AMERICHE
Non vincono i 100 metri alle Olimpiadi da vent’anni, non vincono uno Slam nel tennis da ventuno e pure tra i pesi massimi della boxe la storia sta andando da un’altra parte rispetto al ‘74 di Foreman e Ali. ma adesso la Vecchia America si è ripresa il golf. Era da 42 anni che una stagione non si chiudeva con quattro Major su quattro finiti tra le mani di un USA.
L’ultimo spicchio l’ha colto in Scozia Xander Schauffele, tra pioggia e vento, chiudendo il quarto giro del British Open al Royal Troon nove colpi sotto il par, due in meno di Justin Rose e Billy Horschel. Schauffele è quel tipo che aveva iniziato l’anno “con una certa fama di essere un quasi campione del golf” dice Andrew Beaton sul Wall Street Journal. Passava per il miglior giocatore al mondo che non avesse mai vinto un Major. Maledizione, ha perso pure quel titolo. Ne ha messi insieme nel 2024 iniziando al PGA di maggio e ora “non c’è un torneo che cominci senza il suo nome nella lista dei favoriti” continua il WSJ, sostenendo che nell’ultimo giro del British Open, Schauffele abbia “completamente vaporizzato” questa antica fama di incompiuto.
È diventato il numero 3 al mondo, il primo dal Brooks Koepka 2018 a vincere più di un major nello stesso anno. Ed è pure il campione olimpico in carica, a Parigi va per difendere il suo oro di Tokyo. Schauffele è diventato un campione di titoli restando un prodigio di regolarità. Era arrivato a questo Open come l’unico al mondo sempre fra i primi-10 e ha pensato di chiudere così
Alexander Victor Schauffele, 30 anni, californiano. Sua madre è nata a Taiwan, ma è cresciuta in Giappone prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Suo padre Stefan è nato a Stoccarda da madre francese e padre tedesco. Era un aspirante decatleta, nazionale tedesco fino all’età di 23 anni, quando è stato investito da un uomo che guidava ubriaco mentre andava ad allenarsi. Durante la convalescenza, si è interessato al golf. Quando si è trasferito negli Stati Uniti, ha cominciato a lavorare in un’accademia di San Diego e poi da assistente professionista alle Hawaii. Nel frattempo aveva incontrato la signora Chen Ping-Yi e l’aveva sposata nel giro di tre mesi. Nuovo trasferimento in Germania, dov’è nato Nico, nuovo ritorno a San Diego, dov’è nato Xander.
La passione di Stefan per il golf è arrivata a entrambi. Stefan è stato l’allenatore dello swing di Xander da quando era un bimbo di 9 anni, praticamente fino a poco fa, il novembre scorso, quando il bimbo ormai trentenne gli ha detto, sai una cosa pa’, facciamo in un altro modo. Ha iniziato a lavorare con Chris Como, ex coach di Tiger Woods, ed eccoci qua.
Due dei bisnonni di Schauffele hanno giocato a calcio. Johann Hoffmann è stato un nazionale austriaco, Richard Schauffele è stato nello Stoccarda e poi un discreto praticante di lancio del disco, del giavellotto e del peso. Lo stesso Xander ha preso a calci un pallone da ragazzo, solo che mollò tutto quel giorno in cui il suo allenatore gli disse che non poteva spingersi in attacco, doveva restare a fare il mediano davanti alla difesa. Se non poteva mettere il pallone in porta, tanto valeva mettere la palla in buca.