La finale di Coppa America nel giorno della scoperta dell’America

Quando tutto è cominciato verso la fine del mese di agosto, quando ancora nelle nostre chiacchiere da ombrellone o in ascensore dicevamo di ogni progetto che “se ne riparla a settembre” – quando tutto è cominciato verso la fine del mese di agosto, INEOS Britannia non era questa barca qua. Macché. Nelle regate preliminari di Barcellona, si era dovuta accontentare del quarto posto dietro a New Zealand, Luna Rossa e American Magic. Quelle erano le gerarchie e finanche la francese Orient Express e gli svizzeri di Alinghi credevano che gli inglesi fossero alla loro portata. “Il cambiamento è stato graduale ed estremamente efficace” spiega stamattina L’Equipe dedicando due pagine alla America’s Cup che comincia le sue regate finali nel giorno della scoperta dell’America, quel 12 ottobre che a scuola ci mettevano in testa associato alla data del 1492, prima che fosse sconveniente per rispetto delle civiltà annientate dopo lo sbarco, quando alle prime luci dell’alba fu avvistata terra, un’isola delle Bahamas, e Colombo credette di aver raggiunto le Indie orientali. Il miglior peggiore errore della storia. 

Nelle due pagine dedicate dai famosi sciovinisti francesi alle regate della America’s Cup tra una barca neozelandese e una britannica, si legge del lavoro fatto da Ben Aislie, nominato cavaliere dalla regina dopo le Olimpiadi di Londra del 2012, l’artefice di questa metamorfosi che riporta una barca del regno a giocarsi la Coppa, sessant’anni dopo la Sovereign. Le coste britanniche sono il luogo dove tutto è cominciato, ma nessun equipaggio è mai riuscito a vincere la Coppa delle mille ghinee. Aislie ha fatto le sue prime esperienze con lo sfidante americano OneWorld nel 2001. Lasciò per concentrarsi sui Giochi del 2004, prese un lavoro da timoniere di riserva su New Zealand per la Coppa 2007, ha fatto il tattico di James Spithill durante la sfida di Oracle nel 2013 a San Francisco, l’edizione della storica rimonta contro i neozelandesi. L’arrivo delle sterline di INEOS, tre anni di esperienza dopo la sconfitta con Luna Rossa, il supporto del team Mercedes di F1 hanno permesso a Britannia di fare un altro passo avanti a Barcellona. 

Secondo Philippe Presti, allenatore di Luna Rossa interpellato dal giornale francese, INEOS ha fatto molti progressi nell’utilizzo della barca sfruttando la possibilità di navigare con sei veri velisti a bordo: lo sono anche due dei quattro ciclisti a bordo. Un elemento che consente loro di condividere meglio le decisioni sui diversi passaggi in gara. Ainslie funziona bene in coppia con Dylan Fletcher, tanto che Grant Dalton di New Zealand si aspetta uno scontro serrato. Lui, scrive ancora L’Equipe, “punta sugli sviluppi apportati alla barca”

Non gareggia da cinque settimane, ma in assenza di duelli ha usato quel tempo per migliorare la barca. “Ci sono due modi di vedere la cosa “, dice Dalton. “Il primo è immaginarsi uno svantaggio, perché grazie all’intensità della finale contro gli italiani, INEOS Britannia è prontissima per i duelli ad alta pressione. Il secondo è pensare che noi abbiamo avuto il tempo di sviluppare i nostri strumenti, i sistemi idraulici ed elettronici, la velocità del nostro AC75. Abbiamo fatto qualche bella navigazione in solitaria per testarlo». 

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