La donna che accompagnò Maradona all’antidoping nel ’94

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È una delle immagini più riconoscibili e più inquietanti dell’ultimo Mondiale di Diego Maradona. Una donna entra in campo a Boston, gli prende la mano e lo accompagna verso il controllo antidoping. Maradona sorride, guarda la telecamera, cammina accanto a lei. Non giocherà mai più con la maglia dell’Argentina.

Per trent’anni quella breve sequenza è rimasta dentro il racconto del complotto. La donna veniva descritta come l’incaricata arrivata a portare via Maradona, quasi fosse già parte della condanna che sarebbe arrivata dopo la positività all’efedrina.

Si chiama Sue Ellen Carpenter ed era un’infermiera. Il Clarín ha ricostruito l’originemolto meno misteriosa di quella scena.

Fu Roberto Peidró, medico della nazionale argentina, a chiederle di entrare in campo e andare a chiamare Maradona. Il capitano era stato sorteggiato per il controllo e non poteva tornare nello spogliatoio prima di raggiungere la sala antidoping. Carpenter eseguì semplicemente l’incarico che le era stato affidato.

La storia successiva ha cambiato il significato delle immagini. Maradona venne escluso dal Mondiale e quella passeggiata divenne retroattivamente l’istante in cui qualcuno sembrava portarlo fuori dal calcio. Il sorriso, la mano stretta, la corsa delle telecamere: ogni particolare fu assorbito dalla leggenda di un agguato preparato contro di lui.

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Carpenter non ha mai alimentato quel racconto. Non ha costruito una carriera pubblica sulla propria apparizione accanto a Maradona e non ha cercato il ruolo di testimone della sua caduta.

Oggi lavora ad Atlanta ed è una specialista in medicina riproduttiva, con oltre trent’anni di esperienza. La sua vita professionale si è sviluppata lontano dal calcio e da quei pochi secondi che l’hanno resa riconoscibile a milioni di persone.

 

Nello Slalom di oggi la storia di Sue Ellen Carpenter è una delle molte porte aperte sul Mondiale: ci sono l’Africa che ha vinto i gironi, il rumore dell’eliminazione di Bielsa, Capo Verde davanti all’Argentina, il fotografo del Senegal fermato alla frontiera e le squadre nascoste dal culto delle stelle. Slalom è una sorta di  giornale quotidiano che arriva su Substack.

 

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