IL CASO JACOBS
Stefano Tilli stamattina ha detto la sua a Marco Bonarrigo per il Corriere della sera sul cambio d’allenatore deciso da Marcell Jacobs: «Sono l’unico a trovare assurdo che Jacobs vada negli Stati Uniti? A considerarlo un enorme smacco per lo sport italiano, equivalente all’affidare la Nazionale di calcio a un ct straniero? Nessun atleta azzurro emigrato negli Usa ha mai combinato nulla, tanti di quelli che sono venuti da noi dall’estero (da Fiona May ad Andy Diaz) sono invece diventati fuoriclasse grazie a una scuola tecnica di eccellenza assoluta. E poi, scusate, ma prima di autorizzare qualcuno a scegliere un determinato allenatore non bisognerebbe magari dare un’occhiata al suo profilo su Google per vedere se ci sono problemi?».
La scelta di Rana Reider è stata avallata e finanziata dalla federazione e dalle Fiamme Oro, il club della polizia di Stato. Reider, ricorda Bonnarigo, è “un coach che negli Usa sta scontando «un periodo di messa in prova per una relazione impropria con una giovane atleta», a cui World Athletics inibisce il pass per i Mondiali e che vanta nel curriculum un’atleta (Blessing Okagbare) coinvolta in un caso di doping pesante. Due grandi federazioni (inglese e canadese) hanno diffidato i loro atleti ad allenarsi con lui”.
La dichiarazione del presidente federale Stefano Mei è quasi incredibile: «Ammetto la mia ignoranza e ammetto di non aver assunto informazioni dettagliate sul coach prima di parlare con Jacobs. Sono garantista e credo che Marcell abbia considerato gli eventuali problemi e ritenga di poterli gestire. Quando tornerà dalle vacanze gli chiederò se è proprio sicuro della sua scelta». [tutto qui]
COSA NE È DELLA MINORENNE VALIEVA
Inside The Games: “È iniziata aal CAS di Losanna l’udienza di Kamila Valieva per la positività al test antidoping nel pattinaggio artistico. Il presidente del comitato olimpico russo (ROC) Stanislav Pozdnyakov ha dichiarato di ritenere che la Russia teme un processo che non sia equo e ricorda che Valieva all’epoca dei fatti aveva solo 15 anni e quindi era una “persona protetta”. Valieva era risultata positiva alla trimetazidina ai campionati nazionali russi del 25 dicembre 2021, ma il risultato era stato reso noto solo l’8 febbraio, quando Insidethegames ha rivelato in esclusiva la notizia, il giorno dopo la vittoria della Russia nell’evento a squadre ai Giochi di Pechino 2022. A gennaio, il comitato disciplinare dell’agenzia antidoping russa (RUSADA) ha assolto Valieva dal reato di doping. L’hanno giudicata colpevole di aver violato le norme, ma non intenzionalmente, stabilendo che il farmaco vietato era stato assunto senza colpa. L’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e l’International Skating Union (ISU) hanno presentato ricorso contro la decisione. La sentenza del CAS è attesa tra giovedì 28 e venerdì 29 settembre, Valieva non gareggia a livello internazionale da Pechino 2022 a causa del bando della Russia” [tutto qui]
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LA FIFA SE NE VA IN AMERICA
Ap: “La FIFA trasferisce oltre 100 posti di lavoro in Florida da Zurigo, mentre l’ufficio legale si trasferisce nella sede della Coppa del Mondo 2026”
Nicola Sbetti su Twitter: “Fuga dalla Svizzera? Per la Fifa dopo il blitz del 2015 al Bar au Lac era inevitabile… (E sarà un processo molto molto lungo) ma altre Federazioni sportive internazionali seguiranno l’esempio?”
GLI UNDER RUSSI DEVONO GIOCARE
Times: “L’Inghilterra si rifiuta di affrontare le squadre giovanili russe riammesse dall’UEFA” –
La federazione mantiene fermi i propri principi nonostante la decisione di reintegrare la formazione Under 17 nelle competizioni europee. La UEFA sostiene che, a causa del conflitto in Ucraina, una “generazione di minori” è stata “privata del diritto di competere nel calcio internazionale” e che “i bambini non dovrebbero essere puniti per azioni la cui responsabilità ricade esclusivamente sugli adulti”.
Martyn Ziegler scrive: “La decisione è stata annunciata nello stesso momento in cui una partita della Women’s Nations League in Armenia è diventata la prima affidata ad arbitri russi dopo l’invasione dell’Ucraina. Gli arbitri russi non erano stati direttamente banditi dalla Uefa, ma nessuno era stato designato fino a quando Vera Opeykina ha diretto Armenia-Kazakistan. I problemi di viaggio in Europa per i cittadini russi – che hanno difficoltà con i visti e con opzioni di volo limitate – sono stati un fattore decisivo” [tutto qui]
LA GUERRA AI PROCURATORI
Ivan Zazzaroni, Corriere dello Sport-Stadio: “Il calcio italiano sta per dichiarare guerra agli agenti e anche a se stesso. Vuole combattere il Diavolo, ovvero tutti quei personaggi che fanno i milioni sui piedi dei giocatori e sui portafogli di quegli angioletti dei presidenti. Domani il Consiglio federale si esprimerà sull’adozione del nuovo regolamento Fifa (una chiavica). Non solo: andrà addirittura oltre – questa l’intenzione – limitando ulteriormente la libertà economica della categoria più detestata dal popolo del pallone. Troppo generoso il “Fifa”, che prevede commissioni fino a un massimo del 10% della somma incassata dalla società. Oppure, nel caso in cui l’agente assista un calciatore, il limite al 3% dello stipendio pattuito fra l’atleta e il club che l’acquista. Percentuali inaccettabili, secondo i federali: urge un’italica sforbiciata. Mi ricorda tanto la storia del marito cornuto che, per fare un dispetto alla moglie fedifraga, si tagliò le balle. A prescindere dal fatto che abbiamo una legge dello Stato che regolamenta perfettamente l’attività dei professionisti dell’intermediazione, l’effetto che il nostro calcio rischia di ottenere è l’isolamento dal resto d’Europa e del Mondo (Arabia). Molto più serio e risolutivo sarebbe esercitare controlli capillari su tutte le operazioni che peraltro obbligano già agenti e società alla registrazione dei compensi”.
LA PLUSVALENZA OSIMHEN
Simone Golia su Corriere della sera spiega analogie e differenze tra l’accusa di falso in bilancio mossa a De Laurentiis e il caso Juventus.
“L’accusa è la stessa che a suo tempo venne fatta alla Juventus. Che però, a differenza degli azzurri, è un club quotato in borsa, con tutti gli onori e gli oneri del caso. Inoltre alla società di De Laurentiis non verrebbe contestato un ricorso sistematico al metodo delle plusvalenze, ma solo un’operazione , cioè quella relativa all’affare Osimhen. Per cui il Napoli ha comunque versato una bella somma di denaro (una cinquantina di milioni), senza ricorrere a «operazioni a specchio»”. [tutto qui]