Ieri è stato un giorno bellissimo per Slalom, quando dagli highlights della partita della Francia è sbucata inattesa Grace Zaadi Deuna. Bisognerebbe avere la voce di Jeff Buckley per usignoleggiare di lei, di questo regalo improvviso. È stata richiamata in Nazionale dal nuovo cittì dopo l’esclusione clamorosa dalla squadra olimpica dell’estate scorsa, quando era stata individuata come l’origine e la causa della prevedibilità del gioco offensivo della Francia. E invece oplà, nello splendore dei suoi 31 anni e con il numero 10 dietro la maglia, ha cambiato colore alla giornata [chi frequenta da più tempo questo postaccio ricorderà il debole confessato per lei sin dai tempi della prima folgorazione ai Giochi di Tokyo].
EFFETTO DOLLY “Una delle eredità di queste Olimpiadi è la scoperta della spettacolarità della pallamano femminile. È come se ogni sfida fosse tutta un highlights, un continuo la partita in un minuto. Quel ritmo là. A un certo punto ti devi alzare e andare a bere. In Francia-Svezia (29-27), semifinale femminile, succedevano soprattutto due cose. La prima: dopo ogni gol il portiere raccoglieva velocemente la palla dalla rete e spesso cercava un rilancio lungo per mettere subito davanti all’altra porta una compagna. La réclame dell’adrenalina. La seconda: ogni volta che le francesi mettevano il pallone tra le mani di Grace Zaadi-Deuna, la loro numero 10, succedeva qualcosa. Un tiro, un gol, un’incursione, un assist. Una cosa incomprensibile. Non si capisce perché il pallone non lo diano sempre a lei. Deve trattarsi di un atto di generosità, una prova di spirito olimpico, altrimenti non si spiega. Domani ci studiamo bene la finale” ⎼ [S] 7 AGOSTO 2021
Laura Glauser è stata nominata mvp della partita per le sue otto parate [44%m di efficienza nel primo tempo], la sua compagna di squadra Hatadou Sako ne ha effettuate nove [43%] nel secondo. Nella statistica di chi corre più veloce, due polacche nelle prime tre posizioni: Adrianna Gorna [28.40 km orari] e Magda Balsam [26.64].
La prima partita a essersi conclusa. La prima ad avere un intervento della VAR: per verificare se Isabel Góis avesse parato o meno un tiro di Anne Erauskin [lo aveva parato]. La Spagna ha guadagnato i primi punti mettendo sotto un Portogallo che non giocava gli Europei da 16 anni. La prima MVP del torneo è stata la portoghese Joana Resende per i suoi 8 gol, tanti quanti Carmen Campos. La Spagna è in ricostruzione post-olimpica, con otto giocatrici impegnate nella loro prima partita in un torneo importante. La portoghese Maria Junianque ha fatto registrare il tiro più veloce della prima giornata, una lecca – come direbbe Paola Iezzi – da 109.12 km orari. Ester Somaza Bosch per la Spagna ha chiuso con 3 stoppate.
La portiera Lena Ivancok si è aggiudicata il premio di miglior giocatrice in campo [14 parate], sua sorella Ines Ivancok-Soltic è stata una delle due migliori marcatrici della squadra con 8 gol. L’Europeo in casa dell’Austria è iniziato con sette gol di scarto alla Slovacchia e undici giocatrici nel tabellino delle marcatrici. La sua ultima vittoria portata la data del 10 dicembre 2006 e solo la portiera Petra Blazek, capitana, ha un’esperienza internazionale.
La Svezia è arrivata agli europei con l’obiettivo di vincere una medaglia, dopo due quarti posti ai Mondiali 2023 e ai Giochi olimpici 2024. La Macedonia del Nord l’ha tenuta sulle spine per 20 minuti prima di consegnarsi [28-18]. Nove giocatrici svedesi diverse sono andate a segno nel primo tempo, tra cui la portiera Johanna Bundsen. A 10 minuti dalla fine il distacco era di 16 gol, poi la Svezia ha gestito. Capocannoniera Nathalie Hagman con nove gol su 14 tiri.
La super Norvegia ha vinto senza incantare contro la Slovenia [33-26] segnando l’80 percento dei suoi attacchi prima dell’intervallo. La giocatrice mondiale dell’anno Henny Reistad ha fatto nove gol in tutto, cinque prima dell’intervallo, quattro su quattro da 7 metri, più 8 assist: il picco della giornata. La portiere Maja Vojnovic ha chiuso con otto parate. La Norvegia tra i pali ha alternato Katrine Lunde e Silje Solberg-Østhassel, ma insieme hanno sommato solo 6 parate. Sebbene non facciano parte della squadra stelle esperte come Stine Oftedal [ritirata], Nora Mørk e Veronica Kristiansen [incinte], la Norvegia resta la squadra con l’età media più alta nel girone, avendo portato in Austria Katrine Lunde [44 anni] e l’ala sinistra Camilla Herrem [38]. Prima dell’inizio di questi Europei, Lunde con 365 e Herrem con 323 arrivano a sommare 688 presenze, mentre le 18 giocatrici della squadra slovena in totale toccano 589.
La partita con il maggior numero di spettatori in un’arena nella prima giornata: 2.927 a Debrecen. Sei gol di scarto alla fine per le ungheresi, la cui portiera Zsófi Szemerey ha la migliore percentuale di efficienza nelle parate del torneo: 9 su 17 [52.94%]. La debuttante Turchia ha segnato il suo primo primo gol in assoluto a un Europeo con l’ala sinistra 36enne Yasemin Sahin.