Hayes-Davis, l’ala che fa volare il Panathinaikos

Hayes-Davis è il ragazzo del poster perché in gara-2 ha segnato 27 punti, compresa la tripla nel finale e il canestro del 107-105 dopo il supplementare. Il Panathinaikos lo ha preso per avere un’ala già pronta nei possessi decisivi, e a Valencia ha avuto esattamente quello. 

È un punto quasi paradossale della stagione dei greci. Per mesi il Panathinaikos non ha avuto il volto di una squadra da titolo. La rosa più ricca e ambiziosa della sua storia, costruito per vincere l’Eurolega in casa, ha attraversato una regular season piena di inciampi, chiusa solo al settimo posto e passata dal play-in. Contro Monaco, però, Panathinaikos non ha avuto problemi. Poi, in Spagna, ha fatto la cosa che le grandi squadre fanno anche quando non dominano: ha vinto una partita di quelle in cui ogni scelta vale doppio.

Molto è passato da Ergin Ataman. In gara-1 ha abbassato il ritmo, ha portato Valencia dentro una partita meno naturale per gli spagnoli e ha dato responsabilità vere a T.J. Shorts, decisivo nel quarto periodo quando molti compagni cercavano un appoggio più che un tiro. In gara-2, invece, il finale ha avuto più mani: Cedi Osman ha trovato la tripla  che ha portato la partita al supplementare, Kendrick Nunn ha dato 19 punti con una presenza molto più continua rispetto a gara-1, poi Hayes-Davis ha chiuso tutto con 27 punti e il possesso più pesante.

Adesso Panathinaikos deve trasformare il vantaggio in controllo. L’OAKA sarà un fattore, ma la squadra di Ataman dovrà evitare di farsi trascinare in una partita di solo talento offensivo, perché Valencia lì può restare dentro a lungo. Senza Kostas Sloukas, Panathinaikos perde esperienza, gestione e letture nei finali, quindi servirà ancora più ordine da Shorts, Nunn e dagli esterni. La buona notizia è che le gerarchie sembrano più chiare: anche Juancho Hernangomez ha accettato un ruolo più laterale, e il gruppo sembra finalmente meno affollato nelle intenzioni.

Il Valencia, invece, arriva ad Atene con molti rimpianti e pochissimo margine. La squadra di Pedro Martinez ha chiuso la regular season al secondo posto, ben oltre le previsioni, e ora si trova sotto 0-2 dopo due partite che avrebbe potuto vincere. In EuroLeague solo una squadra ha rimontato da 0-2 a 3-2, il Real Madrid contro il Partizan tre anni fa, ma quel precedente viveva dentro circostanze molto diverse. Qui Valencia deve vincere tre volte di fila contro un Panathinaikos più profondo, più esperto e ora anche spinto dal proprio pubblico.

Il centro tecnico resta Jean Montero. In gara-2 ha segnato 21 punti e ha confermato di essere il primo motore offensivo del Valencia: crea dal palleggio, attacca gli spazi piccoli, forza la difesa a scegliere. Accanto a lui, Sergio De Larrea ha giocato una delle migliori partite della stagione con 18 punti, mentre Brancou Badio e Kameron Taylor hanno dato presenza e tiro. Il 16/38 da tre del Valencia è stato eccellente, così come discreto è stato il lavoro a rimbalzo, visto che Panathinaikos ha preso solo sette rimbalzi offensivi in 45 minuti. Non è bastato, perché i greci hanno risposto con canestri difficili nei momenti decisivi.

Panathinaikos conduce 2-0 nella serie, mentre il Valencia aveva vinto entrambi gli scontri diretti in regular season. Valencia è al completo, Panathinaikos no. Gara-3 dirà se gli spagnoli hanno ancora un modo per riaprire la serie o se Hayes-Davis e compagni hanno già trovato, nel caos della loro stagione, la strada più breve verso la Final Four.

 

 

 


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