TOUR DE FRANCE
La solitudine dei cronomen
di JACQUES SEDENTEUR
I ciclisti non portano in faccia le età di mezzo. Hanno volti giovani o vecchi che non dipendono dagli anni. Hanno facce rugose sulle quali si sciupa ogni momento, ogni gioia e ogni dolore, ogni salita, ogni discesa, si sciupa soprattutto la loro fanatica e irreale corsa contro il tempo. Le cronometro sono gare per ossessivi. Per marziani. A me è sempre parso che i velocisti fossero come i portieri nel calcio, non devono pensare a nulla quando scattano, devono solo gettarsi a valanga sul loro obiettivo. Il cronoman invece è l’ala destra. Condividono un destino di solitudine e di marginalità. Il cronoman corre lungo il ciglio della strada, cerca i bordi, i marciapiedi, il riparo dal vento, sta sulla fascia laterale insomma, quasi mai in mezzo, ogni tanto svaria, si sposta da sinistra a destra, segue una sua traiettoria mentale, forse dribbla i suoi fantasmi, forse sta solo scansando la noia. Fateci caso. Il cronoman non gioisce. Neppure adesso che nell’auricolare conosce il suo tempo, l’intermedio, quello dei rivali e quanto manca all’arrivo. C’è solo spazio per rifiatare, rialzare la schiena ritorta come quella di chi lava i panni su una tavola di legno e scrollare la testa.
Le biciclette per le cronometro sono mostruose, sono come giocattoli futuristi per bambini mal cresciuti, sono torelli meccanici da fiera paesana, sono anti-cavalli. Ci sali in groppa, metti un euro e ti disarcionano. Hanno la sella alta e il manubrio con le corna. Ci si sta con la faccia in basso e il culo in alto. A cronometro senti il tuo respiro e pare un mantice, percepisci ogni muscolo, ascolti il tuo corpo, lo mantieni sotto la soglia del crollo dietro l’angolo. Uno che non sta bene con se stesso non può fare bene una cronometro. Quando viaggi in gruppo, ogni tanto ti distrai e vai con la mente altrove, in certi momenti riesci anche a guardarti attorno e vedere la Francia che ti passa di fianco, a sentire i suoi odori, a immaginare una strategia. Nelle cronometro non serve alcuna tattica. Se non quella di andare forte. Più forte. Da soli.