
«Abbiamo bisogno di più giocatori bianchi in nazionale?». Eh, sì. È andata così. L’Équipe lo ha chiamato il sondaggio che sconvolge la Germania. Lo ha condotto il canale pubblico ARD, facendo uscire dai gangheri Julian Nagelsmann e pure i suoi giocatori. “Incomprensione e disgusto” sono i sentimenti che vengono riferiti. «Vorremmo che la squadra fosse tenuta lontana da tutti i dibattiti politici» ha detto il cittì col sostegno della federazione. Il campione del sondaggio era di 1.304 persone, e ARD risponde: «Come si può stare lontani da un dibattito del genere quando il 21% degli intervistati ha risposto affermativamente?».
L’indagine è stata commissionata dall’istituto Infratest dimap nell’ambito di un documentario dal titolo “Unità, diritto e diversità, la Nazionale tra razzismo e identificazione”. Joshua Kimmich, il vicecapitano della squadra, lo ha definito controproducente e una assoluta assurdità.
«La sola formulazione della domanda è una follia» ha protestato Nagelsmann. «Sono scioccato. Spero di non dover mai più leggere questo tipo di sondaggi schifosi».
Interrogato da Der Spiegel, l’autore del documentario, Philipp Awounou, ha difeso il suo lavoro e ha esposto la sua tesi: «Per quanto inquietanti siano frasi come “Preferirei vedere più giocatori bianchi in nazionale”, dobbiamo parlare di questi atteggiamenti razzisti per contrastarli. È un processo normale nei sondaggi di natura scientifica». Risposta del capitano Ilkay Gündogan dalle colonne della Bild: «Siamo tutte persone relativamente intelligenti, sappiamo tutti che il razzismo esiste in tutto il mondo. Non avevamo certo bisogno di questo sondaggio»
In Germania il partito di estrema destra Afd è in crescita nei sondaggi a pochi giorni dal voto europeo. Gündogan non è rimasto sorpreso alla scoperta che il 17% degli intervistati ritiene che sia proprio un peccato che le sue origini siano turche. «Mi infastidisce il momento scelto. Chi fa questo – ha detto – è mosso da un’intenzione, da qualche parte c’è qualche messaggio da mandare». Ma quale?
In passato, Mesut Özil aveva scatenato un’ondata di ostilità da parte del pubblico per aver posato con il presidente turco Erdogan, era il 2018. Per giustificare il suo ritiro dalla Nazionale, aveva parlato proprio del razzismo subito. Nel documentario ci sono Jonathan Tah, Shkodran Mustafi e Gerald Asamoah, che parlano del calcio come di un vettore di integrazione. «È triste che continuiamo a fare sondaggi del genere e a dare loro tutta questa importanza», sono ancora parole di Gündogan
QUANDO VEDREMO LA GERMANIA
14 GIUGNO
| 21.00 Gruppo A: Germania – Scozia
19 GIUGNO
| 18.00 A: Germania – Ungheria [Stoccarda]
23 GIUGNO
| 21.00 A: Svizzera – Germania [Francoforte]
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