Guida allo sport in tv: Teodosic avversario a Bologna e la prima semifinale mondiale di rugby

VIRTUS BOLOGNA-STELLA ROSSA

È la sera del grande dilemma per i tifosi di Bologna. Backdoorpodcast li riassume: Quanto separare il possibile dolore che procurerà con canestri e assist nel Round 4 di EuroLeague del PalaDozza dal ricordare cosa ha fatto vivere sino a qualche mese prima? Quanto rimanere estasiati dalle visioni palla in mano di Teodosic e quanto rimanerci male perché le manifesta contro la squadra di cui si è tifosi?. Il play torna da avversario dopo quattro stagioni. Quattro anni di luce accecante nella definizione di Sportando. Basket Magazine spiega che il roster assemblato dalla dirigenza serba è di tutto rispetto, i vari Napier, Nedovic, Tobey e lo stesso Teodosic, sono solo alcuni dei nomi che compongono un gruppo pieno di talento a cui attingere, per mettere in campo quintetti sempre di alto livello. È la migliore Stella Rossa degli ultimi dieci anni, secondo Eurohoops. Walter Fuochi su Repubblica Bologna ha scritto che il ritorno di Teodosic è da Wandissima, nel senso di Wanda Osiris, salendo e scendendo scale vissute da primattore. Si farà in quattro per cinquemila, l’asso più amato dell’ultima Virtus, ancora umido di vernice il murales sospeso fra cronaca e storia del quadriennio che nel pantheon di Basket City lo piazza tra i più grandi di sempre. In campo, chi c’era con lui vivrà una partita edipica: la simbolica uccisione del padre. Chi è arrivato dopo s’aggrapperà all’eterna legge del tempo. Ci sarà un altro basket in città anche dopo Milos, la vita continua. La sfida sarà misurarne forza e bellezza. Teo guida oggi la Zvezda affiancato a un play, come ama, per sgrossargli il lavoro di gestione della palla.

ore 20 .30 in tv su Dazn

 

ARGENTINA-NUOVA ZELANDA

Cominciano stasera le semifinali dei Mondiali di rugby, le prime nella storia di tutti gli sport di squadra con quattro continenti geografici su cinque presenti. Il basket ha avuto nel 1954 quattro confederazioni diverse, ma non un ventaglio altrettanto ampio: USA e Brasile appartenevano entrambe alle Americhe. L’Argentina gioca le semifinali per la terza volta nella storia, mai è passata in finale. L’Équipe racconta che in un mondo dello sport fatto di numeri, algoritmi e dati, oltre a essersi dotati degli analisti Jamie Hamilton e Hayden Chapman, gli All-Blacks si sono preoccupati di darsi uno storytelling. Sulle divise stanno indossando la Pounamu, una collana di pietre verdi che ricorda la giada. È più di un ornamento, spiega un membro della dirigenza al giornale francese. Simboleggia il legame organico con la terra, anzi, «assorbe il calore del nostro corpo, connette agli anziani. È un simbolo di forza, prosperità, amore e armonia». 

I neozelandesi hanno cambiato anche la haka. Da un po’ si vedono i giocatori rinchiusi in cerchio, mentre il leader maori Aaron Smith tiene in mano una pagaia. È il riferimento agli abitanti originari, arrivati in Nuova Zelanda a remi. Nelle scuole di tutto il paese, dice L’Équipe, il Waka Ama, il canottaggio maori, sta soppiantando il rugby, sport importato dal Regno Unito. La haka con la pagaia pare che sia un’idea suggerita dall’artista Derek Lardelli, autore nel 2005 della Kapa O Pongo, la variante che termina con il gesto dello sgozzamento. A Lione, però, contro l’Italia, gli All Blacks hanno eseguito la più tradizionale Ka Mate. Ardie Savea ha spiegato che si trattava di un omaggio ai soldati del battaglione maori caduti a Monte Cassino  nel 1943. 

  ore 21 in tv su Rai Sport e Sky

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