Lo Slalom del 5 dicembre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 2 giorni al GP di Abu Dhabi

 

     

►  IL BOLOGNA E LA LAZIO sono le altre due qualificate per i quarti di finale della Coppa Italia, dopo i successi di ieri su Parma e Milan. 

◇  Terza medaglia d’oro per l’Italia agli Europei di nuoto in vasca corta e terza medaglia che arriva da una staffetta. Stavolta è successo nella 4×50 stile libero mista ed è arrivata con il record del mondo strappato alla Francia da Leonardo Deplano, Lorenzo Zazzeri, Silvia Di Pietro e Sara Curtis [1’27’’26]. Stasera sei cuffie azzurre in finale, tra cui Thomas Ceccon e Simona Quadarella. 

◇  La fiamma olimpica è arrivata dalla Grecia a Roma e nel pomeriggio è stata accolta dal presidente Mattarella al Quirinale. Maurizio Crosetti su Repubblica ha detto che sembra solo un fuocherello da niente, ma sa accendere mondi. Da domani comincia la marcia verso Milano. 

 

   

La passione più forte del ventesimo secolo: il servilismo.

Albert Camus

 

  

L’estate dei Mondiali di soccer  offerti a Donald Trump

Il piede e la palla. Questo gioco folle e bambino si chiama così in tutti i posti del mondo. Il football dei maestri inglesi è il Fußball dei tedeschi, le foot dei francesi, il Fútbol degli spagnoli e il Futebol dei portoghesi. E si dice così, conservando le due radici, pure in thailandese e in giapponese, in russo e in persiano. Questo è il mondo che si riunisce intorno a uno stesso giocattolo con lo stesso nome. Noi per la verità ci distinguiamo, noi diciamo calcio con una fusione di senso e assumendo come origine il calx latino, il calcagno. Ma onestamente: soccer – perché?

D’accordo: negli USA, in Canada e in Australia serve a marcare la differenza dagli altri football locali. Ma da dove arriva la parola soccer, una parola che in Inghilterra scatena reazioni sproporzionate, quasi come se minasse l’identità stessa dello sport?

Colpo di scena. Pure soccer nasce in Inghilterra. A fine Ottocento. Era l’abbreviazione di association football, trasformata in assoccer e poi in soccer nella tradizione goliardica di Oxford e Cambridge, che aggiungevano il suffisso -er come con rugger per rugby. Il racconto più celebre attribuisce l’invenzione a un certo Charles Wreford-Brown, studente e calciatore dilettante a Oxford negli anni 1880. 

The Athletic ha ricostruito qualche tempo fa le tracce e le radici del termine. Nel 1885 appare per la prima volta in una pubblicazione di Oxford [scritto socker], nel 1905 ne fa un primo utilizzo il Manchester Guardian, nel 1907 arriva sul Times. Per decenni, anche in Inghilterra soccer coesiste con football, e spesso viene usato da editorialisti per distinguere il calcio dal rugby.

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prospettive 

Cosa c’entra l’Italia stasera

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E l’Italia? Eh, l’Italia, l’Italia. L’Italia deve prima qualificarsi. Bergamo darà una mano e soffierà con le ugole nelle vele di Gattuso per andare oltre le colonne erculee dell’Irlanda del Nord, poi bisognerà andare a vincere in Galles e Bosnia, dopo aver sollevato tanta polvere e aver fatto tanto schiamazzo per le presunte ingiustizie della formula, dei posti assegnati dalla FIFA, la moltiplicazione delle africane eccetera eccetera eccetera. L’Italia stasera si chiama X-1 Europa e secondo Paolo Tomaselli sul Corriere della sera si va da una condizione ideale rappresentata da Canada-Australia-Panama a una tremenda con Argentina-Marocco-Norvegia. Ma stasera – conclude – almeno ci toglieremo lo sfizio di immaginarci di nuovo al Mondiale. Almeno per un attimo

  ore  18    su DAZN, Rai, Sky Sport

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Le analisi

 

 

 

Gli Oasis  cantano Fàbregas

  Alla vigilia di Inter-Como, Paolo Condò sul Corriere della sera racconta come Cesc Fàbregas sia diventato l’oggetto del desiderio del calcio italiano nella primavera del 2025, al punto da far pensare che l’Inter potesse davvero portarlo in panchina. La sua partecipazione a una serata dello Sky Sport Club di fine stagione lo trasformò in un oggetto di golosità perché è un uomo intelligente, raffinato e colto, un affabulatore che ha frequentato molte scuole: l’eleganza di Wenger, la visione di Guardiola, l’astuzia di Mourinho, la rabbia di Conte. È un incantatore di serpenti per la capacità, unica, di predicare un calcio offensivo da allievo del Pep — tanta palla, tanto possesso — senza trascurare le formule che rassicurano la  conservazione, dallo studio dell’avversario allo sviluppo del contropiede

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Dai campi

 

Dammi una staffetta che mi taglio le vene

    Siamo diventati un paese di staffettisti, con tutto quello che simbolicamente si potrebbe scrivere per righe e righe su tutto questo. La costruzione del record del mondo italiano è cominciato dalla frazione di Leonardo Deplano, preciso e feroce nell’ingresso in acqua dice il sito Swim Swam. Lorenzo Zazzeri, brillante in 20.51 lanciato, ha lasciato l’Italia nettamente avanti a metà gara. La seconda parte è stata un capolavoro tutto al femminile con la seconda giovinezza di Silvia Di Pietro [23.07] e la prima di Sara Curtis [22.71]. Un quartetto costruito alla perfezione – dice Swim Swam – lineare nella gestione e velocissimo nei dettagli: cambi, progressioni, ritorni

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Interpreti

 

   

La scelta di LeBron, un assist per spezzare un record

Così, una sera all’improvviso, LeBron James ha sentito che il suo record era a rischio. Il record di almeno 10 punti segnati per 1.297 partite consecutive, come sdire sempre sempre sempre ogni volta che ha messo piede in campo negli ultimi 18 anni. Il record era a rischio e non gli è importato niente.

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Oggi

 

I gol di Danila So Delgado-Pinto

Danila So Delgado-Pinto vive il Mondiale come vive tutto, a più voci, dentro e fuori dal campo. È la capocannoniera del torneo con 44 gol e 18 assist in cinque partite e tiene la Spagna in corsa per il passaggio ai quarti di finale. È una mappa vivente di lingue, spostamenti e comunità. Alla Westfalenhalle di Dortmund parla in spagnolo, saluta in portoghese, pensa in creolo, sogna in inglese e si orienta in francese. In Romania – dove gioca e segna come una straniera che non vuole restare tale – si è costruita una nuova grammatica emotiva. La sua storia è un attraversamento continuo. È nata a Lisbona ma un mese dopo era già in Spagna con i suoi genitori arrivati dall’Africa. In casa si parlano quattro lingue. «Era normale», dice.

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I rischi che prende Geronimo Rulli

  Il Lille viene da tre vittorie consecutive e non arriva a quattro dal 2021. Il Marsiglia si presenta con un attacco di altissimo profilo: 35 gol in 14 giornate, terzo miglior dato nei cinque campionati europei dell’élite dietro Bayern [44] e Barcellona [42]. L’OM nn segnava così tanto dal 1970. Sono le due squadre che hanno guadagnato più punti da situazione di svantaggio in questa Ligue 1 [8 a testa] e il Lille ha vinto tutte le partite in cui ha segnato per primo, ma il giocatore chiave della serata resta per L’Equipe il portiere Geronimo Rulli, 33 anni, diventato una figura centrale nel nuovo OM di Roberto De Zerbi, non solo un portiere capace di parate spettacolari e di rigori fermati, ma un undicesimo giocatore di movimento e il primo regista della squadra.

Baptiste Chaumier e Mathieu Grégoire mostrano come De Zerbi continui a difenderlo e a valorizzarlo nonostante qualche rischio di troppo. Contro il Tolosa, l’argentino ha sbagliato la lettura su un gol, ma per l’allenatore «porta così tanti punti» che l’errore fa parte del gioco, in mezzo a un patrimonio di audacia, fiducia e personalità.

Il ritratto di Rulli torna indietro fino al 2019, quando Michel Der Zakarian, allora al Montpellier, lo elogiava come portiere moderno, fortissimo coi piedi, dalla serenità totale e la leadership naturale. Era già utilizzato come primo costruttore dell’azione, capace di far uscire la palla dall’area nonostante la pressione. Oggi all’OM la sua importanza è ancora più evidente. Per De Zerbi, che costruisce sempre dal basso con triangoli strettissimi, Rulli è il giocatore che: attira il pressing avversario, elimina il primo uomo, crea il primo vantaggio, dà ritmo all’intera manovra.
Come spiega l’ex portiere dell’OM Stéphane Porato, nessun altro ruolo nello schema di De Zerbi è così delicato: Rulli deve sapere quale compagno si smarcherà in appoggio e chi attaccherà lo spazio. Sono movimenti studiati e ripetuti all’infinito. Ha sbavature “da rischio calcolato” dice il giornale, passaggi intercettati come contro l’Atalanta, una posizione troppo alta che rischia il pallonetto come contro Donnum. Ma De Zerbi è chiaro: «Se fa errori, è colpa mia: voglio che provi, non che giochi per non sbagliare».

Da fuori sembra che giochi col fuoco, in realtà è routine di allenamento. Una fortuna per il Marsiglia e un brivido costante per chi lo guarda.

  ore 21    su Sky Sport

 

artefici

Golovin, chi se lo ricorda?

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L’altro anticipo del venerdì è quello fra Brest e Monaco, e l’Équipe racconta il ritorno alla vita pubblica e sportivadi Alexandre Golovin dopo due stagioni segnate da infortuni e frustrazioni. Fu uno dei giocatori che si mise in mostra ai lontani Mondiali di Russia, al tempo in cui Infantino stava sotto l’ombrello di Putin. Golovin torna a sentirsi un giocatore centrale del Monaco. La notizia non è solo che stia bene, ma che si presenti in conferenza stampa, evento rarissimo per lui. A chiamarlo davanti ai media è stato il nuovo allenatore Sébastien Pocognoli, che vuole restituirgli un ruolo da leader tecnico ed emotivo.

Golovin era stato dimenticato, finito in un tunnel di adduttori infiammati, caviglie malandate e piedi disastrati. L’ex tecnico Adi Hütter ha gestito e pure causato continue ricadute. Ha appena servito l’assist decisivo a Minamino contro il PSG e sente che la nuova gestione gli sta restituendo spazio e fiducia. Pocognoli gli chiede una cosa semplice: smettere di pensare troppo, sentirsi più libero, assumersi responsabilità e aiutare i più giovani. Ha un contratto fino al 2029 e dice di voler chiudere la carriera in Russia.

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L’ultimo scroll

     

Il numero 11 di una mujer vertical

Mabél Bocchi era una di quelle atlete che ti costringono a riformulare le categorie. Il rimbalzo strappato a Uljana Semjonova – 215 centimetri, 130 chili, un pianeta in maglia URSS – resta la sua fotografia definitiva. Un’immagine che non rappresenta un’impresa canonica, una coppa da sollevare o cose del genere; rappresenta un’idea: che la sproporzione non è mai un argomento. Che il mondo, a volte, aspetta solo qualcuno che lo contraddica.

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