Il giocatore da guardare è Sylvain Francisco, quello che più di tutti può decidere se lo Zalgiris riuscirà a portarla sul terreno che preferisce. Nell’ultima uscita europea, a Belgrado contro il Partizan, ha segnato 18 punti ed è stato il volto più chiaro della risposta dello Zalgiris dopo il crollo contro Dubai. È da lui che si può partire per leggere una squadra che arriva all’ultimo turno di stagione regolare con una possibilità molto concreta: vincendo, lo Zalgiris si prenderebbe sicuramente un posto nelle prime sei e quindi la qualificazione diretta ai playoff.
Lo Zalgiris si è costruito questa occasione soprattutto nell’ultimo mese. Nelle ultime 11 partite tra tutte le competizioni ha vinto 10 volte, perdendo soltanto contro Dubai. Quella sconfitta è arrivata dopo un ultimo quarto disastroso, perso 38-12, con un vantaggio molto largo buttato via. Pochi giorni dopo, però, è arrivata la vittoria contro il Partizan, che ha rimesso subito in asse il finale di stagione. Dopo 37 partite, lo Zalgiris ha un record di 22-15 e arriva all’ultima giornata in una posizione che, fino a qualche settimana fa, sembrava meno salda. Se poi altri risultati dovessero aiutare, potrebbe anche migliorare ulteriormente il proprio piazzamento, ma il punto vero resta uno: battere Paris.
Contro il Partizan, lo Zalgiris ha controllato quasi dall’inizio alla fine. Ha pesato anche Nigel Williams-Goss, con 13 punti, mentre Moses Wright ha chiuso con 8 punti, 11 rimbalzi e 4 assist, facendo registrare il suo record personale in EuroLeague negli assist. C’è poi un tratto di squadra che continua a reggere tutto: la difesa sul tiro da tre. Contro il Partizan, lo Zalgiris ha concesso appena quattro triple, e lungo tutta la stagione solo Fenerbahce e Hapoel Tel Aviv hanno difeso meglio quella zona del campo. È un dato centrale, perché contro il Paris servirà esattamente questo tipo di attenzione.
Paris arriva con meno pressione di classifica, ma con una forma recente molto buona. Fin dall’inizio della stagione era sembrato difficile pensare che potesse ripetere il percorso dell’anno scorso, quando aveva raggiunto i quarti passando dal play-in. Il livello complessivo si è abbassato, anche per la partenza di quasi tutti i giocatori chiave, e i risultati ne hanno risentito. Però proprio adesso Paris sta vivendo il suo miglior momento dall’inizio della stagione: ha vinto sei delle ultime sette partite tra tutte le competizioni e in EuroLeague ha ottenuto tre vittorie nelle ultime quattro. Nel fine settimana ha vinto anche in campionato sul campo dello Strasbourg. In EuroLeague non ha più obiettivi di classifica, ormai fuori dalla corsa play-in.
L’ultima partita europea lo ha confermato: Paris ha battuto nettamente Maccabi Tel Aviv, eliminandolo dalla corsa al play-in, e lo ha fatto tenendo il proprio ritmo abituale fin dal primo quarto, quando ha segnato 41 punti e ha scavato subito un margine enorme. Qualche settimana fa il club ha cambiato allenatore, sostituendo Francesco Tabellini con il giovane Julius Thomas, ma l’identità non è cambiata: Paris continua a giocare alla sua velocità, con lo stesso tipo di partita accelerata. Contro il Maccabi Tel Aviv ha concesso 19 rimbalzi offensivi, ma ha compensato tutto con una serata eccezionale nel tiro da tre, chiusa vicino al 50%. E qui sta il nodo della partita: Paris deve riuscire a imporre il proprio ritmo, mentre lo Zalgiris ha tutto l’interesse a rallentare, a portare il gioco a metà campo, a trasformarla in una partita più controllata. Se succede questo, le possibilità di Paris si abbassano molto, perché lo Zalgiris è una squadra più solida e più naturale dentro una pallacanestro meno frenetica.
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