Come si cambia per non morire
Fiorella Mannoia
ATTESE
Più breve, meno difese e più azioni
Il baseball va nel futuro tornando al passato
Il derby di Los Angeles tra i Dodgers e gli Angels ha chiuso la stagione di primavera, il pre-campionato della Major League. Alle 19.05 di domani, ora italiana, riparte il torneo americano di baseball con New York Yankees-San Francisco Giants e Washington Nationals-Atlanta Braves. I campioni in carica degli Houston Astros debuttano nella notte tra domani e venerdì contro i Chicago White Sox. In una stagione speciale, secondo molti storica.
Benvenuto nel futuro, mister Baseball. Eri francamente troppo. Troppo lungo, troppo noioso, troppo difficile. Sei l’esatto contrario di ciò che è Sportify, nelle tre qualità che Gabriele Romagnoli rintracciò in una lettera spedita tempo fa a Slalom: velocità, spettacolo, visibilità.
Benvenuto, mister Baseball. Sei stato bravo a capirlo in tempo e a cambiare le regole.
Uno: introduzione di un cronometro che regola l’attesa tra un lancio e l’altro.
Due: il divieto di shift, le variazioni di posizionamento dei difensori per coprire più densamente le zone di campo dove è più probabile che le battute degli avversari vadano a finire. Non vedremo più le linee da tre.
Infine: allargamento delle basi e riduzione del numero di pick off, un’altra tecnica difensiva con la quale il lanciatore cerca di eliminare un corridore avversario quando si stacca dal cuscino della base in cui è arrivato.
Conseguenze? Gioco più veloce, più azioni, il commissioner dice pure meno infortuni.
Secondo Baseball on the Road, sito italiano che ha letto un po’ di commenti sparsi per l’America, il pacchetto di misure introdotte ci riporterà “a una estetica più tradizionale”.
La MLB sostiene che la sperimentazione nelle leghe minori ha consentito di verificare una riduzione di infortuni del 13% grazie all’allargamento delle basi a 45,72 centimetri, anziché i tradizionali 38,1.
“Gli spettatori ritorneranno a vedere i migliori atleti di questo sport giocare a ritmi piacevoli e entusiasmanti come era negli anni 70 e 80. Negli ultimi anni i lanciatori hanno preso l’abitudine di tenere la palla più a lungo prima del lancio”.
SU RIMBALZI
▻ Quando a Charlie Brown riuscì un fuoricampo
Il 58esimo episodio di Rimbalzi, il podcast prodotto e realizzato con Chora Media, era dedicato al primo Home Run mai segnato dal più sfortunato e tenero personaggio dei fumetti. Il 30 marzo del 1993 Charles Schulz disegnò la striscia della rivincita di Charlie Brown su un campo di baseball: finalmente segnava un fuori campo | Su Spotify a questo link la serie completa – Rimbalzi è disponibile su tutte le principali piattaforme.
IL PASSATO È UNA TERRA FAMILIARE | Il bello stavolta è che nessuno si dispera. Anzi. La particolarità del baseball rispetto agli altri sportify è che la rincorsa per entrare nel futuro parte dal passato. È un recupero dell’antica natura.
Thomas Boswell sul Washington Post scrive: “L’anno scorso sono andato in pensione e ho fatto una prova. Ho smesso di guardare le partite MLB per intero. Le registravo e poi le guardavo a scorrimento veloce. Stavo per staccarmi definitivamente? Un calcolatore di longevità mi ha detto che se avessi fumato, la mia vita sarebbe stata più breve. Ecco, se avessi guardato il baseball mi sarei sentito così. Ma adesso l’orologio lo ha salvato. Ha riportato la MLB indietro di 60 anni. Dove siamo: nel 1955, nel 1965 o nel 1975? Stiamo per assistere alle partite quasi allo stesso ritmo con cui venivano giocate negli anni ’50”.
Tyler Kepner, sul New York Times, considera che il baseball non può certo dirsi in crisi. Il World Baseball Classic appena concluso, fa notare, è stato un successo travolgente. La MLB ha appena prodotto entrate record da 11 miliardi di dollari nel 2022. Nessun altro sport si avvicina al volume di partite del baseball: 81 date casalinghe per ciascuno dei 30 club, con una media di 26.566 spettatori a partita, molto di più della capacità di qualsiasi palazzetto di NBA o di NHL. Tuttavia, escludendo le stagioni influenzate dalla pandemia nel 2020 e nel 2021, la partecipazione del pubblico diminuisce costantemente dal 2015. La media spettatori dello scorso anno è stata la più bassa dal 1996, condizionata a sua volta dalla serrata del 1994. La sesta partita delle ultime World Series, le finali tra Philadelphia e Houston, è stata vista in tv da 12 milioni e mezzo di telespettatori, il minimo di sempre per una partita decisiva in prima serata. Secondo Kepner, “le modifiche alle regole da sole non risolveranno tutto e gran parte del fascino bizzarro del baseball rimarrà sempre. Ma la riduzione delle attese e più azioni non faranno male”.
I giornali americani hanno alcuni dati desunti dalla sperimentazione delle regole nelle leghe minori o dai test pres-campionato. Il tempo medio delle partite di allenamento primaverile, fino a mercoledì scorso, è stato di 2 ore e 35 minuti, cioè 26 minuti in meno di un anno fa. I tentativi di base rubata sono stati del 3.1 percento, contro il 2.1. Il tasso di riuscita è salito dal 71.3% al 77.2%.
Secondo il New York Times l’età digitale ha fatto male al gioco. “Mentre l’analisi dei dati ha promosso giocate più entusiasmanti nel calcio [più passaggi] e nel basket [più tiri da 3 punti], nel baseball ha rallentato il ritmo. “Le basi rubate sono scese a 0.46 per partita, il minimo da 50 anni a questa parte. La media di battuta in tutto il campionato è scesa a 0.243 la scorsa stagione, la più bassa dal 1968. Il tempo medio di una partita era arrivato a 3 ore e 11 minuti nel 2021, il più lungo di sempre”.
È paradossale entrare nel futuro con il ritorno al baseball analogico, ma è così. Gli americani sono così eccitati che il Washington Post scrive: “Presto potrebbe toccare al football, che prevede azioni da 12 minuti in partite che durano oltre tre ore”.
Molte persone pensano che il nostro lavoro, come industria, sia vincere le partite. Non è così. Il nostro lavoro è prima di tutto intrattenere. Se il prodotto nel suo insieme non è divertente, le persone non verranno allo stadio. Quando una palla viene battuta a 110 miglia all’ora, tutti mormorano Oooh‘ mentre attraversa il campo, e poi sbuca un ragazzo in piedi dove nessuno lo aveva notato, ed è solo un altro out. Non è divertente. Scusate lanciatori, ma i tifosi vogliono vedere i corridori in base, vogliono vedere le triple, vogliono vedere i fuoricampo. Non vogliono vedere gli strikeout, nessuno in base e 350 lanci a vuoto in ogni partita | Matt Duffy dei Kansas City Royals
Gli sponsor sulle maglie
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Una novità non meno epocale arriva dall’area marketing. Le trenta squadre potranno applicare il logo di uno sponsor sulle divise. Anche il baseball cede, come avevano ceduto il basket [dal 2017] e come farà dal 2024 l’hockey su ghiaccio. Ha spiegato il Post: “È infatti consuetudine nello sport nordamericano lasciare indumenti, campi o parquet da gioco i più “puliti” possibile, e in genere senza sponsor al loro interno, per non svalutare l’immagine dei campionati e contemporaneamente aumentare il valore di tutti gli altri spazi visibili al pubblico adibiti a usi commerciali. Questo sistema ha contribuito a rendere le squadre nordamericane le più ricche e imitate nello sport professionistico, ma la prospettiva di ottenere facilmente decine e decine di milioni di dollari di nuove entrate non è più così trascurabile”.
La svolta in NBA ha portato 225 milioni di dollari nella stagione scorsa. Ogni squadra della MLB potrà scegliersi il suo sponsor, ma l’applicazione sulle divise dovrà essere approvata caso per caso dalla lega. I marchi dovranno restare entro uno spazio di 10 centimetri quadrati nella parte alta delle maniche. Una stima della Nielsen parla di un introito previsto fra i 350 e i 400 milioni di dollari all’anno. Gli Yankees sono stati avvicinati da un sito per adulti, che ha offerto 20 milioni di dollari per una stagione.