Il crash del Milan e le sue conseguenze

Le cose stamattina stanno così. Le squadre qualificate per gli ottavi di Champions sono salite a dieci. Lazio, Atlético Madrid, Barcellona e Borussia Dortmund si sono aggiunte alle sei che ce l’avevano fatta con largo anticipo, dopo la quarta giornata dei gironi [Bayern, Inter, Lipsia, Manchester City, Real Madrid e Real Sociedad]. Finora sono fuori i Minions – quei paesi che non fanno parte dei cinque campionati più celebrati d’Europa. Ha una chance stasera l’Olanda, se il PSV batte il Siviglia e il Lens perderà contro l’Arsenal. 

 

I rumori della Champions

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 1-3  

 

La sconfitta del Milan si porta dietro almeno tre conseguenze. La prima: Pioli è quasi fuori dalla Champions. È incollato a una sola ipotesi: per qualificarsi deve vincere l’ultima partita a Newcastle e sperare che il PSG perda a Dortmund. Le possibilità sono oggettivamente poche. La seconda: l’Italia è scivolata fuori dai primi due posti del ranking UEFA annuale, quelli che assegneranno un posto in più nella prossima Champions formato XXL. Siamo andati a dormire con la Germania prima e la Spagna seconda, terza la serie A davanti ai campionati di Turchia, Belgio e Inghilterra. La terza: il Milan si è quasi tagliato fuori dalla qualificazione al Mondiale per club. Ogni paese porta due squadre. L’Inter è già sicura di un posto. Il Milan aveva bisogno di passare almeno agli ottavi per sperare di scavalcare la Juventus nel ranking. È una chance che ora rimane al Napoli, ma in dosi minime. 

 

PANORAMI Perché il Milan ha perso | Il sito Sportellate offre le solite belle considerazioni post-partita e parla di solita gestione tattica avventata da parte di Pioli. Lasciare il solito campo aperto alle frecce del Dortmund è stata la scelta che ha probabilmente fatto perdere la qualificazione ai rossoneri. Luca Barbara scrive che se la qualificazione dovesse sfumare, non si potrebb e parlare di fallimento. Al Milan era toccato un girone con i controfiocchi, il più complicato, ma 5 punti in 5 partite sono davvero troppo pochi per chi viene da una semifinale ed ambisce a grandi palcoscenici internazionali

Alessandro Bocci sul Corriere della sera trova che i gialloneri di Dortmund si sono apparecchiati la partita perfetta, difesa bassa e contropiede rapido, approfittando anche del disorientamento milanista. Adli, il regista scelto da Pioli, è lento e impreciso, Loftus-Cheek, finto trequartista è macchinoso e Pulisic non sfonda mai.

Nella sua analisi per la Gazzetta Luigi Garlando sottolinea che se dovessimo riassumere la Champions del Milan con una parola, diremmo: spreco. Dai 25 tiri a salve e dal tacco sciagurato di Leao contro il Newcastle, alla prima, fino al rigore fallito ieri. Il Borussia con 5 tiri ha segnato 3 gol e colpito una traversa. In Champions, senza questa con- cretezza, segnando 3 gol in 5 match come il Milan, non vai lontano. Nella stagione scorsa, il Diavolo, arrivando fino in semifinale, ha messo in cassa oltre 100 milioni di euro, tra botteghino e premi Uefa. Uscire prima degli ottavi di finale costringerebbe naturalmente la proprietà a riconsiderare il progetto tecnico e i piani di volo. Chi getta la croce sulle sole spalle di Pioli, che ha le sue responsabilità, certo, consideri un paio di aspetti. Infortuni: giocatori come Loftus-Cheek e Pulisic ne hanno parecchi alle spalle e, se non li avessero avuti, questo Milan non sarebbe riuscito ad acquistarli.

Altri infortuni – venticinque finora – si sono sommati nel corso della stagione. Qualcosa sarà stato sbagliato anche là. 

È sfortuna, dice Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport-Stadio. Ho la sensazione che, per quello che si è visto fino ad oggi anche in campionato, se Pioli andasse a Lourdes troverebbe chiuso. Doveva andare così. Non c’è altra spiegazione. Ma strada facendo nel suo editoriale ce ne sono. Una stagione costruita a colpi di bizzarrie – dice – dall’improvvisa chiusura del rapporto con Maldini e Massara al movimentatissimo mercato by Moncada; dall’assenza di un diesse di ruolo all’insistita invocazione del rientro di Ibra; dalla demenziale litania Pioli in Pioli out a un girone di Champions il cui unico acuto è al momento rappresentato dal successo sul Paris Saint-Germain di Mbappé. Un andamento a corrente alternata che ha tolto sicurezze a una squadra che anche ieri ce l’ha comunque messa tutta, purtroppo mischiando immediata reazione a imperdonabile confusione

L’intervento di Arrigo Sacchi sulla Gazzetta è un invito a non farsi prendere da pensieri drastici sul conto dell’allenatore. È inevitabile pensare che questa squadra – dice – sia stata costruita quest’estate inserendo tanti volti nuovi, soprattutto stranieri, e serve parecchio tempo per dare un’identità chiara a tutto il gruppo. Il processo di crescita è ancora in corso, questo è piuttosto evidente ed è anche normale che sia così considerando quanti giocatori sono stati acquistati in estate. Se per fare un bambino ci vogliono nove mesi, vogliamo dare il giusto tempo a un allenatore per dare corpo al suo progetto? So che la pazienza è una qualità sconosciuta ai tifosi, so che tutti vorrebbero il massimo fin dall’inizio della stagione, ma in questo caso è necessario aspettare, ragionare, riflettere e insistere sulle idee che si sono proposte ai giocatori

 

  LA PECORA NERA  Olivier Giroud

Sportellate dice che per tante notti Olivier Giroud è stato il supereroe dei tifosi rossoneri. Contro il Borussia, invece, è arrivata forse la prestazione più negativa del francese in maglia rossonera. Il rigore sbagliato al 5’ (il terzo in 35 rigori calciati) ha inevitabilmente compromesso la sua gara dal punto di vista mentale ed è finito divorato da Hummels.

Nelle sue pagelle per il Corriere della sera Carlos Passerini ha scritto che dopo il rigore, calciato onestamente male, con un tiretto leggibile, insomma non da lui, finisce come in un tunnel buio. Non si riprende più. C’è lo stesso votaccio [4,5] anche per Calabria: Come un Franciacorta sgasato: prima causa il rigore entrando male e tardi su Bynoe-Gittens, poi sciupa un colpo di testa da due passi, infine chiude in ritardo sul bis tedesco. Da mal di testa.

Per giunta in giro c’è ancora qualcuno che non sa pronunciare il suo nome, fa notare la rivista francese So Foot. Niente paura: qui trovate una piccola guida – ancora di Sportellate – alla pronuncia dei cognomi dei calciatori in serie A.

 

GIUDIZI UNIVERSALI 

Sportellate ritiene che i totem hanno tradito la squadra. Nel senso di Maignan, Theo, Calabria e Giroud. Theo sembra aver perso lo smalto già da qualche settimana. Anche Maignan, dopo la notte da MVP di sabato scorso, non è stato impeccabile in occasione del terzo gol, che ha ammazzato definitivamente ogni velleità del Milan. Il Corriere della sera scrive che la febbre del sabato sera è un ricordo, stavolta sta bene, ma niente miracoli: anzi, forse sul secondo e di sicuro sul terzo poteva fare qualcosa di più.

E invece il Borussia è una squadra di Gen Z con l’aggiunta di sale e pepe, gli ormai brizzolati Hummels ed Emre Can, senatori che fanno ancora e assolutamente la differenza. Il gioco imposto da Terzic – spiega sempre Sportellate – ne esalta le qualità: attesa e ripartenze, a sfruttare la velocità di quei diavoli di Bynoe-Gittens , Malen e Adayeni. Emre e Hummels ci mettono esperienza e carisma, guidando sapientemente dal basso la manovra giallo nera.

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