Quando i Dallas Mavericks hanno ricevuto il premio per la finale di Conference appena vinta, l’assenza di Mark Cuban a metà campo era vistosissima. Se Dallas è diventata Dallas anche nella pallacanestro americana, se i Mavs insidiano la popolarità dei Cowboys nel football, si deve a lui, Lontano dai riflettori dei Mavericks, Mark Cuban si sta dedicando alla prospettiva di far saltare il banco dell’industria farmaceutica. Ha venduto il pacchetto di maggioranza dei Mavericks alla fine dello scorso anno alle famiglie Adelson e Dumont, gestori della Las Vegas Sands Casino Company. Possiede ancora un pezzo di squadra del valore all’incirca di 1 miliardo di dollari, ma all’età di 65 anni, con tre figli e una moglie, sta mettendo in ordine le priorità della vita.
Questo scrive The Athletic nel raccontare l’impresa in cui si è lanciato con la sua Mark Cuban Cost Plus Drugs Company, nata due anni fa, un’azienda che si rivolge ai consumatori con l’obiettivo di ridurre drasticamente il costo dei farmaci da prescrizione, un settore che in America ha realizzato ricavi per 364 miliardi di dollari nel 2022, secondo Statista. Cuban vuole “sfidare un settore che viene chiamato Big Pharma proprio a causa del suo labirinto così impenetrabile di normative e costi nascosti, un mostro che il governo federale degli Stati Uniti cerca da decenni di domare, con scarso successo”.
Cosa fa Cost Plus Drugs? Acquista o produce tonnellate di farmaci per lo più generici, aggiungendo un piccolo margine di guadagno, per vendere i farmaci direttamente ai consumatori a prezzi contenuti. Soprattutto: Cost Plus Drugs indica i prezzi in anticipo. Cuban infatti denuncia: «Questo è un settore nel quale non esiste alcuna trasparenza. Quando ricevi una prescrizione, non hai idea di quanto potresti pagare. Non hai idea di quanto paga il tuo datore di lavoro o la persona con cui hai l’assicurazione. Il tuo datore di lavoro non ha idea di quanto pagherà. Il produttore non ha idea che tu abbia ricevuto una prescrizione. Nessuna ha idea di niente. Nessuno sa mai niente».
The Athletic conclude: “Che stia davvero rivoluzionando il business su larga scala o che abbia semplicemente delimitato un angolo di nicchia all’interno di un mondo tentacolare e selvaggio dove la maggior parte dei clienti continuerà a essere schiacciata, probabilmente non sarà chiaro per anni. Ma Cuban ha dei sostenitori”.