De Zerbi e Maresca, c’è qualcuno che brontola
Tra la Francia e De Zerbi qualcosa si sta spezzando. Le lodi di inizio stagione stanno sfumando in cenni di critica dinanzi alle due sconfitte nelle ultime tre giornate, quattro nelle ultime nove, nonostante si tratti ancora della migliore squadra di Francia tranne una: quella. «Non allenerò più in Francia» ha detto l’altra settimana dopo una sconfitta per 3-0 con l’Auxerre, la partita in cui Longoria ha parlato di arbitri corrotti e si è preso 15 giornate di squalifica. Stamattina L’Équipe giudica le sue scelte per la partita persa contro il Lens [0-1] e scrive che “abituato a cambiare pochissimo la squadra da una giornata all’altro per diversi mesi, ha scelto questa volta di rivoluzionare radicalmente il suo undici titolare e di mettere Mason Greenwood e Luis Henrique in panchina. Nella conferenza stampa pre-partita aveva ribadito la sua richiesta di coinvolgimento: la decisione è stata forse un modo per provocarli dopo l’ultimo allenamento di venerdì, caratterizzato dai suoi sfoghi”.
Non è bastato per scuoterli lanciare dall’inizio Amar Dedic e Bilal Nadir, entrambi confusionari prima di cedere il posto ai titolari abituali. Ma né Luis Henrique né Greenwood, soprattutto, hanno dimostrato che il loro allenatore aveva sbagliato a tenerli fuori. I quarantacinque minuti di Greenwood, dice il giornale francese, “sono sufficienti a far storcere il naso, poiché ha attraversato il secondo tempo come un’ombra di sé stesso. Poco coinvolto nelle azioni difensive, l’ex giocatore del Manchester United ha prodotto una delle sue peggiori prestazioni di questa stagione. Scegliendo di privarsi dei suoi due migliori giocatori, De Zerbi ha tentato un doppio colpo che non ha funzionato”.
A leggere The AThletic se la passa male pure Enzo Maresca, che oggi porta il Chelsea alla sfida con il Leicester, la squadra da lui guidata un anno fa. Dice il magazine americano che quando l’ex vice di Pep è tornato per la prima volta da ex la sua popolarità tra i nuovi tifosi era in aumento. Il Chelsea era al terzo posto e l’umore era alto. Negli ultimi tre mesi i risultati sono calati e le opinioni si sono polarizzate, proprio com’era successo nel febbraio-marzo scorso al Leicester nel pieno della corsa verso la promozione, quando un vantaggio di 12 punti si è assottigliato fino a uno solo.
The Athletic suggerisce che Maresca potrebbe sentirsi a ragion veduto “un po’ maltrattato” perché alla fine il Leicester è stato promosso e perché tutto sommato il Chelsea è a soli due punti dal terzo posto, oltre che essere favorito in Conference League. Eppure, come sanno tutti i giochisti quando non si scoprono risultatisti o come sanno i risultatisti quando giudicano i giochisti, il come conta, altro che se non conta. La prestazione del Chelsea di giovedì in Danimarca ha ricevuto più critiche che elogi. Il magazine americano è andato a raccogliere un po’ di voci tra i tifosi, ammesso che si tratti di opinioni informate, Il signor Iain Wright, per esempio, abbonato al Leicester da oltre 20 anni, dice della stagione scorsa le stesse cose che oggi si sentono a Stamford Bridge. Wright racconta che la frustrazione allo stadio è iniziata quando sembrava che le altre squadre avessero capito come funzionava la macchina. «Sapevano che volevamo iniziare lentamente l’azione, tenere la palla per evitare il pressing, sfinire le avversarie e poi cercare la porta. Hanno iniziato a portarci via la palla, attaccarci, farci gol. Maresca ha cominciato a subire le partite anziché influenzarle. Penso che sia stata la vera caratteristica della seconda parte della stagione. L’ansia ha iniziato a crescere. Ricordo una partita in particolare, eravamo sotto 1-0 in trasferta contro il Bristol City a marzo. Eravamo nei minuti di recupero e ancora si passavano la palla lungo la linea di metà campo, allora tu pensi: diamine porta ‘sta palla vicino alla porta».
Nell’ultima partita casalinga del Chelsea in campionato, contro il Southampton ultimo in classifica, i fischi dei tifosi si sono alzati per questo stesso motivo, quando portiere Filip Jorgensen e i difensori attorno a lui si passavano la palla lateralmente, e il punteggio era sullo 0-0. Evidentemente però Maresca sapeva cosa stava chiedendo e i suoi cosa stavano facendo: la partita è finita 4-0. Tuttavia Clayton Beerman, abbonato al Chelsea da oltre 40 anni, è un filo scettico – diciamo così: «Parte del calcio che abbiamo visto negli ultimi due mesi è pessimo quanto quello di Sarri in termini di lentezza e di torbidità, io penso che non sia affatto divertente». Il signor Kydd invece pensa che il Chelsea abbia dei giocatori elettrici e che Maresca li abbia soffocati. «Sta cercando di farli giocare alla Pep, ma riesce solo a confonderli». Il fatto che Pep vada come va, non aiuta i peppisti.