Colpo di scena: i Texas Rangers alle World Series
Fino al 2010, i Texas Rangers erano l’unica squadra negli sport professionistici americani a non aver mai passato un primo turno ai playoff. Fecero suonare le campane quando buttarono fuori i Tampa Bay Rays e poi si spinsero fino alle World Series, le finali per il titolo perse contro i San Francisco Giants in cinque partite. I record neri non sono finiti. I Rangers sono tuttora la squadra più anziana della Major League a non aver mai vinto le World Series. Con un digiuno lungo 62 stagioni – gli americani la chiamano siccità – hanno il secondo periodo negativo più lungo della storia dietro i Cleveland Guardians.
Tutta questa vita da Paolino Paperino potrebbe persino finire. I Texas Rangers sono in finale, solo pochi giorni fa erano sull’orlo dell’eliminazione, quando la rimonta degli Houston Astros al nono inning li aveva portati a un vantaggio di 3-2 nella serie. Invece l’hanno spuntata in Gara-7, con un netto 11-4, e aspettano di conoscere l’avversaria per il titolo: Philadelphia Phillies o Arizona Diamondbacks.
L’eroe del Texas si chiama Adolis García, cubano, gioca da esterno. Ha segnato due fuoricampo. È scappato dall’isola sette anni fa. Andò a firmare per i St. Louis Cardinals. Il suo soprannome è El Bombi, glielo diede un amico al parco, diceva che la sua testa ha la forma di una lampadina. Ha giocato in Giappone e per un un inverno nella Repubblica Dominicana. “Il baseball ha portato Adolis García in molti posti. Ora – dice Sports Illustrated – porterà i Rangers alle World Series”.
In tutta la storia delle World Series, è solo la seconda volta che una serie al meglio delle sette partite si chiude con tutti successi in trasferta. “Per quanto riguarda gli Astros – dice la Cbs – potrebbe essere l’inizio della fine del loro dominio”.
Il primo pilota americano a punti in F1 dopo trent’anni
The Athletic: “Sargeant sembrava avere difficoltà con la macchina all’inizio del week-end, quando si è qualificato ultimo per il Gran Premio e ultimo per la gara sprint. Sembrava esserci una disconnessione. Questo fino a domenica. Sargeant è scattato 16esimo perché sia i piloti dell’Aston Martin che quelli della Haas erano partiti dalla pit lane. Il suo ritmo era più alto e ha messo insieme una guida pulita, qualcosa di fondamentale a questo punto della stagione, dato che non ha ancora il posto confermato per il prossimo anno. Il 22enne ha fatto una buona partenza ma ha preso il cordolo alla curva 1, scivolando indietro di alcune posizioni. Ha terminato al 12esimo posto, ma con le due squalifiche è risalito al decimo posto e si è assicurato il suo primo punto in F1, diventando il primo americano a conquistarne dal 1993”