Storia dell’unico pilota che corse senza finire nemmeno un giro

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Storia dell’unico pilota che corse senza finire nemmeno un giro

 

DI ROBERTO LIBERALE

 

    Sulla pista bagnata, al Tamburello, la Osella con il numero 31 puntò dritta verso il guard-rail. Era stata toccata dalla March del cileno Eliseo Salazar, slittò e andò a chiudere la sua corsa senza altro rimedio. Sono stati centosessanta, nella storia della Formula 1, i piloti partiti dalla griglia una volta sola in tutta la carriera, ma ce n’è soltanto uno che non ha finito nemmeno un giro, ed era su quella Osella. La parabola mondiale di Miguel Angel Guerra è durata poche centinaia di metri, la più breve tra le esperienze dei 770 piloti mondiali di sempre. Accadeva 40 anni fa proprio a Imola. 

Guerra era partito dalla 22esima posizione. Uscì dall’impatto con una gamba fratturata. La Osella lo sostituì nella gara successiva con Piercarlo Ghinzani, poi con Giorgio Francia e infine con Jean-Pierre Jarier. Il povero Guerra, una volta guarito, non trovò mai più un volante di Formula Uno. Due settimane dopo, durante le prove ufficiali del GP del Belgio, il meccanico dell’Osella Giovanni Amadeo fu mortalmente investito da Carlos Reutemann alla guida della sua Williams.

Aveva già tentato altre due volte di qualificarsi, prima di Imola.  

«Pioveva molto – ha ricordato Guerra anni dopo alla stampa argentina – e siamo entrati tutti nella prima curva. Gli spruzzi d’acqua non permettevano di vedere bene, ho sentito un colpo. La macchina ha puntato contro il guard rail. Erano macchine molto fragili. Quando ho avuto l’incidente, dalla Minardi mi hanno chiamato e mi hanno detto: non ti daranno più una possibilità di correre in F1».

Guerra lavorò quasi un anno per cercare un budget e rientrare, il suo tentativo andò a sbattere contro il conflitto alle Falkland del 1982.

 

  Imola oggi | Stefano Mancini su la Stampa scrive che la Ferrari SF21 si presenta a Imola con novità importanti: la parte sotto il muso e il diffusore posteriore sono stati ridisegnati per aumentare il carico aerodinamico,le nuove ali per ridurlo, in moda da migliorare l’efficienza generale. Non basterà a vincere, ma sono le basi del progetto 2022, quello che, nelle intenzioni, dovrà riportare la Rossa al ruolo di protagonista

Daniele Sparisci sul Corriere della sera vede una mischia selvaggia e incerta. Dove la differenza, oltre ai cavalli e agli uomini, la farà la bontà del telaio. Saliscendi, cordoli alti, curve lente: un esame per le sospensioni lo definisce Sainz. Non a caso, è una delle parti che più è cambiata sulla Ferrari 2021. La sospensione posteriore è stata rifatta insieme al retrotreno. Sulle 19 curve attorno al fiume Santerno che cosa si capirà di più?

 

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