Lo Slalom del 16 dicembre | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 1  giorno alle Finali NextGen di tennis

 

     

►  LA ROMA ha battuto il Como nel posticipo del lunedì e si è rilanciata. Adesso si trova a tre punti di distacco dall’Inter capolista e ci sono di nuovo quattro squadre dentro lo spazio minimo di una vittoria. 

◇  La Fiorentina è in ritiro, ma ha tenuto una lunga riunione per discutere la posizione di Paolo Vanoli. Per ora resta. Almeno fino a domenica. 

◇  Turbolenza nel rugby francese. In attesa dell’esito dell’indagine preliminare aperta nel mese di aprile, il Tolosa già penalizzato finanziariamente [1,3 milioni di euro] è stato sanzionato dalla Commissione disciplinare con una decurtazione di due punti in classifica e una multa di 30.000 euro per irregolarità contabili. È la prima pagina de L’Equipe. 

◇  Mariah Carey è la prima artista internazionale annunciata da Milano-Cortina per la cerimonia di apertura dei Giochi del 6 febbraio. Nel 2010 aveva lanciato un pezzo per una raccolta fondi del team USA verso le Olimpiadi di Vancouver.

 

   

Ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza

dalla Lettera agli Ebrei

  

La NBA ha un problema con il fallo sistematico

Il baseball e il football ci sono arrivati già. Chissà se quei tipi sono dei modelli o degli eretici. La NFL ha cambiato anni e anni di kickoff, la MLB ha preso di mira quelli che venivano ormai considerati momenti noiosi, i tempi morti dell’anima. Il lanciatore che rifiuta cinque segnali, il battitore che sistema i guantoni come un rito sciamanico, le visite al monte come scusa per respirare. Il baseball e il football hanno fatto una cosa che al basket americano continua a sembrare impossibile, hanno accettato l’idea che non tutto ciò che è tradizione meriti di essere difeso. Ne sono usciti più vivi, così la NBA si sta domandando se non sia il caso di guardare ai loro esempi per intervenire sul proprio punto cieco, i finali di partita. 

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carnet

New York Knicks vs San Antonio Spurs

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E allora vediamo se stanotte va meglio sostituendo Jalen Brunson a Shai Gilgeous-Alexander nella sfida a Victor Wembanyama, l’unicorno tornato in tempo per far saltare il banco di Oklahoma, la squadra con 23 vittorie in 24 partite, eppure caduta di fronte a lui. C’è stato un momento durante la semifinale di sabato in cui gli spettatori hanno pensato che il ritorno del francese potesse essere una messinscena. Ho cercato se una squadra può violare la politica NBA sulla partecipazione dei giocatori vestendone uno reduce da un infortunio senza farlo effettivamente giocare spiega Zach Harper su The Athletic, per dare l’idea di cosa si stesse vedendo a Las Vegas. Wembanyama non è partito titolare e per tutto il primo-quarto non è entrato in campo. Eravamo solo impazienti e paranoici?

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Las Vegas, il suo sport e i suoi peccati

Chi pensa che l’inferno sia buio, non deve essere mai stato a Las Vegas. Qui è il cielo, a essere senza stelle. La terra è splendente. Ogni volta che ci atterro di notte – e ci sono atterrato troppe volte – ho la sensazione di precipitare verso l’alto, perché Las Vegas è un mondo alla rovescia, dove le stelle stanno sotto e il buio sta sopra. Forse l’inferno è un posto così, splendido, scintillante, succulento, topless, ma eternamente capovolto. E naturalmente senza vergini, tutte condannate al paradiso.

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Le analisi

 

   

Quanto si assomigliano PSG e Flamengo

La finale della vecchia Coppa Intercontinentale

Doha, Qatar. Prima di consegnare il premio FIFA per la pace a Donald Trump, tre anni fa Gianni Infantino portò qui il Mondiale che veniva dopo quello a casa di Vladimir Putin. Fu il Mondiale che si chiuse con Leo Messi in bisht, la mantellina della tradizione araba che simboleggia regalità e prestigio. La foto che l’emiro del Qatar sognava, che il progetto PSG inseguiva e che la FIFA quella sera gli consegnò. 

Doha, Qatar, rieccoci. Il PSG gioca una finale intercontinentale ma soprattutto gioca una partita più lunga, quella della popolarità nel paese del suo proprietario. Hugo Delom racconta su L’Équipe una scena che dice molto più di qualsiasi dato di marketing: bambini che corrono su un campetto illuminato tra i grattacieli, un educatore in maglia PSG Academy che insiste sul controllo orientato, famiglie che scattano foto davanti ai trofei stagionali. Tutto è marchiato Paris Saint-Germain, eppure l’adesione emotiva resta ancora in costruzione.

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meduse

Mbappé vs PSG: oggi il primo verdetto

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Il Conseil de Prud’hommes di Parigi deve pronunciarsi oggi sul maxi-contenzioso tra Kylian Mbappé e il PSG, una causa di lavoro senza precedenti per dimensioni economiche e mediatiche. Mbappé chiede 263 milioni di euro al suo ex club per presunto licenziamento senza causa, mancato pagamento di una parte della prima rata alla firma e lavoro dissimulato, oltre alla richiesta di riqualificazione del contratto. La sua difesa ha parlato di metodi scorretti del PSG e di un forte impatto personale sul giocatore.

Il PSG ha reagito con una contro-richiesta ancora più pesante: 440 milioni di euro, accusando Mbappé di mancanza di lealtà e di buona fede, in particolare di aver nascosto per mesi la decisione di non voler rinnovare il contratto, impedendo al club di monetizzare un trasferimento. Dentro la cifra rientrano anche i 180 milioni spesi nel 2017 per acquistarlo dal Monaco, indicati come “perdita di chance”. La decisione è attesa oggi ma potrebbe non chiudere la vicenda: se non ci sarà una maggioranza netta, il caso passerà a un giudice professionista; in ogni caso, è probabile un ricorso in appello. Un contenzioso destinato a durare ancora a lungo.

 

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Dai campi

 

 

sole sul tetto dei palazzi in costruzione  La trasformazione dell’Inter senza Dumfries

  Paolo Tomaselli racconta per il Corriere della sera un’Inter che comanda la classifica senza ostentazione, solida ma non trionfalistica, vince con regolarità e ogni tanto si inceppa. È senza mezze misure, capace di reagire sempre alle sconfitte nei big match, che però restano un piccolo tarlo. Con un allenatore che sta cercando di togliere etichette più che di aggiungerne. Il punto non è tanto il primato, quanto il modo in cui Cristian Chivu sta costruendo una squadra capace di trasformare dubbi esterni e rumori di fondo in un collante interno. Una squadra che produce molto, ma che a Genova ha scelto di non forzare sugli esterni, attirando pressione per liberare gli inserimenti delle mezzali e dare centralità a Lautaro e Zielinski. Anche la posizione di partenza di Pio Esposito è stata sempre molto bassa, nel cuore del campo, per fare da perno al gioco offensivo grazie alla sua protezione del pallone. Tomaselli mostra come dietro la continuità dei risultati ci sia un lavoro di adattamento costante, fatto di dettagli, ruoli modulati e sperimentazioni mirate. È un’Inter dominante nelle intenzioni, ancora in cerca di equilibrio nei momenti chiave, ma chiaramente in evoluzione, anche mentre l’emergenza Dumfries costringe Chivu a pensare già alle prossime mosse.

 

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«Un rimpianto da calciatore? Non essere andato alla Roma con Totti»

FABIO CANNAVARO intervistato da Monica Scozzafava, Corriere della sera

 

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Discussioni

 

Brignone, gareggiare o no prima dei Giochi

Un ritorno prudente e ambizioso, quello di Federica Brignone verso Milano-Cortina, dopo l’operazione alla gamba sinistra e pochi mesi dopo aver vinto la Coppa del mondo. Claudio Lenzi sulla Gazzetta segue passo passo la riabilitazione, dal rientro sugli sci a fine novembre ai primi giorni trascorsi a Courmayeur con gli attrezzi da gara alternati a quelli turistici, fino al lavoro metodico in palestra al J Medical di Torino.

Tutto in equilibrio tra sogno e cautela. Brignone vuole esserci ai Giochi non da comparsa, ma da protagonista, con in testa la discesa olimpica di febbraio e il ruolo di portabandiera. Allo stesso tempo, il suo staff e la Federazione valutano ogni scelta senza forzature, tra l’ipotesi di qualche gara di Coppa del Mondo, eventuali uscite da apripista e la possibilità di rimandare tutto per proteggere il fisico. L’ipotesi di disputare una, due gare di Coppa del Mondo, ventilata anche dal suo staff, resta valida, ma potrebbe non trovare l’appoggio della Federazione, che preferirebbe non rischiare niente prima dei Giochi. Il complesso meccanismo dei punti, inoltre, potrebbe consigliare a Brignone di non gareggiare proprio quest’anno, né prima né dopo i Giochi, per ripartire nella stagione successiva con il massimo dei punti a disposizione. Una cosa è certa, non ci saranno forzature nei confronti di un’atleta che prima di tutto vuol tornare a essere una persona sana, prima che una campionessa olimpica.

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Agrigento

52 giorni a Milano

La fiaccola olimpica e le fiamme di Camilleri

Il primo legame che viene in mente tra il fuoco e Andrea Camilleri è minimalista. È la fiamma breve dell’accendino, il gesto ripetuto e quotidiano con cui accendeva la sigaretta, come se quel piccolo incendio fosse un modo per rimettere ordine nel mondo. Il fuoco non serviva a illuminare ma a pensare, una brace domestica e controllata che dava il tempo alle parole di disporsi. In quel secondo sospeso, prima dell’aspirazione, la realtà smette di correre e accetta di farsi raccontare.

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Oggi

 

Milano vs Real Madrid al Palalido

Quindici partite da qui al 15 marzo per l’Olimpia Milano al Palalido. Lascerà il Forum per riaprire una parentesi che sa di passato e di identità. La partita con il Real Madrid arriva all’inizio di questo ciclo, e ne diventa il simbolo. Il senso della serata non è soltanto tecnico. C’è Sergio Scariolo che torna a Milano da allenatore della Casa Blanca, dopo aver inaugurato l’era Armani con ambizioni mai del tutto compiute. C’è il Chacho Rodriguez, oggi dirigente del Real, che a Milano ha lasciato un ricordo profondo. E c’è appunto una casa che cambia: il Palalido ristrutturato, la culla storica del basket milanese, il luogo di sette scudetti e di una memoria che riaffiora proprio mentre la squadra cerca la sua continuità europea.

Il Real arriva con quattro vittorie consecutive in Eurolega e il primo posto in campionato; Milano risponde con un momento di forma solido, sei successi nelle ultime sette partite con Peppe Poeta in panchina e un rendimento europeo in crescita nell’ultimo mese e mezzo. Resta il dilemma delle assenze nell’Olimpia mentre il Real può permettersi una rosa profonda, al punto da concedere briciole di minuti a un giocatore come Procida.

  ore  20.30   su Sky Sport

 

     

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

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