VITE OLIMPICHE
Come è andata la Diamond League a OsloDISCUSSIONIOslo ha prodotto il secondo miglior meeting dell’anno per qualità, meglio delle due uscite cinesi in apertura di Diamond League, ma peggio della tappa di Eugene. Secondo le tabelle di World Athletics che convertono in punti i tempi e le misure, la prestazione di maggior qualità è venuta da Alison dos Santos sui 400 ostacoli, vinti in 46.63 [1303 punti] su Karsten Warholm [46.70], l’urlatore di casa mezzo inciampato sull’ultimo ostacolo [1300 punti]. Alison lo aveva battuto solo una volta in carriera, ai Mondiali del 2022 in Oregon. L’Equipe racconta che “Karsten Warholm avrà anche corso a torso nudo sotto 40 centimetri di neve, come abbiamo visto in un video pubblicato lo scorso gennaio, ma non aveva previsto di dover usare l’aria condizionata nello stadio dove si allena. In uno stadio gremito, nonostante la pioggia leggera e i 17 gradi della serata norvegese, Alison dos Santos ha raffreddato l’entusiasmo del vichingo. All’arrivo il brasiliano ha potuto permettersi un piccolo gesto per sottolineare l’occasione, massaggiandosi le braccia per imitare il freddo che provava”.
È stata la gara più competitiva in una serata da tre migliori prestazioni mondiali stagionali [anche Hagos Gebrhiwet nei 5.000 e Jakob Ingebrigtsen nei 1.500], 27 primati personali complessivi, di cui 11 nei 3.000 femminili [otto delle prime 10], e 12 nei 5mila maschili, più una lunga serie di record continentali e nazionali. L’elenco: record europeo nei 400 metri con Matthew Hudson-Smith [44.07], record oceanico nei 3.000 con l’australiana Georgia Griffith in 8:24.20, record norvegese dei 400 con Henriette Jaeger, record nazionali nei 3.000 per la Norvegia con Karoline Bjerkeli Grovdal, per la Finlandia con Nathalie Blomqvist, per il Giappone con Nozomi Tanaka; nei 5.000 per il Guatemala per Luis Grijalva, per la Svizzera con Dominic Lobalu, per la Svezia con Andreas Almgren, per la Francia con Jimmy Gressier, per il Sudafrica con Adriaan Wildschutt. Anche l’Italia s’è aggiunta al festival all’ultima gara, con il record italiano di Pietro Arese [3:32.13] nei 1.500 metri. È caduto dopo 34 anni uno dei tempi più iconici, dice la federazione, il 3:32.78 di Gennaro Di Napoli [lo aveva fatto a Rieti nel 1990]. Record di famiglia invece per Mykolas Alekna. Il primatista del mondo ha tolto a papà Virgilijus la miglior misura del meeting che resisteva dal 2007. Nella gara del lancio del disco erano presenti gli ultimi cinque vincitori del titolo mondiale.
IL GESTO
Quello di Greg Louganis era grazia e bellezza. Quelli dei calciatori sono un inganno, un imbroglio. Il tuffo di Jacob Ingebrigtsen è stata una trovata di ingegno. Quando si dice che si è buttato sul traguardo. Ecco, lui l’ha fatto. «È stata una bella gara, mi sentivo più forte dell’ultima volta. Oggi l’obiettivo era il mio miglioramento e al tempo stesso volevo dare spettacolo al pubblico. Ho sentito dolore negli ultimi 50 metri. Mi aspettavo che arrivasse qualcuno all’esterno, quindi ero preparato a dare il 100%. Sarà un’estate emozionante. Il pubblico voleva la vittoria di un norvegese. Mi sento fortunato ad aver ritrovato la forma prima dell’estate, ad avere avuto un paio di mesi di buon allenamento».
LA SORPRESA Quando sono partiti i 5000 metri, gli occhi erano puntati sul detentore del record mondiale e campione olimpico Joshua Cheptegei, sul campione mondiale di cross Jacob Kiplimo e sul vincitore a Oslo dello scorso anno Yomif Kejelcha. Quando sono finiti, Hagos Gebrhiwet era diventato il favorito per le Olimpiadi. Su questa pista, dodici anni fa, era sceso per la prima volta in carriera sotto i 13 minuti. Su questa pista rilancia la sua candidatura a un oro con la seconda migliore prestazione di tutti i tempi, il record mondiale mancato per un secondo. Il ritmo iniziale è stato forte ma non fortissimo, il gruppo ha percorso i primi 1000 metri in 2:33.13, passando ai 2.000 in 5:07.05. Addisu Yihune ha scandito il ritmo girare ai 3000 in 7:41.05. Kejelcha ha preso il controllo subito dopo e ha dato uno strappo. Ai 4000 metri sono passati in 10:11.86, il chilometro precedente è stato percorso in 2:30. Cheptegei non ha retto ed è scivolato all’indietro. Kejelcha ha continuato a tenere il ritmo ricordando tutti i suoi tradizionali fallimenti in volata. Gebrhiwet si è portato in testa alla campana, ha corso un giro finale da 54.99 e ha tagliato il traguardo in 12:36.73, vincendo con più di due secondi su Kejelcha (12.38.95). È la prima volta nella storia che due uomini sono scesi sotto i 12:40 nella stessa gara.
E POI MARCELL JACOBS
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RASSEGNA..
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Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Spagna più che altrove è cominciata l’attesa per la finale di Champions di sabato tra Real Madrid e Borussia Dortmund. In Italia spazio ai cambi sulle panchine della serie A.
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