La veglia funebre per Pelé
Il corteo parte stamattina da Morumbi, dove si trova l’ospedale Einstein, un quartiere che è il risultato dell’assegnazione di fattorie e piccole fattorie, dove l’inglese John Rudge introdusse il tè dall’India. La città si è mangiata la periferia dopo la guerra. Piantarono all’epoca degli alberi, un esemplare per ciascuna delle specie di flora brasiliana, Morumbi è diventata una roccaforte dell’alta borghesia di San Paolo, la zona con la più alta concentrazione di reddito e uno dei più alti tassi di sviluppo della capitale, qui vivono gli abitanti che hanno il più alto potere d’acquisto, poco distanti dalla favela di Paraisópolis.
Il corpo senza vita di Pelé sarà scortato dalla polizia militare e da un camion di pompieri. Entrerà nel comune di Santos e uno dei momenti più toccanti sarà il passaggio di fronte casa di Dona Celeste, la madre di O Rei ancora in vita, cent’anni compiuti l’estate scorsa. Passerà i cancelli dello stadio Vila Belmiro, costruito nel 1916, dove tra il 1956 e il 1974 Pelé segnò 288 gol. È stato lo stesso Pelé a chiedere di ricevere qui l’ultimo omaggio, nel suo giardino.
La bara incastonata in oro sarà posta al centro del prato. Le tribune dello stadio saranno aperte al pubblico ma è molto probabile che i 20.000 posti saranno insufficienti. È atteso Neymar, arriverà il presidente Lula, insediato ieri. Dopo ventiquattro ore di veglia, con un funerale privato, Pelé sarà sepolto alla Necropoli Memoriale Eucumênica.
LULA ► Emiliano Guanella su La Stampa parla allora di “politica e futbol, inizio e fine, funerali di Stato e avvio ufficiale di un nuovo governo, tutto mescolato. Lula deve ringraziare la famiglia di Edson Arantes do Nascimento per aver atteso tre giorni dal decesso dell’idolo prima di celebrare la cerimonia funebre. Hanno così permesso ai brasiliani di festeggiare la fine dell’anno e non hanno guastato la festa laica dell’insediamento presidenziale”.
JR ► Matteo Pinci su Repubblica racconta di come si sta preparando Edson junior, uno dei figli di Pelé, che “attraversa il memoriale all’ingresso dello stadio e rallenta davanti alla statua del mitico papà. Rimane due ore a provare i microfoni a Vila Belmiro per un discorso che non sa se farà, a studiare dove mettersi quando i familiari dovranno, se vorranno, parlare con la stampa. Ha un cappellino scuro in testa il figlio di Pelé, le persone lo fermano, lo abbracciano”.
| Lui, Edinho, dice che «sarà un giorno di celebrazione di una vita unica in tutta la storia dello sport, del calcio. Sarà un modo di trasferire a tutti quelli che ci sono stati vicini in questi giorni la gratitudine di tutta la nostra famiglia. Di analizzare collettivamente tutto l’amore che abbiamo ricevuto e che la gente prova per mio padre, per Pelé. Ma sarà soprattutto un giorno molto triste».