Tubelis è la ciambella di salvataggio dello Zalgiris

Il ragazzo del poster è Azuolas Tubelis, perché gara-3 l’ha cambiata lui con la partita più pesante della sua stagione: 26 punti, sei rimbalzi, 31 di valutazione e tre triple segnate nel secondo tempo, quando lo Zalgiris aveva bisogno di un riferimento chiaro per non lasciare andare la serie. Dopo il -19 del secondo quarto, Tubelis è diventato la prima opzione dell’attacco lituano: ha aperto il campo, ha punito i cambi difensivi, poi ha trovato punti facili nei possessi decisivi. Per allungare ancora il quarto di finale, lo Zalgiris deve ripartire da lì.

La serie resta sul 2-1 per il Fenerbahce, ma gara-3 ha spostato qualcosa. Lo Zalgiris era arrivato a Kaunas dopo due sconfitte nette a Istanbul, 89-78 e 86-74, in partite in cui il divario era sembrato persino più largo del punteggio. La squadra di Tomas Masiulis, quinta in regular season con 23 vittorie e 15 sconfitte, una delle sorprese più belle dell’EuroLeague dopo Valencia, aveva bisogno di ritrovare almeno la propria identità casalinga. Ci è riuscita vincendo 81-78, ma non passando da una partita comoda: a metà secondo quarto il Fenerbahce era avanti 35-16 e sembrava di nuovo in totale controllo.

Il primo cambio di energia è arrivato da Sylvain Francisco. Ha segnato sette punti rapidi e ha firmato una delle giocate della stagione, la schiacciata su Tarik Biberovic che ha acceso il palazzetto e ha rimesso lo Zalgiris dentro la partita. Francisco non ha avuto una serata pulita al tiro, 12 punti con 4/15, però ha aggiunto otto assist e sette rimbalzi, dando ritmo e pressione. Accanto a lui, Nigel Williams-Goss ha giocato con grande lucidità: 18 punti, cinque assist, poche scelte sbagliate e una presenza continua nella gestione dei possessi più delicati.

Il punto, però, è che lo Zalgiris ha vinto quando ha trovato un modo per non dipendere solo dagli esterni. Tubelis ha dato alla squadra un appoggio interno ed esterno insieme: tiro da tre, tagli, presenza a rimbalzo, capacità di ricevere e chiudere vicino al ferro. In gara-4 il Fenerbahce proverà a togliergli quelle ricezioni comode, soprattutto nel secondo tempo, quando in gara-3 è diventato il problema principale per la difesa turca.

Il Fenerbahce, invece, deve capire come ha perso una partita che aveva quasi in mano. La squadra di Sarunas Jasikevicius aveva cominciato benissimo: Wade Baldwin in ritmo, Nicolo Melli e Devon Hall precisi da fuori, difesa aggressiva e vantaggio salito fino al +19. Poi, a metà secondo quarto, l’attacco si è fermato. La palla ha iniziato a muoversi meno, le soluzioni sono diventate più individuali, soprattutto con Baldwin e Talen Horton-Tucker, e lo Zalgiris ha avuto il tempo di rientrare.

Anche quando il Fenerbahce è tornato a +9 nel quarto periodo, non ha chiuso. È il dato che deve preoccupare Jasikevicius: nelle prime due partite aveva tolto allo Zalgiris ritmo, fiducia e tiri puliti; in gara-3 non è riuscito a fare la stessa cosa per quaranta minuti. Dopo la partita, il tecnico ha parlato di una difesa quasi amatoriale e di un attacco senza circolazione. È una diagnosi dura, ma abbastanza fedele a quello che si è visto dopo l’ottimo avvio.

Baldwin ha chiuso con 16 punti, ma con 7/17 dal campo. Horton-Tucker ne ha segnati 15, Hall 14 con 4/11. Produzione c’è stata, efficienza meno. Per chiudere la serie già a Kaunas, il Fenerbahce dovrà rimettere ordine: più passaggi, più attacchi al ferro, meno possessi risolti dal singolo dopo pochi secondi. E soprattutto dovrà controllare il rimbalzo e il ritmo emotivo della partita, perché lo Zalgiris in casa vive anche di strappi.

Lo Zalgiris non ha più margine d’errore, ma ora ha una traccia chiara: difendere con più continuità, abbassare le percentuali del Fenerbahce e dare a Tubelis abbastanza tocchi per costringere Jasikevicius ad aggiustare la copertura. Il Fenerbahce è ancora avanti nella serie e resta la squadra con più esperienza, più profondità e più soluzioni. Gara-4 dirà se gara-3 è stata la reazione d’orgoglio di Kaunas o l’inizio di una serie molto più scomoda per i campioni in carica.

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