Mezzogiorno di Champions


Abbiamo dovuto attendere le otto della sera di un giovedì per sapere che cinque partite di Serie A si sarebbero giocate a mezzogiorno di una domenica di metà maggio: una questione organizzata nel luglio precedente. Questo resta del calcio italiano, indipendentemente dal fatto che si giochi più o meno secondo i desideri della Lega Calcio, della prefettura, della federazione tennis o di questo e l’altro club. È un ulteriore danno di immagine devastante per una classe dirigente al minimo della sua credibilità di fronte all’opinione pubblica.

Fabio Riva su La Stampa scrive che il movimento “ne esce maluccio [a prescindere], come maluccio ne era entrato”, parla di pasticciaccio brutto di dimensioni sesquipedali e considera che per arrivare alla soluzione “sono stati necessari un bel po’ di passaggi mica tanto edificanti per il movimento. Nell’ordine: un mea culpa, una rottura del dialogo Lega/Prefetto, un ricorso al Tar, un non pronunciamento del Tar, un liscio e busso da parte del presidente della Federtennis [Angelo Binaghi], una riapertura del dialogo. Solo dopo tutto questo, la Lega l’ha per così dire spuntata. Pagando però un prezzaccio in termini di immagine”.

La più clamorosa conseguenza di tutto questo è stata dover ascoltare Angelo Binaghi e finire per dargli ragione, un evento così estremo che per farsi perdonare e stare in pace con la coscienza bisognerà andare a piedi a Pompei, scalzi, e sui mattoncini Lego.

 

CONTINUA A LEGGERLO NELLA VERSIONE COMPLETA SU SUBSTACK

 


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


scopri la newsletter di oggi

Un diamante è quasi per sempre, l’atletica che verrà di Lo Slalom

Dove si legge della Diamond League che si apre domani in Cina nella stagione del debutto dell’Ultimate Championship

Leggi su Substack


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.