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  • VITE OLIMPICHE. Oddio, la Senna è di nuovo inquinata: il triathlon paralimpico rinviato Figurine: Morteza Mehrzadselakjani
  • TENNIS. Tutto il peso del pronostico sulle spalle di Sinner
  • IL BARNUM DEL CAMPIONATO. IL LANCIO DI COLTELLI: Paulo Fonseca. IL FACHIRO: Federico Chiesa, ora possiamo dirtelo: simulavi. IL BRAVO PRESENTATORE: Simone Inzaghi. L’EQUILIBRISTA: Il mistero Varane
  • RUOTE. La cima che Roglic stava aspettando La pole di Lando Norris a Monza. FIGURINE: Kimi vuole? Arriva Antonelli MOTOGP: Che significa questo ritorno di Marquez
  • EUROGOL. Il calendario della Champions e una proposta semiseria per cambiarla Premier League: oggi Manchester-Liverpool Intanto piovono gol di Haaland 
  • La guida allo sport in tv della giornata
  • Le prime pagine di sport da tutta Europa

QUELLO CHE STA SUCCEDENDO

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  VITE OLIMPICHE

Oddio, la Senna è di nuovo inquinata

Lo scenario più temuto si è realizzato alle Paralimpiadi. La Senna non è balneabile, gli ultimi giorni di pioggia caduta su Parigi e dintorni hanno peggiorato la qualità dell’acqua. Stamattina le sue condizioni non sono state giudicata sufficientemente buone per farci un tuffettino e assegnare gli ori del triathlon.  «La salute degli atleti è la priorità e in queste condizioni» eccetera eccetera, spiegano gli organizzatori in una nota, rinviando le undici gare a lunedì. La partenza e l’arrivo sono previsti dal ponte Alexandre-III. Giovedì e venerdì mattina si erano potuti tenere regolarmente due allenamenti, sabato era stato annullato l’ultimo per precauzione.

La giornata-4 delle Paralimpiadi è cominciata allora con la Cina saldamente in testa al medagliere con 20 ori e 40 podi complessivi, sempre davanti al movimento britannico [11 ori e 24 podi] e al Brasile [8 ori, 22 podi]. La piccola Olanda continua a sorprendere come ai Giochi, in quarta posizione con 10 medaglie complessive ma ben 6 ori, uno in più degli USA.


AVREMO SEMPRE PARIGI..
LA PALLAVOLO di Morteza Mehrzadselakjani

Come tre anni fa a Tokyo, uno dei protagonisti paralimpici più mediaticamente attesi è Morteza Mehrzadselakjani, iraniano, campione di sitting volley, un’icona dello sport nel suo paese, scrive il Telegraph, ma con ben pochi privilegi al Villaggio Paralimpico. Con i suoi 2 metri e 46 è la seconda persona più alta al mondo, non c’è un letto che possa ospitarlo, costringendolo a dormire sul pavimento

 «Non importa se deve starsene sdraiato sul pavimento o se non c’è abbastanza da mangiare – spiega Hadi Rezaei, il suo allenatore – ha una testa da campione». Da quando Morteza è in squadra, l’Iran ha vinto due ori olimpici e due titoli mondiali consecutivi. La sua apertura alare è così ampia, spiega il giornale inglese, che nel calcio potrebbe coprire un terzo della porta da solo. Eppure Mehrzad, come viene comunemente abbreviato il suo nome, ha scoperto la sua vocazione per un incidente in bicicletta all’età di 13 anni, quando si è fratturato il bacino in modo così grave da limitare la crescita della gamba destra. A causa della sua condizione genetica chiamata acromegalia, un’eccessiva produzione di ormone della crescita nella ghiandola pituitaria del cervello, la gamba destra è cresciuta più corta della sinistra, costringendolo a usare un bastone da passeggio e causandogli una depressione così acuta da trattenerlo in casa per un decennio, nella città di Chalus sul Mar Caspio. «Mi vergognavo di uscire», racconta oggi. 

Mehrzad è il settimo essere umano più alto della storia, solo l’agricoltore turco Sultan Kosen di 2 metri e 51 oggi lo sopravanza. Durante gli anni di formazione solitaria – racconta il Telegraph – Mehrzad trovò rifugio nei libri, in particolare nei romanzi di Victor Hugo e nelle biografie di Napoleone. Fu uno dei programmi televisivi più popolari dell’Iran, Mah-e Asal, che in persiano significa Luna di miele, a tirarlo fuori dalla sua vita in isolamento. Mentre raccontava la sua storia a milioni di persone, il suo futuro allenatore era tra il pubblico, realizzando come la sua statura gigantesca potesse essere sfruttata immediatamente nel sitting volley

«Il sitting volley – spiega lui – mi ha permesso di affermare la mia personalità. Oggi leggo l’orgoglio negli occhi delle persone. Alcuni non sanno che sono portatore di una disabilità. Prima di scoprire questo sport, ero una persona nota solo per l’altezza. È cambiato tutto per me, finanziariamente e  socialmente. Il sitting volley ha cambiato la mia vita così tanto che non riesco a immaginarla senza. Non ringrazierò mai abbastanza il signor Hadi. Se non avesse creduto in me, non sarei qui» 

Il Telegraph scrive che in Iran dicono di lui: «È passato dall’essere un fenomeno da baraccone a una celebrità».  Ma per Mehrzad, mappare il futuro è complicato. La natura della sua condizione è tale che sta ancora crescendo. Le persone con una diagnosi di acromegalia in media vivono 10 anni in meno rispetto al resto della popolazione. Mentre il suo unico pensiero a Parigi è la gloria, la sua felicità ultima sta nel trovare la liberazione da una condizione che ha sempre considerato una maledizione.

  TITOLI   

▥   Corriere della sera: “Veronica Yoko senza paura. «Ho dimenticato il dolore e imparato ad apprezzarmi»” – La triathleta Plebani, la meningite non l’ha fermata

▥   Repubblica: Intervista a Manuel Bortuzzo. «Siamo atleti veri, giudicateci solo per le vittorie»

▥   La Stampa: «Ora ho tutti i colori delle medaglie». Anche l’argento nel mondo di Carlotta – Gilli centra il 2° posto nei 400 stile S13 dopo un oro e un bronzo. Bettella, studente in Neuroscienze a Padova, sale sul podio nei 50 metri dorso S1

▥   La Gazzetta dello sport: “Il tris di Carlotta” – L’ipovedente torinese nei 400 stile libero conquista la terza medaglia in tre giorni: vantava già un oro e un bronzo. Secondo podio per Bettella, 2° nei 50 dorso S1 – Giulia Arturi ha scritto: “Carlotta è affetta dalla malattia di Stargardt, una retinopatia degenerativa che ha causato una progressiva perdita della vista fino agli attuali 1/10. «Se ha scelto me un motivo ci sarà, e allora cammineremo insieme per il resto della vita», raccontava Carlotta alla Gazzetta. E descriveva anche il suo rapporto con l’acqua: è la sua migliore amica e allo stesso tempo la sua più grande nemica”

▥   La Gazzetta dello sport: “Maxcel tutto pista e famiglia. In tre anni la scalata mondiale Adesso è l’uomo da battere” – Sangue ghanese, Amo Manu corre dal 2021 e l’anno scorso a Parigi ha vinto i titoli iridati di 100 e 200

  US OPEN

Tutto il peso del pronostico sulle spalle di Sinner

Senza più Alcaraz né Djokovic in tabellone, Jannik Sinner è diventato il grande favorito per gli US Open. Lo dicono all’unisono trombe grancasse e violini italici, lo confermano le previsioni dei giornali internazionali, e d’altra parte parliamo del tennista numero 1 al mondo, ieri qualificato per gli ottavi con la vittoria su O’Connell, atteso al prossimo turno dall’americano Paul e probabilmente ai quarti di finale da Daniil Medvedev. Una classica, ormai, negli Slam di Jannik. È stata la finale di Melbourne e il quarto di finale a Wimbledon.

Secondo Tumaini Carayol le fatiche dei Giochi di Parigi hanno lasciato il segno negli anti-Sinner. Le estati olimpiche – dice – sono sempre state difficili, ma i cambiamenti di superficie, il passaggio dalla terra battuta all’erba, dall’erba alla terra battuta, dalla terra battuta al cemento in un periodo così breve, l’hanno resa ancora più impegnativa. Non è uno shock che agli US Open abbiano pagato sia i finalisti di Wimbledon sia quelli olimpici. Le loro uscite di scena mettono il torneo in una posizione affascinante

Due delle prime tre teste di serie maschili non uscivano così presto dagli US Open dal 2000. Jannik Sinner e Daniil Medvedev sono gli unici con uno Slam nel palmares ancora in tabellone, il russo è l’unico che abbia vinto a NY.  Stefano Semeraro ne ha scritto su La Stampa: Il messaggio è chiaro. Le Olimpiadi sono diventate importanti anche per i divi del tennis, ma il tennis deve fare in modo che i Giochi non diventino proibiti per chi vive una stagione lunga quasi dodici mesi.

Medvedev, allora. Ha vinto alla mezzanotte newyorkese e all’alba italiana contro Flavio Cobolli in 2 ore e 18 di gioco, tre set, lanciando palline autografate al pubblico a fine partita, fedele a questo nuovo personaggio più empatico che va costruendo. Non  è un caso né un dettaglio che agli spettatori americani le abbia tirate con lo stile di un lanciatore di baseball. Soprattutto, il russo sorride. L’Équipe la definisce una dimostrazione di serenità nonostante alcune stranezze. Medvedev ha vinto l’81% dei suoi punti con la prima di servizio, nonostante una percentuale non così elevata (55%), ma soprattutto lascia l’impressione visiva di poter controllare facilmente lo scambio da fondo campo. Accelera a piacimento, più o meno quando gli pare. Nell’ultimo set ha perso un servizio e uno scambio da 37 tiri, il secondo più lungo del torneo, ma senza che la trama della partita mutasse. Agli ottavi avrà da scavalcare il portoghese Nuno Borges, 34esimo al mondo, per un terzo match Slam dell’anno con Jannik Sinner. Un poster che tutti aspettano, a New York, come ovunque dice il giornale francese. 

IL LANCIO DI COLTELLI   Paulo Fonseca

Carlos Passerini sul Corriere della sera ricostruisce così una notte che sembra un romanzo thriller, quando alla prima pausa per il cooling break, gli esclusi  Leao e Theo si piazzano dall’altra parte del campo, lontano dalla panchina, dai compagni e dall’allenatore: un gesto polemico per la bocciatura? Poi Theo dirà di no. Di sicuro, una scena mai vista

Nella lettura data da Billy Costacurta ieri sera a Sky, la doppia esclusione decisa da Fonseca ha funzionato, ha suscitato una reazione d’orgoglio ferito. Nell’azione del gol del 2-2 Leao ha lasciato dei solchi sotto le scarpette, ha percorso l’erba come Luna Rossa l’acqua, senza toccarla, sorvolandola. Al Milan resta ancora da conciliare gli slanci offensivi con le coperture dietro, ma un passetto avanti forse l’ha fatto, nonostante tutto. Pavlovic ha sbagliato nell’azione del secondo gol, ma l’apprendistato potrebbe essere finito qui. Davvero certe volte somiglia a Stam, come s’è detto al suo arrivo. 

È più critico Ivan Zazzaroni, direttore di un Corriere dello sport-stadio che us ala parola ammutinamento. Zazzaroni parla di mano di Fonseca nel ridurre le distanze con la Lazio, scrive che il calcio sa essere bastardo, purtroppo, e il gol di Leao subito dopo l’ingresso in campo ha sublimato l’errore esiziale, se si considerano il momento e la classifica; errore condiviso – immagino – con la società. La genesi e la prima fase della gestione Fonseca ricordano tanto quelle di Rudi Garcia a Napoli, proprio un anno fa. Entrambi seconde o terze scelte del club, entrambi con una gran voglia di incidere in fretta – naturale, essendo dei professionisti di livello -, entrambi con il supporto (e alcune riserve) di un management fin troppo muscolare. Le analogie? Prima cosa, l’azzeramento delle gerarchie; seconda, il tentativo di mandare dei segnali forti e chiari alle prime firme – da Kvara e Osi allora a Leao e Theo oggi

IL FACHIRO Chiesa, ora possiamo dirtelo: simulavi

Luigi Garlando sulla Gazzetta ricorda quando Federico Chiesa era chiamato «il  nostro Sinner» dal cittì Spalletti e gli riserva un’analisi intransigente, di una severità nuova, improvvisa, ecco. Si è ritrovato a fare il terzino su Kvara e poi la punta centrale accanto a Vlahovic, lontano dalle praterie laterali che ama cavalcare. Alibi che regge solo in parte perché poi i campioni sono padroni del loro destino e in campo sanno procurarsi gloria dove capita. Sembrava che la rivoluzione tecnica potesse giovargli, perché Thiago Motta è molto più offensivo e al Bologna ha valorizzato gli Orsolini. Invece Giuntoli ha girato l’Europa con il carrello della spesa che ha riempito di esterni, senza considerare quello più prestigioso che aveva in casa. E così Federico, l’ex Sinner, pagato 60 milioni e sbolognato a 15, è uscito dal villaggio della Serie A e anche dalla lista di Spalletti. A Momo Salah lasciare il nostro campionato per Liverpool non ha fatto così male. Auguriamoci allora che l’Inghilterra ci restituisca presto Federico in versione Wembley ’21 e magari anche migliore, grazie alla qualità della Premier e alla cultura sportiva anglosassone che gli asciugherà certi eccessi recitativi scrive Garlando oggi. 

IL BRAVO PRESENTATORE  Simone Inzaghi

Paolo Tomaselli sul Corriere della sera fa notare che Acerbi, Darmian e Thuram rendono nell’Inter in modo diverso. A pochi giorni da Francia-Italia (venerdì a Parigi) cosa avranno pensato i due c.t. Spalletti e Deschamps guardando Inter-Atalanta venerdì sera? Di fronte agli effetti tonificanti del «centro benessere Simone Inzaghi» probabilmente avranno avuto pensieri contrastanti. Con gli ingredienti male utilizzati dagli altri chef, Simone cucina le sue specialità

L’EQUILIBRISTA Il mistero Varane

Così lo chiama L’Équipe – che dedica un pezzo all’esclusione del campione del mondo francese dalla lista del Como per la Serie A. Valentin Pauluzzi riassume la realtà del club lombardo [la panchina di Cesc Fabregas, i 21 anni di assenza, i due fallimenti, i ricchi proprietari indonesiani, Thierry Henry come consigliere, gli acquisti di Sergi Roberto, Alberto Moreno, Pepe Reina] e ricorsa che Varane è stato sostituito dopo 23 minuti nei 32esimi di finale di Coppa Italia contro la Sampdoria per un problema al ginocchio sinistro. È in cura a Madrid. L’imprevisto ha spinto il Como a prendere Marc-Oliver Kempf dall’Hertha Berlino, ieri Fabregas in conferenza stampa aveva una faccia preoccupata, ma il Como – scrive L’Équipe – non ha mai comunicato l’infortunio e non sappiamo se sia muscolare o articolare.

  TITOLI

▥   Repubblica: “L’Arabia, l’orgoglio: Osimhen e Dybala, giù la maschera”    Gabriele Romagnoli ha scritto: “Il punto è che le due societa non li volevano più (in modo chiaro il Napoli, ma pure la Roma). E che loro (in modo chiaro Osimhen, ma pure Dybala) non volevano più restare. Poi succede che i castelli all’orizzonte possano rivelarsi di sabbia ed essere desiderati un pericoloso miraggio, il miraggio di Osibala.

▥   La Stampa: “Il filo azzurro” – Thiago Motta sfida l’amico De Rossi: “Non siamo qui per caso” Aspettando i nuovi acquisti, Juve -Roma è ancora Vlahovic-Dybala

▥   Repubblica: Intervista a Seydou Sarr, l’attore di Io Capitano: «Tutta la Serie A lasci il campo davanti ai razzisti». ➔  A Emanuela Audisio ha detto: Ho il permesso di soggiorno che scade a settembre, ho fatto qualche provino e spero in nuovi documenti. Giocavo attaccante, ma prima di morire papà mi disse che ci teneva che io passassi in difesa, gli ho dato ascolto, per me il calcio è un modo per stare ancora vicino a lui, mia madre che è stata attrice di teatro ha potuto solo ascoltare il film perché è non vedente. A Los Angeles nella notte degli Oscar tutti mi dicevano che avevo davanti il grande Sean Penn, ma io ho preferito guardare una partita sul cellulare e parlare con il difensore Giorgio Chiellini. Sono un ragazzo semplice, tifo Roma, vado pazzo per Osimhen. I sogni non si cambiano: meglio il pallone che un ciak».

LA VUELTA 

La cima che Roglic stava aspettando

Nel suo lavoro sin prisa pero sin pausa di logoramento delle certezze altrui, ieri Primoz Roglic ha vissuto un giorno di patemi quando ha forato, ha dovuto cambiare la bici e rimontare mezzo minuto di distacco che nel frattempo aveva accumulato dal gruppo, maglia rossa compresa. Ma oggi il progetto di spodestare un po’ per volta Ben O’Connor entra nel vivo con sulla cima del Cuitu Negru, scoperta dalla Vuelta nel 2012. “I corridori la trovarono così insopportabilmente difficile – ricorda la rivista Rouleur – che si scatenò il dibattito sull’opportunità o meno di includerla in futuro. La corsa non è certo estranea a pendenze ripide e strazianti che portano quasi a un punto morto anche i migliori scalatori del mondo: proprio lungo la strada, qui nelle Asturie,  c’è il famigerato Alto de Angliru, forse la salita più difficile di tutto il ciclismo. Ma nulla sembra così esagerato come il Cuitu Negru”. 

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  IL MONDIALE DI F1

La pole di Lando Norris a Monza

Repetita Norris, titola L’Équipe stamattina per la quinta pole position della sua McLaren, la quarta della stagione, la prima a Monza. Verstappen è groggy, questo è il secondo tema del giorno secondo il giornale francese, perché per la quinta volta di fila non ha fatto il miglior tempo nelle qualifiche, e non accadeva dal 2021. Ma attenzione: perché due anni fa vinse su questa stessa pista proprio partendo dal settimo posto com’è costretto a fare oggi. 

Arrotando una erre dietro l’altra, Alain Prost su L’Équipe scrive che l’incertezza è diventata la regola. Il risultato di Zandvoort ha colpito la Formula 1. Non tanto per il dominio della McLaren, in diciotto mesi tornata ai massimi livelli, quanto per il brutale calo di prestazioni della Red Bull. Eravamo abituati a vedere una squadra stabile, settimana dopo settimana su un alto livello di risultati, senza dubbio grazie al talento di Max Verstappen. E poi all’improvviso, in Olanda, la squadra si è sgonfiata. La Ferrari è in fermento da un po’, la Mercedes a volte sembra perdersi. La Red Bull ha perso la sua continuità. Il distacco di oltre venti secondi dai vincitore ha sorpreso e si spiega con l’estremo livello di professionalità che la F1 richiede oggi. Non è più possibile avere ottimi risultati senza avere persone molto competenti in tutte le posizioni. Basta perderne una, anche se poco conosciuta, per andarsene all’improvviso fuori strada, perché viene meno una capacità di ‘analisi. Il panorama attuale è diventato incomprensibile, a volte illeggibile a lungo termine, ecco perché così spesso elogio la costanza, la continuità, che altrettanto spesso scompare

Secondo Prost, i progressi della McLaren si spiegano allora proprio con il fatto che si tratti di una scuderia virtuosa e discreta, si sta forse assestando di fronte alla scoperta che in F1 la verità di un giorno non è più quella del giorno dopo. Succede in un momento essenziale, perché in questo 2024 non è in gioco solo il titolo della stagione ma il dominio del 2025 e forse anche i trasferimenti del 2026

Kimi vuole?

È da quando arrivò Hamilton, da quando prese un sedile a fianco del due volte campione del mondo Fernando Alonso alla McLaren, che non si sentiva tanto parlare di un esordiente. Così ha scritto tom Cary sul Telegraph, e l’esordiente si chiama Kimi Antonelli, 18 anni, il pilota italiano che la Mercedes riporta sulla griglia a tre anni di distanza da Antonio Giovinazzi su Alfa Romeo. 

Dopo Hamilton – si legge sul giornale inglese – molti giovani talenti hanno debuttato in F1 da adolescenti: Sebastian Vettel, Max Verstappen e Lando Norris, per citarne solo tre. Ma i parallelismi con Hamilton sono più forti se si considera che Antonelli, come il britannico prima di lui, salterà il periodo di apprendistato in un team più piccolo o temporaneamente non competitivo, per salire direttamente nell’abitacolo di quella che potrebbe potenzialmente essere una vettura vincente.

Facciamo chiarezza. Con quel suo nome, Raikkonen non c’entra niente. In una intervista con Motorsport ha spiegato che i genitori volevano dargli un secondo nome straniero dopo Andrea, ma non sapevano quale. Alla fine, Enrico Bertaggia, amico di famiglia, ha suggerito Kimi perché suonava bene col cognome. Come dire Kevin Lasagna o Tony Pagoda. 

Secondo Carlo Vanzini, voce della F1 nelle telecronache su Sky, abbiamo un altro Sinner, stavolta dietro al volante. Lo ha scritto su Insider, l’area di lettura premium per gli abbonati alla tv. Sono simili per maturità, padronanza del mezzo, soprattutto per la capacità di reggere le crescenti pressioni, inusuali per l’età. Entrambi hanno beneficiato di un ambiente familiare e professionale che ha saputo coltivare e supportare il loro talento. Sta a noi non rovinarlo, aggiunge Matteo Bobbi, quando scrive che dobbiamo proteggerlo e aspettarlo, e lasciargli il tempo per renderci orgogliosi di lui

  TITOLI

▥   Corriere della sera: “Se lo spettacolo è anche fuori dalla pista” – Giorgio Terruzzi ha scritto: “È l’a more per la Ferrari, più della Ferrari, a fare lo show in Brianza. Famiglie, coppie, tifosi solitari in cerca di compagnia. Striscioni e bandiere; magliette, cappellini. Urla che superano il suono dei motori. Siamo a Monza, Ciccio. Qui tutto può succedere”.

▥   Repubblica: “Norris prenota anche il gp di Monza. Cosa succede a Verstappen e Red Bull?” 

 

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    LA MOTOGP

Che significa questo ritorno di Marquez

Mille e passa giorni dopo, Marc Marquez ha ritrovato il successo e la MotoGP ha ritrovato Marquez. Ma resta una cosa che possiamo dirci stamattina fra di noi. All’età di 31 anni, il Joker delle moto ha fatto una cosa nuova, mai era arrivato primo in una Sprint, la mezza porzione dei motori, il formato breve introdotto l’anno scorso che regala punti nella classifica generale, ti fa portare a casa un trofeo da aggiungere sulle mensole, maledizione, dove lo metto, non c’è più spazio, ma non fa suonare l’inno nazionale, non vale una riga in nessun palmares e non entra neppure nelle statistiche della MotoGP. 

Eppure diventa difficile stamattina negare che stia accadendo qualcosa, che esista in giro il sapore di una rinascita, per chi non vinceva dal GP dell’Emilia-Romagna, il 24 ottobre 2021. 

  EUROGOL

Il calendario della Champions e una proposta semiseria per cambiarla

  La Juventus con il PSV Eindhoven e lo Young Boys contro l’Aston Villa apriranno la nuova Coppa dei Campioni alle 18.45 del 17 settembre, deve trattarsi di un omaggio, una specie di passaggio di consegne anche simbolico tra il vecchio gironcino all’italiana e il girone unico con sistema svizzero, Comincia la nuova età della Champions XXL, un’espansione in linea con il gigantismo dello sport contemporaneo, una manifestazione nata in questi termini sotto la spinta dell’élite [doveva essere un surrogato della Superlega] ma che involontariamente ha portato qualche elemento di rottura col passato, molte squadre nuove fra le partecipanti, motivo sufficiente per guardarla con curiosità. Il Milan esordisce nello stesso 17 settembre alle 21 aprendo San Siro al Liverpool, il giorno dopo il Bologna aspetta lo Shakhtar Donetsk, l’Inter va a a giocare in casa di Guardiola, il 19 settembre l’Atalanta alle 21 ospita l’Arsenal. Nelle partite della prima giornata ce ne sono sette fra squadre dei cinque tornei dell’eccellenza UEFA: oltre alle due delle milanesi e a quella dell’Atalanta, avremo pure Real Madrid-Stoccarda, PSG-Girona, Atlético Madrid-Lipsia e Monaco-Barcellona. Per chi avesse bisogno di passare in agenzia di viaggi a prenotare, le date e il calendario completo delle otto giornate si trova qui sul sito dell’UEFA 

Se un rischio esiste, fa giustamente notare Jonathan Wilson sul Guardian, è quello di svalutare il valore dei grandi incontri, per fare solo gli interessi della UEFA e non quelli del calcio

Oh, comunque. A proposito. Una cosa che andava detta da un pezzo. Se un giorno Slalom prendesse il potere all’UEFA, metterebbe mano alla Champions in questo modo. 

1] Il nome Champions League viene cassato. Il torneo si chiama Eurolega o campionato europeo. Sono consentite forme linguistiche locali, anche quelle dialettali e in uso presso minoranze o autonomie. Proposte: La Sbregabalon League a Trieste, la Coppa Cagliosa a Napoli, La Sifuniata dei Campioni a Palermo.

2] Partecipano all’Eurolega i campioni di tutti i 55 Paesi riconosciuti dall’UEFA e presenti nel suo ranking. 

3]  Sono previste 9 wild card per raggiungere la quota definitiva di 64 partecipanti. Le 9 wild card sono così assegnate: una alla detentrice del trofeo, due alle finaliste dell’Europa League, una alla vincitrice della Conference League, una a testa ai primi tre paesi del ranking quinquennale, una a testa ai primi due paesi dell’ultimo ranking annuale, a condizione che non siano i tre di prima, sennò tanto vale tenersi la Champions.

Bocciate alcune delle proposte giunte al direttivo da parte di alcune delle correnti: l’ala nerd voleva un posto per la squadra con più possesso palla o più expected goals nella stagione [mi raccomando goals]; l’ala folk chiedeva di riservare un posto per una squadra a scelta di Aurelio De Laurentiis; l’ala romantica esigeva la presenza fissa della Red Star Paris fondata da Jules Rimet; gli extra-slalomentari di sinistra invece un posto fisso per il St. Pauli e l’Union Berlino. L’ala reazionaria non si è espressa, ma ha chiesto partite solo di mercoledì, trasmesse in esclusiva dalla radio e il lancio di un album di figurine non adesive, attaccabili sull’album con la coccoina. 

4] Le 64 squadre così selezionate si sfidano a eliminazione diretta nei 32esimi di finale, andata e ritorno. Chi vince, avanza. Chi perde, ogni mercoledì si guarda un telefilm o una bella serie tv. Stessa cosa succede quando le 32 si affrontano per una seconda cura dimagrante, così da scendere a 16. A questo punto, alla fine dei due turni preliminari, represse nel sangue le proteste della base, le accuse di ipocrisia e di qualcosa-washing, le 16 qualificate vengono divise in 4 gironi da 4, con un sorteggio da organizzare sulla Senna, cerimonia a cura di Thomas Jolly, cantano Taylor Swift e gli Alunni del Sole in reunion. Le prime due di ogni girone vanno avanti come immaginate, quarti di finale, semifinale e finale.  

5] Un punto di penalizzazione per responsabilità oggettiva ai club nei cui stadi si continuerà a gridare The Champioooooons alla fine dell’inno, e non Euroleeeeegaaaaaa. Poi metteremo mano anche all’Eurolega di basket, ma non è il momento, adesso c’è il caffè sul fuoco. 

  PREMIER

Manchester-Liverpool, qualcuno finisce nei guai

Uno scatto d’orgoglio di Erik ten Hag. Da quando sono arrivato, il Manchester United ha fatto meglio del Liverpool. Sappiatelo, sappiatelo o voi che chiedete di veder rotolare la mia testa dopo la sconfitta con il Brighton alla seconda giornata, sappiatelo o voi che guardate i 22 punti di distacco dai Reds terzi in classifica nella stagione: in bacheca vi ho portato due trofei, la Coppa di Lega nel 2023 e la Coppa d’Inghilterra nella stagione scorsa

Richard Tanner sul Telegraph sottolinea allora che ten Hag è convinto di essere sulla buona strada, sebbene le due prestazioni finora ottenute in questa stagione abbiano lasciato molti punti interrogativi sulla squadra

Secondo lo storico del calcio Jonathan Wilson, il Liverpool ha qualche guaio da considerare in prospettiva. È un’analisi maturata a chiusura della finestra di mercato, quando i Reds si trovano con Virgil van Dijk , Mohamed Salah e Trent Alexander-Arnold tutti in scadenza di contratto l’estate prossima. Avere un giocatore chiave all’ultimo anno di contratto è una coincidenza. Avere due giocatori chiave all’ultimo anno di contratto è una coincidenza. Avere tre giocatori chiave all’ultimo anno di contratto inizia a sembrare una negligenza attacca così. 

Nonostante quel che pensasse di lui Gareth Southgate, nonostante quel che pensi di lui tutta l’area del pensiero foot-conservatore, Wilson scrive che la situazione più preoccupante è quella di Alexander-Arnold. Compirà 26 anni a ottobre ed è un talento eccezionale, la sua capacità di giocare in un ruolo ibrido di terzino destro/centrocampista centrale offre al Liverpool un abile passatore di palla che può far male gli avversari da aree insolite. Il modo in cui Slot lo ha utilizzato finora, in particolare nel secondo tempo a Ipswich, suggerisce la sua intenzione di sfruttarlo al meglio in quell’aspetto del gioco. Benché in giro ci sia gente che la diagonale, le coperture preventive, il rientro, la marcatura. Wilson fa anche notare che A-A indossa scarpe Adidas e che il Liverpool è alla vigilia di un passaggio dal baffo Nike alle strisce tedesche. Perderlo a zero – scrive l’editorialista del Guardian – non sarebbe solo un duro colpo per il lato calcistico e commerciale dell’azienda, ma rappresenterebbe anche un duro colpo finanziario per un club che sta già lottando per tenere il passo con il Manchester City e l’Arsenal

Nicky Bandini, ancora sul Guardian, ha invece scritto di Federico Chiesa, alla sua nuova chance di essere all’altezza delle aspettative

Piovono gol di Haaland 

Erling Haaland rischia di diventare una statistica ambulante. Così il Telegraph riassume la sua partita di ieri contro il West Ham: ottava tripletta in Premier League, la seconda in due settimane consecutive, un’estate senza calcio internazionale che lo lo ha ringiovanito. Fanno 11 triplette per il City, 24 in carriera tra club e nazionale, 70 gol in Premier League in 69 partite. Dove Haaland conservi tutti i palloni che porta a casa è poi un’altra questione.  Dal suo debutto in Premier League, ha segnato sei gol in meno di tutto l’Everton. Haaland sembra intenzionato a cancellare la sua forma discontinua dell’autunno scorso ma sarebbe semplicistico affermare che lui sia stato l’unica differenza tra il City e il West Ham

In effetti ce n’è più d’una. Ben Bloom sul Guardian prende la partita e la trasforma in un esempio più ampio. Partite come queste – dice – sono terribili per i tifosi delle squadre avversarie del Manchester City, un club che continua a prendere in giro la presunta natura competitiva della Premier League. Sono ormai nove anni che batte il West Ham, una serie di 18 partite senza vittorie che eguaglia la più lunga striscia contro un singolo avversario. Non c’è da stupirsi che ci fosse un palpabile senso di rassegnazione prima ancora della palla al centro

 


IL TELECOSLALOM 

LO SPORT OGGI IN TV

LA GUIDA ALLA GIORNATA

RUOTE

10.15 Mountain bike, Mondiali: cross country donne Under-23 ed élite – su Eurosport 2 e Rai Sport

11.00 Moto3, GP Aragon: la gara – su Sky Sport

12.00 Mountain bike, Mondiali: cross country uomini élite – Eurosport 2 e Rai Sport

12.15 Moto2, GP Aragon: la gara – su Sky Sport

13.50 Ciclismo | Vuelta di Spagna, tappa-15: Infiesto-Valgrande Pajares Cuitu Negru – su Eurosport 1

14.00 MotoGP, GP Aragon: la gara – su Sky Sport

15.00 F1, GP Italia: la gara – su Sky Sport

20.55 Indycar: Milwaukee, Race 2 – su Sky Sport

ACQUE

14.00 Vela, Louis Vuitton Cup: round robin – su Italia 1, Canale 20, Sky Sport, Mediaset Infinity, il canale YouTube della America’s Cup

Alinghi-Team New Zealand

INEOS Britannia-Orient Express

Alinghi-Luna Rossa

American Magic-Team New Zealand

EUROGOL

14.30 Premier: Newcastle vs Tottenham – su Sky Sport

14.30 Premier: Chelsea vs Crystal Palace – su Sky Sport

17.00 Premier: Manchester United vs Liverpool – su Sky Sport

17.00 Liga: Alaves vs Las Palmas  – su DAZN

17.00 Liga: Osasuna vs Celta – su DAZN

17.30 Bundesliga: Bayern vs Friburgo – su Sky Sport –

19.00 Liga: Siviglia vs Girona – su DAZN

19.15 Liga: Getafe vs Real Sociedad – su DAZN

21.30 Liga: Real Madrid vs Betis – su DAZN

TENNIS

17.00 US Open, giornata-7 – su Sky Sport e SuperTennis

PODEMI

18.00 Serie A femminile: Sassuolo vs Juventus – su DAZN

18.30 Serie A maschile: Genoa vs Verona – su DAZN e Sky Sport

18.30 Serie A maschile: Fiorentina vs Monza – su DAZN

20.30 Serie A femminile: Como vs Milan – su DAZN

20.45 Serie A maschile: Juventus vs Roma – su DAZN e Sky Sport

20.45 Serie A maschile: Udinese vs Como – su DAZN

CALCIOMONDO

20.45 MLS: St. Louis City vs LA Galaxy – su Apple TV

21.00 Brasileirão: Athletico Paranaense vs Palmeiras – Mola Tv 

22.00 Argentina: Independiente vs River Plate – su Sportitalia e Mola Tv

AMERICHE

22.00 Baseball, MLB: Arizona VS LA Dodgers – su Sky Sport 

IL LIVE DI SLALOM..

 

  IL CANALE WHATSAPP

 

Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde qualche aggiornamento quotidiano su temi, discussioni, rubriche pubblicate durante il giorno. Non vi impressionate. È una cosa poco invasiva, riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. Fa molto fico averne uno.


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIRO

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