Il cuore stanco di Maradona pesava mezzo chilo

 

 

 A cinque anni e qualche giorno dalla morte di Maradona, Natalia Junquera su El Pais ha costruito un racconto dolente e incredulo su che cosa possa significare ancora ricordarlo, partendo dall’immagine potente e quasi irreale di un uomo sepolto senza cuore. Il corpo riposa nel cimitero di Bella Vista, il cuore è in un barattolo a 70 chilometri da lì, custodito come prova giudiziaria. “Un cuore punito, graffiato da mini-infarti e sconfitto da tutte le delusioni”, scrive Junquera: un cuore pesantissimo, 503 grammi, quasi quanto un pallone, e due volte la norma per un uomo di 60 anni. Un cuore che aveva dato troppo.

Attorno a quell’organo è nata una serie di storie assurde ed emblematiche. La barrabrava del Gimnasia, l’ultimo club allenato da Diego, avrebbe tentato di rubarlo per trasformarlo in una reliquia. È l’Argentina che vuole un pezzo del suo mito, letteralmente. Junquera ricorda la lezione del forense José Antonio Lorente, che le spiegò come nei secoli i resti di personaggi storici venissero smembrati quasi per superstizione e “in mezzo a tutto questo trambusto, chiunque potrebbe infilarsi un souvenir in tasca”. L’idea che qualcuno potesse volere un frammento di Maradona non sorprende, anzi conferma che i miti non appartengono a se stessi.

Così arrivò un’altra proposta, altrettanto delirante: portare il cuore di Maradona al Mondiale di Qatar 2022, metterlo “nello spogliatoio, in campo, e poi accanto alla coppa”. Ovviamente non è successo, ma l’Argentina ha vinto lo stesso, come se il mito potesse ormai prescindere dal corpo.

Il cuore separato dal corpo diventa un simbolo di qualcosa di più profondo: una vita piena di amore ricevuto e pochissimo amore dato – dice Junquera. L’editorialista di El Pais dice che Maradona ha distrutto molti affetti prima di morire, la famiglia continua a lottare in tribunale convinta che la sua morte potesse essere evitata. Anche qui, aggiunge Junquera, la realtà supera la fiction: il primo processo è stato annullato perché una giudice registrava le udienze di nascosto per una docuserie in cui voleva essere protagonista. Di nuovo tutti vogliono un pezzo di lui. 

Junquera sottolinea la contraddizione finale: l’idolo supremo dell’Argentina è l’unico sepolto senza cuore. Il genio capace di regalare felicità a milioni non ha mai capito come essere felice lui stesso. L’uomo più amato non ha mai saputo amare, neppure sé stesso. Il tributo diffuso dalla Selección – i gol, le finte, l’eredità – racconta un Maradona eterno. Ma il punto, dice Junquera, è un altro: “la lezione principale ci parla dell’amore incondizionato, l’unico che esiste”. L’amore che assolve tutto, dimentica tutto, ricorda solo le virtù. L’amore che trasforma ogni fragilità in mito. L’amore che, anche senza cuore, continua a battere.  L’amore che meglio di tutti ha detto Roberto Fontanarrosa: Non mi importa cosa Maradona ha fatto della sua vita ma cosa ha fatto della mia.

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