La prima pazzesca partita di Lillard a Milwaukee. Come i Bucks l’hanno preso mantenendo il segreto

Damian Lillard ha pensato bene di cominciare il suo percorso nei Milwaukee Bucks segnando 39 punti al debutto nella partita vinta 118-117 contro Philadelphia. Per contorno: otto rimbalzi e quattro assist. Lillard è uscito dal campo con 9 su 20, quattro triple, 17 su 17 dalla linea del tiro libero. Giannis Antetokounmpo gli ha fatto da nobile spalla con 23 punti e 13 rimbalzi. I 39 punti di Lillard sono il record della franchigia per un giocatore al debutto. Ha superato i 34 segnati da Terry Cummings all’esordio nel 1984.

Philadelphia ha ottenuto 31 punti da Tyrese Maxey, 27 da Kelly Oubre Jr venuto dalla panchina, ma ha giocato senza James Harden e la NBA ha fatto sapere che è in corso un’indagine, con gli elementi a sua disposizione. The Athletic analizza con Eric Nehm: I problemi che Antetokounmpo e Lillard possono creare alle difese sono stati evidenti stasera dopo soli 24 minuti. Antetokounmpo ha detto di essersi sentito arrugginito per tutta la pre-season e si è visto nella prima metà della partita, ma non ha avuto alcuna importanza. Lillard ha segnato 21 punti nel primo tempo, inclusi i 17 del secondo quarto e hanno aiutato i Bucks a costruirsi un vantaggio di nove nel primo tempo. E poi Lillard ha mostrato esattamente perché si tratta di uno dei marcatori più letali dell’ultimo decennio. Per chiudere la partita, i Bucks gli hanno semplicemente messo la palla tra le mani e gli hanno lasciato fare il suo lavoro

Nei giorni scorsi, ancora sul magazine americano, Sam Amick ha raccontato come i Bucks si sono mossi silenziosamente per prendere Damian Lillard e cosa abbia significato tutto questo per trattenere Giannis Antetokounmpo. 

Leggiamo: Dov’erano finiti tutti? Era la fine di settembre negli uffici dei Milwaukee Bucks, si dall’altra parte della strada rispetto al Fiserv Forum, e il brain trust delle operazioni di basket della squadra – dal direttore generale Jon Horst in giù – non si trovava da nessuna parte. Non era normale. Si erano presi delle vacanze inattese? C’era un ritiro aziendale a cui non erano stati invitati gli altri dipendenti? Tutti si erano accorti dell’assenza improvvisa di tre giorni del nucleo del front office del team. Era tutto così confuso. Poi è arrivata la straordinaria notizia che ha risolto il mistero: i Bucks avevano ingaggiato Damian Lillard da Portland con un accordo a tre che mandava Jrue Holiday e due scelte a Portland, Grayson Allen a Phoenix.

Era semplicemente accaduto che i manager avessero spostato l’ufficio dentro lo spogliatoio vuoto, un quartier generale temporaneo durante quei tre giorni cruciali che hanno portato all’accordo. Per godere di maggiore riservatezza. La segretezza – dice The Athletic – è fondamentale quando si tratta di mosse di questa portata. Un’informazione vagante, una fuga di notizie inopportuna da parte dei media, può cambiare lo stato dei negoziati o forse uccidere del tutto un’operazione

Persino Antetokounmpo non ne sapeva niente. Il greco in effetti aveva innervosito tutti con una intervista al New York Times nella quale parlava apertamente della prospettiva di lasciare Milwaukee, ribadita nel podcast 48 minutes. Ecco, neppure Giannis sapeva che c’era in atto uno scambio di quella portata. 

«Stavo sollevando pesi in palestra con il preparatore Suki Hobson, e Suki a un certo punto ha detto “oh” mentre guardava le notizie sul telefono. Io gli ho chiesto: – Cosa sta succedendo? E lui mi ha mostrato lo schermo.

Damian Lillard, eccolo qua. 

 

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