho girati a dozzine e ho sempre pensato di essere in un paese civile. I nostri cimiteri hanno muri alti, come caserme, e orari d’ apertura e chiusura, come negozi. Sono luoghi protetti, blindati, difesi, e già questo dice molto sul rispetto, sulla civiltà della memoria, su dove c’è e dove non c’è“.
Nell’Ardèche raccontata da Mura, le foreste occupano il 45 per cento del territorio. Siamo nell’unico dipartimento francese che non ha nemmeno una stazione ferroviaria. Più della metà dei suoi abitanti vive in comuni sotto le tremila anime, percentuale che su scala nazionale è del 12 per cento. Tante case di pietra con le finestre sbarrate parlano di emigrazione. Si allevano pecore e capre, si raccolgono castagne, si punta su un turismo che non ama gli alberghi a cinque stelle (e anche se li amasse, non ci sono) ma i bagni nei torrenti, le gite in bici, le passeggiate”.


 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT IN TV

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

8.00 Europei di scherma – Spada maschile individuale, eliminatorie – in streaming sul canale YouTube della FIE, Fencing Channel   |  12.00 Sciabola femminile individuale, preliminari – in streaming su Eurovision Sport  |   18.00 Sciabola femminile individuale, finali – su RaiSport, Eurosport 2  |  18.00 Spada maschile individuale, finali – su RaiSport, Eurosport 2

11.40 Preolimpico skateboard, Park femminile, preliminari – su Olympic Channel  16.35 Street maschile, preliminari – su Olympic Channel) 

12.00 Preolimpico arrampicata: Boulder & Lead, qualificazioni – su Olympic Channel 

19.00 World Continental Tour, meeting di Bydgoszcz – su Sky  

PALAZZETTI E DINTORNI

9.00 Nations League pallavolo: Iran vs Olanda – in streaming su VBTV  |  12.00 Cina vs Giappone – su DAZN e VBTV  |  13.00 Brasile vs USA – su VBTV e DAZN  |   13.00 Turchia vs Argentina – su VBTV)  |  15.30 Thailandia vs Brasile – su VBTV, DAZN  |  16.30  Italia vs Bulgaria – su VBTV e DAZN  | 20.30 Cuba vs Slovenia – su VBTV 

ACQUE

9.30 Europei di nuoto, sessione mattutina: batterie – streaming su Eurovision Sport  |   18.30 Semifinali e finali – in streaming su Eurovision Sport

10.00 Europei di tuffi, Trampolino 1 m maschile, preliminari – in streaming su Eurovision Sport  |  15.30 Sincro femminile trampolino 3 m, finale – su Eurovision Sport  |  17.00 Trampolino 1 metro maschile, finale – su Eurovision Sport)

TENNIS

11.00 WTA Berlino, ottavi di finale – su Sky 

12.00 ATP Halle, ottavi di finale – su Sky 

12.00 WTA Birmingham, ottavi di finale – su Sky

13.00 ATP Queen’s, ottavi di finale – su Sky

MONDOGOL

15.00 Europei: Slovenia vs Serbia – su Sky 

18.00 Europei: Danimarca vs Inghilterra – su Sky 

21.00 Europei: Italia vs Spagna  – su Rai 1, Sky

2.00  Coppa América: Argentina vs Canada – Mola Tv


  RASSEGNA.

CHE COSA SI DICE IN GIRO STAMATTINA

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa, occupate principalmente dagli Europei di calcio.  

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