Djokovic a Ginevra, le ragazze salva judo, la finale della pallanuoto. Diario del 22 maggio

 

VITE OLIMPICHE

Le ragazze salva judo

ARTEFICI

Mondiali, Alice Bellandi sfiora il titolo ad Abu Dhabi: medaglia d'argento nei -78 kg

Dopo l’oro di Odette Giuffrida nella categoria dei 52 kg e il bronzo di Assunta Scotto nei 48 kg, dai Mondiali di judo è arrivata una terza medaglia, pure questa femminile. L’ha vinta Alice Bellandi nei 78 kg, argento, battuta solo al golden score dalla tedesca Anna-Maria Wagner: immobilizzata all’altezza del collo e schienata. Bellandi è la numero tre del ranking mondiale 


ACQUE

La prima finale scudetto al Recco

PALLANUOTO

Immagine

La più grossa fra le sorprese è probabilmente già avvenuta. Dopo undici finali consecutive tra Recco e Brescia, con dieci scudetti finiti in Liguria, per la prima volta dal 2012 i lombardi hanno lasciato il loro posto al Savona – che è pure l’ultima squadra campione [2005] diversa dalle due egemoni del ventennio.

Le sorprese potrebbero essere finite. Il Recco ha vinto Gara-1  in casa per 8-5, primo passo verso lo scudetto numero 36 della sua storia. Sabato Gara-2: o Savona vince e allunga la serie oppure Recco festeggia. 

Oa Sport racconta: Mani addosso e tensione alta sin dalle prime battute, con la compagine di Angelini che prova a basare la sua partita sulla difesa, concedendo al minimo le conclusioni dal perimetro


LETTURE

Vita di Matthew Saad Muhammad

BOXE

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Dieci anni fa moriva Matthew Franklin, campione del mondo dei pesi mediomassimi, soprannominato Miracle Matthew e poi Matthew Saad Muhammad dopo la conversione all’Islam. La causa del decesso in un ospedale di Philadelphia è rimasta sconosciuta, tempo prima gli era stata diagnosticata la SLA.

Lo ricorda stamattina su La Stampa lo scrittore Edoardo Nesi, in un lungo intervento-ritratto. 

Un giorno diventa campione del mondo dei mediomassimi battendo per KO quella belva di Marvin Johnson in un massacro selvaggio che entra nella leggenda della boxe anche perché Johnson a forza di ganci gli aveva aperto dei tagli profondissimi sopra tutti e due gli occhi, e Matthew sanguinava come un toro nella corrida e gli ultimi round li aveva combattuti vedendo solo delle ombre, come disse alla fine, sul ring.

Poi succede che come tanti neri di quei tempi si converte all’Islam e cambia nome un’altra volta, diventa Matthew Saad Muhammad, e quando va in televisione a dire che vorrebbe tanto ritrovare i suoi veri genitori, una signora telefona in trasmissione e dice che il suo vicino di appartamento gli somiglia in modo impressionante, allora Matthew va a trovarlo e scopre che quell’ometto alto e magro è il suo fratello, quello che l’aveva abbandonato sulla tangenziale, ma di boxe non sa nulla ed è tutto rintronato e gli dice che gli dispiace molto di averlo lasciato sulla tangenziale, ci ha pensato tutta la vita, e se vuole sapere dei suoi genitori, ecco, non ci sono più, son morti di droga due anni dopo averlo abbandonato.

Matthew continua a combattere e a vincere contro i migliori campioni del suo tempo in incontri memorabili, diventa una superstar e guadagna milioni di dollari, ma un giorno lo mettono sul ring contro Dwight Muhammad Qawi, un altro nero convertitosi all’Islam, una specie di Tyson in miniatura che è arrivato alla boxe in galera dove si trovava per rapina a mano armata, e contro di lui c’è poco da fare, è la sua nemesi, come il bulldog per Zanna Bianca. Lo aggredisce senza tregua, gli ruba il tempo.

Basso com’è si infila sotto il suo jab, lo martella ai fianchi e gli toglie la forza e l’aria e Matthew ci perde due volte, male, sempre per KO, e da quel momento cambia tutto perché ormai è stroncato nel corpo e nell’anima e avvia a perdere, e perde e perde e perde, lui che non perdeva mai.


VITE OLIMPICHE

Il ritorno di Lavillenie

SALTO CON L’ASTA

Un signore dell’atletica torna in gara oggi a Clermont, Lavillenie si rimette all’inseguimento del minimo per i Giochi, deve saltare 5,82 con l’asta entro il 30 giugno.  Viene dall’estate del 2023 nella quale per la prima volta in carriera è stato inesistente, questa è la definizione che ne dà stamattina L’Equipe. Inesistente significa che non ha mai passato i 5,61 in sette gare: una stagione terminata il 31 luglio prima dei Mondiali e seguita, il 14 settembre da un’operazione per la rottura parziale del tendine del ginocchio della coscia sinistra.

All’età di 37 anni poteva arrendersi, invece al giornale francese l’ex primatista del mondo dice di aver superato i dubbi dello scorso inverno, quando non era certo di rientrare. Durante lo stage negli USA all’inizio di aprile qualcosa è scattato. Ha superato 5,40 con 10 passi e 5,60 con 12. Sono bei segnali, dice il suo allenatore Philippe d’Encausse, convinto che andrà sopra i 5 e 82 prima di Parigi. Un mese e mezzo fa non l’avrebbe detto, ma negli ultimi mesi il corpo non ha presentato conti, non ha chiesto di rallentare, di tornare indietro. Dall’operazione tutto è andato per il verso giusto.

«Avere il freno a mano tirato per due mesi mi ha aiutato. Le ultime stagioni sono state complicate, non mi sono ascoltato abbastanza e ho perso tempo» ha spiegato lui. Questo non significa che farà 5,82 stasera. Lavillenie chiede risposte per orientarsi. Dopo Clermont, sarà a Duszniki il 31 maggio, a Pierre-Bénite l’8 giugno, a Le Bourget il 15, a Tolosa il 22 e ai campionati francesi il 30 ad Angers. Nessun grande meeting, ma buone competizioni per fare la misura. 

E POI

Dopo dieci mesi senza gare e un’operazione al tendine del ginocchio a settembre, il saltatore con l’asta Renaud Lavillenie credeva in un grande ritornoscrive Libération, introduzione al racconto della delusione di Clermont-Ferrand. Lavillenie non è riuscito a superare nessuna misura.

Ha fallito tre volte a 5,35 metri, la sua prima uscita. È caduto sulla sbarra nei primi due tentativi e non ha completato il salto al terzo. «C’è molta frustrazione – ha ammesso – a nessuno piace fallire . La delusione è tanta perché mi aspettavo di fare molto meglio».


ATTESE

Che ci fa Djokovic al torneo di Ginevra

TENNIS

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Arrivare a Parigi con più fiducia. Ecco perché Novak Djokovic si è iscritto al torneo di Ginevra questa settimana. Ha stravolto tutte le sue abitudini, ha dovuto, dopo la sconfitta veloce a Roma. Ha bisogno di mettere altre partite nelle gambe, anche solo una o due. È arrivato in Svizzera con una wild card e tante belle parole gentile per questo posto ideale dove giocare a tennis. Ha azzerato o quasi lo staff. Sta passando più tempo possibile con i nuovi collaboratori per iniziare a conoscersi. Ha bisogno di esami e test in vista del Roland-Garros più aperto degli ultimi anni.

Secondo Novak i candidati al titolo sono Ruud, Zverev, Rublev e Tsitsipas, tutti giocatori che hanno vinto un grande torneo sulla terra. Ha fatto anche il nome di Nadal, ma sembra più una forma di cortesia, una frase rispettosa, che un reale pronostico. E lui? Bah, lui se sta bene – dice. Gli Slam sono un altro sport, tre set su cinque. 

Sul campo di Ginevra debutta oggi, nel giorno del suo compleanno numero 37, contro il tedesco Yannick Hanfmann, 32 anni, soffre di problemi di udito a entrambe le orecchie. Ha iniziato a giocare a tennis all’età di 5 anni con i suo genitori. Papà Stephen è medico, mamma Karin è un’insegnante. Il suo colpo preferito è il rovescio. Sogna di giocare un giorno l’NBA All-Star Celebrity Game come Tamberi. È passato dalla University of Southern California e ha vinto due titoli NCAA. Ha vinto 4 partite su 15 contro un top-10, ma mai un top-5. 

Djokovic invece cerca la sua vittoria numero 1.100 nel tour. Prima di lui ci sono riusciti solo Connors [1274] e Federer [1251]. Negli ultimi cinque anni ha perso solo una volta su terra battuta contro avversari che in classifica sono più del 50esimo posto [Lajovic #70 al Banja Luka 2023]

CARNET

Altre partite a Ginevra oggi: 1] Sebastian Baez vs Roberto Carballes Baena. Baez è il giocatore con più vittorie [18] e più titoli [2] sulla terra battuta quest’anno ed è 16-2 contro giocatori classificati fuori dalla Top 50 sulla terra battuta nel 2024. 

2] Taylor Fritz (USA) vs Alex Michelsen (USA). Fritz viene da tre quarti di finale consecutivi sulla terra battuta dopo la finale di Monaco, la semifinale di Madrid , i quarti di Romsa. Contro altri americani ha vinto 9 volte su 10 sulla terra.

3] Sebastian Ofner vs Casper Ruud. Ofner non ha mai vinto un set contro un top-10. Ruud guida il circuito con 31 vittorie quest’anno. 

4] Denis Shapovalov vs Tallon Griekspoor. Shapovalov non raggiunge i quarti di finale da Adelaide 2023 e sulla terra battuta da Roma 2022. 


VITE OLIMPICHE

Dal tappeto di Cannes alla città di Cyrano

IL TOUR DELLA FIACCOLA

La tredicesima tappa del Tour della fiaccola va da Bergerac a Périgueux, ed è abbastanza singolare scoprire che fu l’esatto tragitto della tappa dell’11 luglio 2017 al Tour de France, solo all’incontraio. Dalla Dordogna si partiva e nella città di Cyrano si arrivava. 

Gianni Mura scrisse che “a Bergerac hanno avuto un talento enorme nell’impossessarsi di Cyrano, realmente vissuto, ma che in vita mai mise piede a Bergerac. A lui sono intitolati una gara di enduro, un festival gastronomico, un torneo di spada. Tra Périgueux e Bergerac ho ritrovato i platani e gli anziani che giocano a pétanque, le albicocche sono così così ma la Dordogna vale viaggio e soggiorno. Joie de vivre: non c’è solo a Parigi, basterebbe un fine settimana a Sarlat-la-Canéda per capirlo. Bergerac è gemellata con Faenza. Cyrano e ceramiche. Fusione: cyramiche (pessima, ispirata da sbadigli)”.

L’Équipe segnala lungo il passaggio di oggi in Dordogna un’esperienza sensoriale completa, la combinazione tra una cucina di fama mondiale, un ricco patrimonio culturale e storico, paesaggi collinari

 

 

Ieri invece la fiaccola ha fatto un giro assai glamour sul red carpet del festival di Cannes, mentre il cinema italiano portava sullo schermo Chiara Mastroianni nei panni del papà e il nuovo film di Paolo Sorrentino, Parthenope

Hanno sfilato il judoka Thierry Rey, il paraatleta Arnaud Assoumani, il paratriatleta Alexis Hanquinquant, la parakayakista Nélia Barbosa, la paraciclista Marie Patouillet, la cestista Lliana Rupert e infine Marie-José Pérec: trentanove gradini da salire. Il giorno giusto per svelare che saranno i fratelli Jules e Gédéon Naudet, autori di un documentario sull’attentato al World Trade Center, a dirigere il film ufficiale dei Giochi, e anche una serie.

Succedono a colleghi come Claude Lelouch [Grenoble 1968], Milos Forman [Monaco di Baviera 1972], Carlos Saura [Barcellona 1992], Kon Ichikawa [Tokyo 1964] e Naomi Kawase [Tokyo 2021]. Nelle sale in Francia danno in questi giorni il film L’Esprit Coubertin, una commedia satirica sullo sport e i Giochi. Tony Estanguet, il gran capo del comitato organizzatore, ha ammesso di aver ancora avuto il tempo di guardarlo. 


 AMERICHE..

Indiana ha regalato la partita a Boston 

PLAY.OFF NBA

133-128    Boston l’ha scampata bella. La finale di Conference più segnata nel pronostico, stava per cominciare con una sorpresa. I Celtics l’hanno raddrizzata battendo 16-11 Indiana ai supplementari, dopo che Jaylen Brown aveva firmato il tiro della sopravvivenza, una tripla dall’angolo con 5,7 secondi rimasti sul cronometro. Rick Carlisle, il coach dei Pacers, si è assunto la responsabilità per la sconfitta, diciamo pure per l’occasione sprecata.

Ha detto che a 10 secondi dalla fine avrebbe dovuto chiamare un timeout, portare la palla avanti, trovare un modo per farla entrare in area, magari prendersi un tiro libero o due e la partita sarebbe finita là.

Esatto. Questo andava fatto. Anche i giocatori in campo potevano leggere meglio la situazione. I Pacers erano andati in vantaggio di tre punti con la tripla di Andrew Nembhard a 46 secondi dalla fine. Il passaggio in entrata di Nembhard destinato a Pascal Siakam è finito oltre la linea di fondo campo, a 10 secondi dalla fine. I Celtics l’hanno rimessa in gioco e hanno pareggiato la partita con Jaylen Brown. Con i potenti mezzi di Slalom, le immagini sono queste:  

 

 

Jared Weiss, la firma che segue i Celtics per The Athletic, scrive che Boston ha giocato con un ritmo lento nei play-off contro squadre dalle limitate capacità offensive. Le cose sono diverse ora contro Indiana. I Pacers non si limitano a giocare in contropiede. Hanno un flusso e un movimento laterale d’attacco a metà campo che ha reso difficile ai Celtics tenere il passo.

Indiana ha chiuso la partita con 38 assist. Solo quando Boston è riuscita a rallentare quel ritmo, ha ritrovato sé stessa

Prima di Gara-1, Joe Mazzulla aveva definito la serie un enorme test per la difesa dei Celtics. Adesso è chiaro che sarà così. James Boyd ha scritto che ci sono voluti mesi perché Haliburton riacquistasse la sua forma pre-infortunio, ma evidentemente non è ancora abbastanza. Haliburton ha ripreso un po’ di calore dopo alcune prestazioni poco brillanti durante la sua prima serie ai play-off, sentirà un po’ di pressione in questa partita. Dopo un’ottima prestazione in Gara-7 al Madison Square Garden due sere fa, ha giocato bene contro i Celtics prima di vacillare nei momenti più importanti della partita. I suoi 25 punti, 10 assist e sei triple sono state tutte inutili


  IL TELECOSLALOM..

Che cosa vedere oggi in tv

LA GIORNATA

VITE OLIMPICHE

9.00 Europei di ginnastica ritmica, prima giornata – in streaming su Gymtv online

9.00 Mondiali di judo, (quarta giornata – in streaming su Judo TV e su Discovery+

TENNIS

10.00 Qualificazioni al Roland-Garros  – su Discovery+.

11.00 ATP Lione, ottavi di finale – su Sky

11.00  WTA Strasburgo, ottavi di finale – su Sky

11.30  ATP Ginevra, ottavi di finale – su Sky

12.00 WTA Rabat, ottavi di finale – su Sky

RUOTE

12.30 Giro d’Italia, 17esima tappa – tv su Eurosport e RaiSport, dalle 14 su Rai 2

ACQUE

18.45 Finale scudetto pallanuoto, gara-1: Recco vs Savona – su RaiSport

EUROGOL

21.00 Finale Europa League: Atalanta vs Bayer Leverkusen – su Rai 1 , Sky e DAZN

PALAZZETTI E DINTORNI

22.30 Nations League maschile di pallavolo: Italia vs Germania – su DAZN e Volleyball TV


RASSEGNA

Che cosa si dice in giro stamattina

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Francia celebrano la quinta tappa vinta da Tadej Pogacar al Giro d’Italia e il ritorno imminente di Rafa Nadal al Roland-Garros, in Catalogna l’evento più importante è il rinnovo di Alexia Putellas col Barcellona fino al 2026, mentre a Madrid è il ritiro dal calcio di Toni Kroos a fine stagione. In Inghilterra i titoli principali sono per Pochettino che lascia il Chelsea. In Italia attesa per la finale dell’Atalanta in Europa League contro il Bayer Leverkusen, e tanto tanto calcio mercato.

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