Diario dell’8 giugno

 

COSA STAI PER LEGGERE

 

     DI CHE COSA SI PARLA Il Super-sabato dell’atletica italiana c’è stato per davvero. Le canottiere azzurre già a 10 medaglie in due giorni, e cinque sono state d’oro.

 

TENNIS Iga Swiatek ha vinto il quarto Roland-Garros della sua carriera. La prossima avversaria? Chris Evert

DISCUSSIONI Campioni nel deserto: gli spalti del Roland-Garros vuoti, i pochi biglietti venduti per gli Europei di atletica [QUI]

EUROGOL L’ultimo test per Spalletti prima di partire.

AMERICHE Il segreto dei Boston Celtics: il suo tiratore più schifoso. [QUI]

RUOTE Verstappen si è fatto sfilare un’altra pole position. Delfinato: a Roglic sta bene il giallo, Evenepoel dicci cosa vuoi fare da grande.

VITE OLIMPICHE Il Tour de Flamme: la fiaccola olimpica dalla Bretagna ai territori d’Oltremare

GLI ANNI CON IL QUATTRO L’estate che Diego/8 giugno 84: Ormai è saltato tutto, niente Napoli. il Barcellona ha deciso di tenersi Maradona [QUI]


VITE OLIMPICHE

IL SUPER-SABATO TANTO ATTESO

GLI EUROPEI DI ATLETICA

Eh sì, era davvero un Super-sabato. Dopo il Super-venerdì delle donne, con gli ori di Antonella Palmisano e Nadia Battocletti, l’argento di Valentina Trapletti e quello della staffetta mista trascinata da Alice Mangione, gli uomini che non dovevano sbagliare non hanno sbagliato: Leonardo Fabbri ha vinto l’oro nel getto del peso, Lorenzo Simonelli nei 100 ostacoli, Marcell Jacobs nei 100. Inoltre: argento per Mattia Furlani nel salto in lungo, per Chituru Ali nei 100, bronzo per Fortunato nella 20 km di marcia.    

 

IL MEDAGLIERE DOPO IL GIORNO-2

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RUOTE

UN’ALTRA POLE SFUGGITA A VERSTAPPEN

IL GP DEL CANADA

A questo siamo, in sostanza. Contiamo ciò che Max Verstappen non riesce e vincere. È vero che quest’anno lascia sulla strada più briciole di Pollicino, ma è anche vero che alle sue spalle non c’è nessuno che le raccolga con continuità. In Canada per esempio è ri-sparita la Ferrari. La pole position è andata a George Russell, che ha fatto segnare lo stesso tempo al millesimo dell’olandese, ma più tardi, dunque parte davanti.

Charles Leclerc e Carlos Sainz sono usciti dalla caccia alle pole al termine del Q2: partiranno affiancati in sesta fila. Chi ne sa, parla di qualifica compromessa dalle scelte delle gomme, ma anche le tre sessioni di prove libere non erano state le Terra promessa. Nel Q1 è uscito di scena Sergio Pérez, che ha appena rinnovato il contratto con la Red Bull.
Nella terza sessione di libere, la F1 sembrava fosse a Fiuggi. Con vent’anni di meno, aveva salutato il miglior tempo di Lewis Hamilton. 

Daniele Sparisci sul Corriere della sera scrive che Charles Leclerc non mentiva, non era pre-tatticaquella di venerdì, quando diceva: siamo lenti. Pessime sensazioni, un feeling tremendo con la stessa macchina con cui due settimane fa volava a Montecarlo per prendersi la pole più importante della sua carriera. Come è possibile – si domanda il Corriere della sera – una simile inversione di tendenza? Bisognerà indagare sulla mancanza di prestazioni e anche sulle scelte strategiche del muretto. È stata la peggiore qualifica della stagione per la Ferrari su un circuito teoricamente amico,

    GIRO DEL DELFINATO

REMCO, DICCI COSA FARAI DA GRANDE

Primoz Roglic ha vinto anche la settima tappa, da Albertville a Samoens 1600 con arrivo in salita, rafforzando la sua maglia gialla e preparandosi al successo finale di domenica. Ha preceduto l’americano Matteo Jorgensen, al terzo posto Giulio Ciccone a 2 secondi. Remco Evenepoel è sprofondato, ha preso 1’46” di ritardo e forse bisognerà chiedersi che tipo di corridore vuole e può davvero diventare. Ora in classifica generale Roglic ha 1’02″di vantaggio su Jorgensen e 1’13” sul canadese Derek Gee. Ciccone è nono a 2’54”.


PALAZZETTI E DINTORNI

LA VIRTUS HA PAREGGIATO LA SERIE

LA FINALE SCUDETTO

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Spavento, tormento e talento. La Virtus Bologna è stata sull’orlo dello 0-2 nella serie scudetto con l’Olimpia Milano. È andata sotto di 12 nel secondo quarto [12-24], ha rimontato e nel finale ha resistito al ritorno dei campioni d’Italia. Decisivi i 21 punti di Shengelia, insufficienti i 13 di Hall e Mirotic. Adesso, la serie va a Milano, e Bologna deve vincerne una per riprendersi il vantaggio del fattore campo.

Giuseppe Sciascia sul Corriere della sera la chiama una dose extra di energia per pareggiare i conti con Milano

Umberto Zapelloni su Foglio Sportivo considerava prima della partita: Gara 1 è il trailer perfetto della stagione Olimpia che tante volte è stata inguardabile e altre volte si è trasformata come la Bella Addormentata dopo il bacio del Principe Azzurro. Una squadra troppo incostante che nella stessa partita riesce a farsi prendere a sberle e a far innamorare. Vincere lo scudetto numero 31, il terzo di fila, può salvare la stagione, ma non deve bastare per essere contenti. Conquistare l’Italia non basta per una squadra con il budget e le ambizioni dell’Olimpia. Il presidente Messina sa che l’allenatore Messina ha sbagliato troppe scelte anche quest’anno, soprattutto in Eurolega, la formula del plenipotenziario può bastare a collezionare gli scudetti, ma dovrebbe far riflettere una proprietà giustamente ambiziosa e da sempre orientata oltre i confini con il suo core business.

Roberto De Ponti sul Corriere della sera: La finale scudetto è anche il confronto tra due allenatori che si stimano e si rispettano: Banchi è quello che a Bologna ha accompagnato in campo Messina per proteggerlo dagli insulti che i suoi ex tifosi (a lui, che la Virtus l’ha allenata dal 1997 al 2002, regalandole 3 scudetti, 2 Euroleghe, 1 Coppa Coppe e 4 Coppe Italia) erano pronti a vomitargli addosso. Due allenatori condannati a vincere questa finale, tornata dopo 17 anni al meglio delle 5 partite. Se sei l’Olimpia, se ingaggi il miglior giocatore (o quasi) d’Europa, Nikola Mirotic, e poi fallisci la Supercoppa, perdi la Coppa Italia in finale con Napoli nemmeno qualificata ai playoff e soprattutto sbandi paurosamente in Eurolega, alternando prestazioni super (poche) con le prime della classe a sconfitte sconcertanti (molte di più) con avversarie di caratura decisamente inferiore, se non vinci almeno lo scudetto allora ti chiedono il conto.

VIRTUS BO 72

Belinelli 8 (2/4 da 2, 1/6 da 3, 1/1 tl), Pajola 4 (2/3 da 2), Shengelia 21 (6/13 da 2, 3/6 da 3), Dunston 0, Cordinier 9 (4/5 da 2, 1/2 tl), Lundberg 4 (1/4 da 2, 2/2 tl), Hackett 5 (1/1 da 3, 2/2 tl), Mickey 11 (5/6 da 2, 1/2 tl), Polonara 10 (3/3 da 2, 4/5 tl), Zizic 0, Abass 0. N.e.: Mascolo

 

64  OLIMPIA MI

Tonut 9 (3/6 da 2, 1/3 da 3), Melli 7 (2/5 da 2, 1/2 da 3), Napier 9 (2/5, 1/5, 2/2 tl), Shields 5 (2/5 da 2, 1/1 tl), Mirotic 13 (1/4, 3/9, 2/2 tl), Ricci 0, Flaccadori 2 (1/3 da 2), Hall 13 (3/3, 2/4, 1/2 tl), Hines 4 (1/2 da 2, 2/3 tl), Voigtmann 2 (1/1 da 2). N.e.: Bortolani, Caruso.


EUROGOL.

L’ULTIMO TEST PER SPALLETTI

EURO 2024 | -7 GIORNI

Un’altra Italia va in campo contro la Bosnia, ultima amichevole prima degli Europei. Spesso l’ultimo test si rivela un naufragio, almeno così ce lo raccontiamo, nell’imminenza specialmente degli eventi che poi diventano luminosi. Non è sempre vero, ma la fabula segue quel vento là. Insomma, dopo il test  poco convincente con la Turchia, Spalletti pare che stia preparando un turnover spinto. Prove di difesa a tre titola il Corriere dello sport-stadio, e altri la penso allo stesso modo. A Empoli contro la Bosnia prende quota il 3-5-2 con Scamacca e Raspadori davanti, Cambiaso chiave tattica.

Alessandro Bocci scrive, ancora sul Corriere della sera, che sarà una Nazionale diversa, nel sistema di gioco e negli uomini, Spalletti spera anche nel ritmo e nella convinzione. Dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1, il calcio liquido resta il comune denominatore. Sarà la vetrina di Buongiorno, Fagioli e Scamacca, il primo e l’ultimo potrebbero essere titolari sabato prossimo nell’esordio a Dortmund contro l’Albania e lo juventino è una possibilità se non dovesse recuperare Barella. Intanto, stasera lo vedremo accanto a Jorginho, una sorta di doppio play di manciniana memoria, ma non è bene lasciarsi suggestionare troppo dai ricordi dolci dell’Europeo di tre anni fa, che abbiamo vinto a Wembley. Spalletti, con sano pragmatismo, ci ricorda «da dove veniamo. Siamo partiti da una mancata qualificazione al Mondiale in Qatar, una ferita aperta».  

Paolo Tomaselli sul Corriere della sera ha invece sentito Antonio Di Gennaro sulla convocazione di Folorunsho, perché Di Gennaro è stato con Galderisi e Tricella l’ultimo calciatore del Verona convocato per un grande evento:  «Non avevo dubbi che esplodesse in A — dice Antonio Di Gennaro — Folorunsho può fare più ruoli e il c.t. lo ha portato anche per questa sua duttilità: nasce mezzala nel 3-5-2, ma con Baroni ha giocato nella mediana a due, trequartista, anche seconda punta e Spalletti a Coverciano l’ha utilizzato dietro alla punta nel 3-4-2-1: ha stazza, colpo di testa, è “cattivo” nel pressing, sa accelerare con la palla al piede e ha la capacità di tirare da fuori, anche da fermo». 

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L’INGLESE CHE NON C’E’

Ci sono due grandi assenti che rendono le nostre conversazioni al pub più divertenti, Grealish e Maguire. Il primo pare non si sia ancora ripreso dalla sbronza post treble dello scorso anno. Il numero dieci del Manchester City quest’anno ha discretamente fatto cagare, per dirla in modo elegante, ma tenere fuori uno come lui – che anche dalla panchina è in grado di cambiare le partite, e scusate il raisportismo – suona tanto come un atto di hybris da parte di Soutghate. Le cronache raccontano di compagni sotto shock e di lui sconvolto nel lasciare il ritiro dei preconvocati. Certo, Grealish è il classico giocatore che catalizzerebbe metà delle domande all’allenatore in conferenza stampa – perché gioca titolare? Perché è in panchina? Perché non è entrato? Perché lo ha fatto entrare se poi non ha inciso? – ma privarsi di uno così all’Europeo è come gestire un pub e non avere la Guinness in menu: va bene, ci sono le altre birre, ma vuoi mettere?di jack ‘o malley, il Foglio Sportivo

Nelle ultime amichevoli di alcune nazionali prima degli Europei, due delle avversarie dell’Italia nel girone hanno vinto bene. La Spagna ha battuto l’Irlanda del Nord per 5-1, la Croazia ha battuto per 2-1 il Portogallo. Il Belgio ha fatto 3 gol al Lussemburgo, Svizzera e Austria hanno pareggiato 1-1, l’Ungheria ha battuto 3-0 Israele. Tre gol anche della Danimarca alla Norvegia, la più grande esclusa dagli Europei. 


TENNIS..

IL QUARTO TITOLO DI SWIATEK

   IL ROLAND-GARROS

Iga Swiatek aveva quasi perso al secondo turno. Ha danzato sul filo sottile dell’eliminazione quando Naomi Osaka l’ha messa spalle al muro con un match point, un match point che era l’annuncio di un ritorno e la promessa di una seconda carriera. Il resto è stata tutta discesa, compresa la finale con Jasmine Paolini, domata agilmente, da signora della terra. All’età di 23 anni ha aggiunto un quarto titolo del Roland-Garros a quelli del 2020, 2022, 2023. Ha raggiunto Helen Willis Moody e Justine Henin, in cima c’è Chris Evert con 7, quella Evert che vinse il primo giusto cinquant’anni fa e che le ha consegnato la Coppa insieme con Martina Navratilova. Oggi viene da dire che Swiatek la raggiungerà, ma chi può dirlo, chi può sapere cosa sarà presto di Mirra Andreeva, per esempio.   

Vincent Cognet su L’Equipe ha scritto che dall’inizio del 21° secolo abbiamo assistito a una standardizzazione delle superfici. Mira a colmare il divario che esisteva tra l’erba tradizionale e la terra del passato. Le condizioni di gioco a Wimbledon sono state rallentate, quelle del Roland-Garros accelerate. Al punto che Andy Murray una volta dichiarò, molto seriamente, che il centrale del Roland-Garros era più veloce di quello di Wimbledon. Ma la terra, dice Cognet, ha conservato parte del suo DNA. E Iga Swiatek ce lo mostra.

Come il suo idolo Rafael Nadal – ha scritto – la polacca sviluppa un tennis color ocra al 100%: servizio in kick, diritto in topspin, slide, difesa fantastica. Un bagaglio di colpi che garantisce la massima efficacia su questa superficie. Finché ci saranno giocatrici con queste caratteristiche, la terra battuta avrà la sua ragion d’essere. Grazie Iga.

LA NECESSITA’ DI AVERE UN GRANDE DOPPIO

Gaia Piccardi sul Corriere della sera dice: Rien ne va plus. Lo dice per il doppio italiano maschile Simone Bolelli e Andrea Vavassori, battuti in finale da Arevalo e Pavic. Non riescono a scalzare Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola dall’albo d’oro del Roland Garros. Il trionfo del ‘59 rimane l’ultimo azzurro nel torneo,  Ma il viaggio in Francia dei nostri uomini di Coppa Davis non è stato invano, Andrea il torinese e Simone il bolognese hanno approfondito la loro conoscenza tennistica, corroborato la fiducia che anima questa nuova partnership nata dalla non convocazione del veterano Fabio Fognini in Nazionale e allungato il distacco sulla concorrenza nella Race per le Atp Finals di Torino, dove ora sono quarti.

La squadra di Davis sta costruendo un doppio per la difesa del titolo, così non dovrà far tutto Jannik Sinner come più o meno accaduto nelle finali di Malaga. Con il nuovo formato della Coppa, il doppio pesa per il 33% sul risultato e non più per il 20%. Inoltre è il terzo match di tre e non il terzo di cinque, dunque il punto decisivo, il punto dell’eventuale bella. Avere un grande doppio è un’urgenza.  

La finale maschile

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 IL TELECOSLALOM..

LO SPORT IN TV

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

8.30 Canoa slalom, qualificazioni olimpiche – in streaming su Olympic Channel

10.05 Europei di atletica, giorno-2, sessione mattutina – su Rai 2 e Sky

18.00 Europei di atletica, giorno-2, sessione serale – su Rai 2 e Sky

RUOTE

12.55 Giro del Delfinato, settima tappa – su Rai Sport Eurosport

18.30 F1, GP Canada: prove libere |  22.00  Qualifiche – su Sky 

TENNIS

15.00 Roland-Garros, finale singolare femminile e finale doppio maschile – su Eurosport

PALAZZETTI E DINTORNI

20.30 Serie A, Gara-2 finale scudetto: Virtus Bologna vs Milano – su Eurosport 1, DMAX e Nove


RASSEGNA..

CHE COSA SI DICE IN GIRO

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