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| EURO 2024
È arrivato il nono autogol degli Europei, l’ha contro-segnato Vertonghen, anche simbolicamente l’ultimo chiodo sulla bara di una generazione belga che ha finito il suo tempo. La Francia si è qualificata per i quarti di finale ma continua a non aver costruito un gol su azione tutto suo: finora due autogol e un calcio di rigore.
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TENNIS..
I MESTIERI DI WIMBLEDONRITI I campioni spagnoli che regnavano sul Roland-Garros negli anni Novanta la odiavano. Ivanisevic la bucava. Djokovic la bruca. Federer ci si inginocchiava come un tempo Borg. Quindici giardinieri lavorano tutto l’anno affinché il manto si presenti splendido quando arriva l’ultimo lunedì di giugno e si ripete lo stesso rito di sempre. John McPhee in Tennis ha reso eterno il magistero di Robert Twynam, lo storico capo giardiniere del circolo per oltre 40 anni. Uno dei mestieri invisibili di Wimbledon, da celebrare ogni volta che ricomincia il torneo più fascinoso al mondo.
LE GUIDE INUTILI DI SLALOM | COSA VEDERE OGGI
① GAUFF VS DOLEHIDE L’ERBIVORA CHE NON SA DI ESSERLO La rivista Tennis seleziona ogni giorno tre partite imperdibili, così come fa il sito ufficiale del torneo che ne sceglie cinque. Qui le frulliamo e ve le segnaliamo, qualcosa ogni tanto aggiungiamo noi. Come sempre insomma. Chi batte le strade di Slalom, lo sa. Insomma. Cori Gauff ha una nuova testa di serie e una testa nuova. È diventata la numero #2 del mondo e si è fatta bionda. Commento: oooh. Scegliete voi per quale delle due avventure. È la prima volta che è si trova così in alto nel tabellone di un Major. Il vantaggio: non è nella stessa metà di Iga Swiatek. Ma prima di arrivare a guardare in faccia la polacca numero #1, dovrà superare una serie di prove, la prima delle quali la connazionale americana Dolehide, numero #51 al mondo. Ha 25 anni e non ha mai vinto partita in tabellone a Wimbledon, ma è un’attaccante pura, purissima, più di tante altre giocatrici con un dritto in presa western e il rovescio a due mani. Sintesi: ha un gioco adatto all’erba ma non l’ha ancora dimostrato. Ha fatto intravedere qualcosa raggiungendo i quarti a Birmingham. Ha perso 2 volte su 2 con Cori, ma tre dei quattro set giocati sono finiti 7-5 o 7-6. Wimbledon è il luogo dell’epifania di Gauff: qui eliminò Venus Williams e si fece conoscere. Ma l’anno scorso è uscita al primo turno contro Sofia Kenin, una sconfitta che l’ha spinta ad assumere Brad Gilbert come suo allenatore. Da allora è arrivata almeno in semifinale in tutti i Major. ② OSAKA VS PARRY L’ERBIVORA CHE NON SA DI ESSERLO Dice il sito del torneo che Osaka è nel mondo dei sogni. Nel senso che si trova in una situazione-condizione che forse non immaginava più di poter vivere. È andata a tanto così dal far fuori Iga Swiatek al Roland-Garros, nello sport contemporaneo una delle due-tre imprese più ardue da raggiungere. Quel match point ci disse che Naomi era tornata, ma adesso deve dimostrarlo ogni volta, altrimenti era solo un lampo. Torna a Wimbledon per la prima volta dal 2019, un torneo al quale non ha mai dato molta importanza. Il suo allenatore, Wim Fissette, ha detto in passato che era nervosa, spaventata dalla possibilità di scivolare. Ora sia Osaka sia Fissette garantiscono che quei giorni di incertezza sono alle spalle. In quest’avvio d’estate ha giocato due tornei e ha vinto 2 partite su 4. Mmm. Parry è una francese di 21 anni, minuta e talentuosa, la numero #53° al mondo. Dice Tennis che come molte delle sue connazionali, ha un discreto istinto per l’erba. Ha un record di 3 vittorie in 5 partite a Wimbledon, ma soprattutto ha raggiunto le semifinali a Nottingham all’inizio del mese. “Ha la mano e il senso del campo per giocarsi la partita, potrebbe non avere la potenza di fuoco per vincerla”. ③ BERRETTINI VS FUCSOVICS L’ERBIVORA CHE NON SA DI ESSERLO Bentornato Matteo, dicci come stai. Bentornato sull’erba che cara ti fu tre anni fa, in quel 2021 indimenticabile per lo sport italiani, campioni d’Europa nel calcio, 40 medaglie ai Giochi, il primo tennista in finale a Wimbledon, la nazionale del basket che andò a vincere in Serbia per qualificarsi alle Olimpiadi. Dopo è successo altro, molto altro, Berrettini è in rehab tennistica. Tennis avverte: sulla carta mancano partite di alto profilo nel primo turno del tabellone maschile. Ma questa no, questa è bella, un match “violento e di forza bruta” – peccato su un campo laterale, o meglio per chi ha preso un biglietto Grounds. Chi vince, si becca probabilmente Sinner al secondo turno. C’è un solo precedente e l’ha vinto l’ungherese, in carriera arrivato una volta ai quarti di Wimbledon: “Può reggere il confronto con chiunque dal punto di vista fisico”. Il sito del torneo la butta lì, illuminando angoli inquieti del sentimento mamelico. “Cosa succederebbe se il tentativo di Sinner di fare la storia a Londra venisse frustrato da un altro italiano?”. Brrr. ④ SINNER VS HANFMANN COME SI STA DA NUMERO 1 IN UNO SLAM Eccolo qua, Jannik, improvvisamente così poco Jannik – e noi tutti pronti a saltargli alla giugulare se dovesse mostrare qualche crepa. È così poco vicino allo Jannik finora raccontato quando mette un abito scuro Gucci e se ne va a una cena organizzata dalla casa di moda per celebrare la sua ascesa ai vertici del tennis. Tra gli ospiti: il Ken di Barbie in forma umana [Ryan Gosling] insieme con Salma Hayek. Inoltre stamattina Gaia Piccardi sul Corriere della sera indugia sulle risate con Anna Kalinskaya. “C’è stato un tempo, non remoto, in cui se chiedevi a Jannik Sinner dell’amore si avventurava in cervellotici ragionamenti sulle priorità della vita (il tennis) e sull’alto rischio di odio social in caso di brutte figure in campo. Erano i mesi dell’osceno tribunale collettivo sull’amore Berrettini-Satta, una caciara che al barone rosso ha insegnato tanto. Ma ora la classifica è consolidata, la sua serietà sul lavoro un assioma, lo Slam con cui ha rotto il ghiaccio (Australian Open a gennaio) in saccoccia. Il prossimo passo sarà arrivare insieme ad Anna Kalinskaya all’evento dello sponsor o farsi vedere per mano ai tornei, il loro habitat naturale”. ⑤ RADUCANU VS ZARAZUA NON CALPESTARE I FIORI NEL DESERTOÈ assai gustoso l’accostamento proposto dal sito del torneo per ciò che aspetta Emma Raducanu. È stata in visita al college dell’Università di Oxford, le piacerebbe studiare lì una volta chiusa la carriera tennistica, ma si è imbattuta ina una serie di cartelli che dicevano: “Per favore, non giocate sull’erba”. Solo i professori e pochi fortunati possono entrare. “In un certo senso – si legge – andare a Oxford ha molto in comune con Wimbledon: i codici di abbigliamento, le antiche tradizioni e il senso del privilegio di passeggiare sui prati”. Raducanu ha saltato Wimbledon la scorsa estate per gli interventi ai polsi e alle caviglie, Torna con una wild card contro una lucky loser, la messicana Zarazua, la #98 al mondo che ha costruito il suo percorso in tornei di secondo piano. Ha preso il posto della ritirata Ekaterina Alexandrova, che aveva la testa di serie #22 ⑥ ALCARAZ VS LAJAL COME SI STA DA NUMERO 1 IN UNO SLAMRoland-Garros, Ibiza, Wimbledon: dice il sito del torneo che si tratta probabilmente dell’itinerario estivo perfetto. È il percorso di Carlitos Alcaraz, andato a far festa sull’isola tra i due tornei del Grande Slam. “La scelta della destinazione per le vacanze è l’unica cosa ordinaria di Alcaraz Se riuscisse a conservare il titolo, entrerebbe a far parte di un club molto esclusivo, persino più esclusivo di qualsiasi club da lui visitato a Ibiza, il club di chi ha vinto Parigi e Londra nella stessa stagione”. Sono cinque signori in tutto, solo due prima dell’avvento dei Tre Maghi: Rod Laver, Bjorn Borg, Rafa Nadal, Roger Federer e Novak Djokovic. MAMELISMI | L’ITALIA IN CAMPO Fabio Fognini vs Van Assche | Matteo Arnaldi vs Frances Tiafoe | Matteo Berrettini vs Marton Fucsovics | Jannik Sinner vs Yannick Hanfmann | Mattia Bellucci vs Ben Shelton | Lorenzo Sonego vs Mariano Navone | Jasmine Paolini vs Sara Sorribes Tormo | Martina Trevisan vs Madison Keys | Sara Errani vs Linda Noskova
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VITE OLIMPICHE..
IL RECORD DEL MONDO DI SYDNEY MCLAUGHLIN-LEVRONETRIALS ATLETICA Corre poco, si vede di rado, se non ci sono di mezzo i Mondiali un suo duello con Femke Bol ha la frequenza del passaggio di una cometa. Sydney McLaughlin si vede così di rado da essere diventata il simbolo dell’atletica da cambiare. Quando Michael Johnson ha immaginato un’organizzazione diversa del suo sport, ha fatto il suo esempio. Non solo. L’ha messa per prima sotto contratto per il nuovo circuito in stile western, duelli e trielli in giro per il mondo. Ma quando c’è, quando Sydney McLaughlin-Levrone si presenta su qualche pista e corre, capisci che puoi inventarti tutte le formule che vuoi, forse i duelli sono superflui. Corre da sola. Vince facendo jogging, come hanno scritto in America, e quando va a tutta ci scappa il record del mondo. Lo ha battuto di nuovo ai Trials, due anni dopo l’ultima volta. A un mese all’incirca dalla gara di Parigi ha corso i 400 ostacoli in 50.65, qualificandosi per la sua seconda Olimpiade. Solo la caduta di un meteorite o l’invasione degli alieni avrebbero potuto privarla di un posto a Parigi. «Non me lo aspettavo» ha detto a Lewis Johnson di NBC Sports pochi istanti dopo aver tagliato il traguardo di Eugene. «Sono stupita, sconcertata, sotto shock». Sydney, fai uno sforzo e figurati tutti noi come stiamo. Il suo tempo è stato così veloce che quattro delle nove finaliste dei 400 metri piani della scorsa settimana sono state più lente di lei con gli ostacoli. Se Sydney corresse contro gli uomini italiani, solo in quattro la batterebbero. Si è qualificata insieme ad Anna Cockrell e Jasmine Jones.
La serata dei Trials è stata storica non solo per il suo record, sono stati stabiliti i record dei Trials in tutte e sei le finali. Uno appartiene aRai Benjamin, la medaglia d’argento olimpica in carica sui 400 ostacoli,. Ha corso in 46,46, il tempo più veloce al mondo, più veloce anche di Karsten Warholm, quello scalmanato norvegese che si prende a schiaffi sulla liena di partenza. Due olimpionici alle prime armi, CJ Allen e Trevor Bassitt, vanno a Parigi con lui. Ci sono novità in arrivo da Quincy Wilson, il fenomeno del liceo che è stato una delle stelle ai Trials, il principale motivo di stupore in pista. Il sedicenne della Bullis High nel Maryland è stato invitato a far parte della squadra da sei per la staffetta 4x400. Così ha detto al Washington Post il suo allenatore, Joe Lee. In genere i primi tre dei 400 metri entrano automaticamente nella formazione: dunque Quincy Hall. Michael Norman e Chris Bailey. La tradizione vuole che a Vernon Norwood, il quarto classificato, sia offerto un altro posto, e che gli ultimi due siano a discrezione degli allenatori. Wilson è arrivato sesto in finale e ha corso i 400 in meno di 45 secondi in tutti e tre i turni. Portare Wilson a Parigi significa fargli fare esperienza di un evento che frequenterà spesso nei prossimi anni. Ha già firmato alcuni contratti con delle aziende. La staffetta deve distribuire un carico di fatica su più turni. Wilson può tornare utile in batteria, mentre per la finale è assai probabile che una maglia sia a disposizione di Rai Benjamin, il campione dei 400 ostacoli, il più grande sponsor in pubblico della convocazione del piccolo Quincy.
Il miglior tempo dei Trials sui 100 OSTACOLI non cadeva da 24 anni, ci ha pensato Masai Russell a correre in 12,25, la migliore misura mondiale dell’anno. Alaysha Johnson ha fatto il personale con 12.31, qualificandosi per Parigi insieme a Grace Stark, terza con lo stesso tempo. Sono fuori due ragazze salite sul podio olimpico in passato: l’argento 2016 Nia Ali è arrivata quarta [12.37], l’argento 2021 Keni Harrison ha chiuso sesta [12.39]. Nel LANCIO DEL GIAVELLOTTO Maggie Malone-Hardin ha fatto con 64,58 il nuovo primato USA, davanti a Kara Winger e Madison Wiltrout, rimaste però sotto lo standard richiesto di 64 metri. Dovranno sperare nel ripescaggio da ranking. Nel MARTELLO FEMMINILE Daniel Haugh ha lanciato la migliore misura stagionale con 79,51. Nella prima esperienza olimpica ai Giochi di Tokyo, si era piazzata solo 12esima. Con la misura di stanotte avrebbe vinto l’oro e avrebbe battuto tutte anche ai Mondiali di un anno fa. Rudy Winklerva alla sua terza Olimpiade con 78,89, a sua volta migliore del lancio che diede il primo posto nel 2021 alla polacca Anita Włodarczyk. Terza Justin Stafford a 77,07 ma dovrà qualificarsi tramite il ranking perché ha mancato la misura minima di 78,20, uno standard elevatissimo. Dal SALTO IN ALTO MASCHILE nulla di così rilevante. Shelby McEwen si è qualificato con 2,30, Caleb Snowden e Tyus Wilson hanno fatto secondo e terzo, ma nessuno dei due ha lo standard olimpico, il loro posto a Parigi è in sospeso e potrebbe prenderselo JuVaughn Harrison, medaglia d’argento mondiale, ma fermato da tre nulli a 2,24. Nei 5.000 MASCHILI Grant Fisher ha bissato la prova sui 10.000 superando Abdihamid Nur a pochi passi dalla fine. Ha corso in 13: 08.85, un crono da decimo posto olimpico. È speciale invece la storia di Nur, 25 anni, penultimo di otto figli, nato in Somalia prima che sua madre portasse tutta la famiglia in Kenya e poi in America. Nur è cresciuto ad Apple Valley, in Minnesota, e ha preso il passaporto americano. Bryce Hoppel ha vinto la finale maschile degli 800 METRI in 1:42.77 secondi, poco distante dal primato americano di Donavan Brazier [1:42.34]. Sarà la sua seconda Olimpiade, mentre Hobbs Kessler, 21 anni, sarà il primo atleta statunitense dopo Rick Wohlhuter nel 1976 a qualificarsi sia negli 800 sia nei 1.500, una cosa antica, classica, britannica, alla Ovett, alla Coe. Brandon Miller col terzo posto si è qualificato per la prima volta. C’è una doppietta da correre anche per Elle St.Pierre, terza nei 1.500 METRI, dopo essersi qualificata cneh per i 5.000. Ha corso in 3:55.99, alle spalle di Nikki Hiltz [3:55,33] ed Emily Mackay [3:55.90]. Nel SALTO CON L’ASTA FEMMINILE Katie Moon andrà a difendere il suo titolo. Ha saltato 4,73 ma è stata battuta da Bridget Williams, la campionessa dei Panamericani 2023, per la prima volta ai Giochi. La stagione 2024 di Moon è stata perseguitata da una tendinite che lei definisce tuttora dolorosa e persistente. Brynn King è arrivata terza con la stessa misura. Salif Mane ha fatto il personale nella finale del SALTO TRIPLO MASCHILE con 17.52 e sarà a parigi con Donald Scott, mentre è a rischio la posizione di Russell Robinson, stanotte balzato a 17.01, ma sotto il 17,22 richiesto dalla federazione. |
| AMERICHE..
SIMONE BILES RITORNA AI GIOCHI GINNASTICA ARTISTICA
Era la stella più attesa dei Giochi, fu uno dei dolori di Tokyo. Doveva portare un esercizio mai visto, scoprì che le mancava l’equilibrio. Simone Biles si sentì all’improvviso disconnessa dal corpo e dal suo controllo, faceva i conti con un dramma che aveva provato a tenere al guinzaglio, scoprimmo con lei cos’erano i twisties. Tre anni dopo è qua, quarta donna americana a far parte di tre squadre olimpiche di ginnastica, all’età di 27 anni la più anziana a essersi qualificata per un’Olimpiade. Ha vinto il concorso generale ai Trials con il punteggio di 117.225. «Sapevo che la mia carriera non era finita dopo Tokyo – ha detto Biles – solo tornando in palestra e lavorando duro, fidandomi di Cecile e Laurent Landi sarei tornata». Con lei vanno a Parigi tre reduci della trasferta in Giappone, tre ragazze che condivisero con lei lo smarrimento per un’Olimpiade che stava andando da un’altra parte, un clima cupo, senza gioia: Suni Lee, Jordan Chiles e Jade Carey, più la matricola Hezly Rivera, tutte staccate di 6 punti nella classifica. “Solo una settimana fa – scrive The Athletic – Alicia Sacramone Quinn si preoccupava della straziante decisione che lei e due colleghe avrebbero dovuto prendere per determinare la squadra olimpica del 2024. Avevano tonnellate di domande e troppe opzioni, tanto che Quinn temeva di dover fare il suo lavoro. A quanto pare, le basterà tornare alla selezione di Tokyo“ Quando Simone Biles ha chiuso la prova, la sua famiglia seduta nella sezione 109 del palazzetto è balzata in piedi e l’ha raggiunta rapidamente al centro del Target Center. “La sua routine – racconta The Athletic – non è stata perfetta e nemmeno la sua serata. È caduta anche dalla trave. Ma tre anni dopo aver abbandonato le Olimpiadi e dopo aver trascorso ben due anni lontana dallo sport, la straordinaria prestanza fisica e la sua capacità di sfidare la gravità sono forse persino migliori di prima”. È la stessa squadra, dice la rivista americana, ma non sono più le stesse donne. Biles ha ringraziato la terapeuta del giovedì. “Hanno tutte attraversato delle difficoltà: insicurezza, infortuni, malattie, in alcuni casi una combinazione di tutte e tre le cose. Hanno imparato che arrivare alle Olimpiadi non significa avercela fatta e che una divisa del Team USA non è un’armatura. Non ti protegge, né ti rende immune alle difficoltà“. Suni Lee, per esempio. E’ la detentrice dell’oro, anche lei si porta dietro una storia di sofferenza e di ricerca di sé stessa. Dal giorno del trionfo di Tokyo convive con la sindrome dell’abusiva, pensa di aver sottratto qualcosa a Simone e pure alla brasiliana Rebeca Andrade, medaglia d’argento: se non fosse uscita dallasuni lee pedana dopo il primo passaggio della sua routine a terra, se avesse tenuto dentro il perimetro del materassino un piede, le posizioni in classifica sarebbero invertite. Ne ha scritto tempo fa Emily Giambalvo sul Washington Post. Nel giro di pochi giorni la squadra statunitense ha perso diverse figure di punta, tra cui la sei volte medaglia mondiale Shilese Jones , fuori dalla competizione dopo aver gareggiato alle parallele asimmetriche nella prima notte. Lo stato del suo infortunio non è noto. Skye Blakely si è ritirata dalla competizione per essersi infortunata al tendine d’Achille nell’ultima sessione di allenamento, Kayla DiCello è caduta al volteggio per lo stesso crac. IL VOLTO NUOVO La finale a squadre olimpica segue un formato che in inglese chiamano “three up, three count” nel quale tre atlete competono su ogni attrezzo e tutti e tre i punteggi contano. la presenza di Rivera in squadra si spiega con qualche punto debole delle veterane alle parallele asimmetriche e alla trave. Le USA le chiedono di portare qualche decimo di punto in più- È la campionessa nazionale junior del concorso individuale generale 2023. Ha fatto il suo debutto nella élite senior all’inizio di quest’anno. Ha appena compiuto 16 anni all’inizio di giugno. Non ha molta esperienza a livello internazionale, ma è stata membro della squadra che ha vinto l’argento ai Mondiali jr lo scorso anno. Viene da Oradell, New Jersey, si allenava con Maggie Haney, allenatrice nel 2016 di Laurie Hernandez, ma attualmente sospesa per cinque anni dalla USA Gymnastics per abusi verbale ed emotivi nei confronti delle atlete. Rivera e la sua famiglia si sono trasferite in Texas dove ora si allena alla WOGA con Valeri Liukin, che ha guidato sua figlia Nastia al titolo olimpico nel 2008. Rivera alla trave è questa ragazza qui. La cosa sorprendente è che dopo 6 minuti di esercizio, non entra Mazzola. [battuta per Boomer]
LA STRATEGIA DEI CANI Lui si chiama Beacon, ed è un golden retriever. Ha iniziato a lavorare con la federazione lo scorso anno, come parte di un programma che punta a trasformare la cultura tossica di questo sport. Così dice il New York Times che racconta la storia con Juliet Macur. Ha 4 anni [Beacon, non Juliet Macur] e “con una morbida pelliccia bionda che profuma di champagne e shampoo al lampone” ha il compito di togliere stress alle ginnaste americane negli eventi principali, tra cui questi Trials. Joscelyn Roberson la considera la cosa migliore che USA Gymnastics potesse fare. Beacon è gestito dalla sua padrona Tracey Callahan Molnar, ex ginnasta nella ritmica e allenatrice di lunga data, “svolge un ruolo affettuoso e rassicurante nell’ambito degli sforzi per la protezione del benessere mentale in questo sport”. Porta al collare il badge con la scritta STAFF ed è una scheggia delle misure prese, tra cui la presenza di uno psicologo dello sport del comitato olimpico e paralimpico USA in una stanza buia e silenziosa all’interno dell’arena, i consigli e i discorsi di incoraggiamento dell’ex campionessa Carly Patterson, la consulenza di medici locali e professionisti della salute mentale durante tutti gli eventi nazionali. La dottoressa Maggie O’Haire, ricercatrice presso il College of Veterinary Medicine dell’Università dell’Arizona, resta sempre affascinata dalla reazione che gli esseri umani scoprono nella relazione con un cane. “Accarezzare un cane – dice il Nyt – riduce la percezione umana di una situazione stressante e diminuisce anche la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e il cortisolo, l’ormone dello stress”. Così, dietro l’apripista Beacon sono arrivate altre 19 squadre di addestratori con i loro animali: Gus, Gilly, Twiggy, Luna, Molly, principalmente golden retriever e labrador. |
RASSEGNA..
CHE COSA SI DICE STAMATTINA IN GIROEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. La Spagna celebra la sua Nazionale dominante agli Europei di calcio, l’Inghilterra lo scampato pericolo contro la Slovacchia. In Italia processo agli azzurri, in Francia si godono l’avvio del Tour con due tappe su due dei corridori di casa.
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