Diario del 30 maggio. Lo sport da vedere in tv e cosa leggere

 

 

 

VITE OLIMPICHE

Come è andata la Diamond League a Oslo

DISCUSSIONI

  Oslo ha prodotto il secondo miglior meeting dell’anno per qualità, meglio delle due uscite cinesi in apertura di Diamond League, ma peggio della tappa di Eugene. 

Secondo le tabelle di World Athletics che convertono in punti i tempi e le misure, la prestazione di maggior qualità è venuta da Alison dos Santos sui 400 ostacoli, vinti in 46.63 [1303 punti] su Karsten Warholm [46.70], l’urlatore di casa mezzo inciampato sull’ultimo ostacolo [1300 punti]. Alison lo aveva battuto solo una volta in carriera, ai Mondiali del 2022 in Oregon. L’Equipe racconta che Karsten Warholm avrà anche corso a torso nudo sotto 40 centimetri di neve, come abbiamo visto in un video pubblicato lo scorso gennaio, ma non aveva previsto di dover usare l’aria condizionata nello stadio dove si allena. In uno stadio gremito, nonostante la pioggia leggera e i 17 gradi della serata norvegese, Alison dos Santos ha raffreddato l’entusiasmo del vichingo. All’arrivo il brasiliano ha potuto permettersi un piccolo gesto per sottolineare l’occasione, massaggiandosi le braccia per imitare il freddo che provava”.

 

 

È stata la gara più competitiva in una serata da tre migliori prestazioni mondiali stagionali [anche Hagos Gebrhiwet nei 5.000 e Jakob Ingebrigtsen nei 1.500], 27 primati personali complessivi, di cui 11 nei 3.000 femminili [otto delle prime 10], e 12 nei 5mila maschili, più una lunga serie di record continentali e nazionali. L’elenco: record europeo nei 400 metri con Matthew Hudson-Smith [44.07], record oceanico nei 3.000 con l’australiana Georgia Griffith in 8:24.20, record norvegese dei 400 con Henriette Jaeger, record nazionali nei 3.000 per la Norvegia con Karoline Bjerkeli Grovdal, per la Finlandia con Nathalie Blomqvist, per il Giappone con Nozomi Tanaka; nei 5.000 per il Guatemala per Luis Grijalva, per la Svizzera con Dominic Lobalu, per la Svezia con Andreas Almgren, per la Francia con Jimmy Gressier, per il Sudafrica con Adriaan Wildschutt.

Anche l’Italia s’è aggiunta al festival all’ultima gara, con il record italiano di Pietro Arese [3:32.13] nei 1.500 metri. È caduto dopo 34 anni uno dei tempi più iconici, dice la federazione, il 3:32.78 di Gennaro Di Napoli [lo aveva fatto a Rieti nel 1990]. 

Record di famiglia invece per Mykolas Alekna. Il primatista del mondo ha tolto a papà Virgilijus la miglior misura del meeting che resisteva dal 2007. Nella gara del lancio del disco erano presenti gli ultimi cinque vincitori del titolo mondiale.

 

IL GESTO

 

Quello di Greg Louganis era grazia e bellezza. Quelli dei calciatori sono un inganno, un imbroglio. Il tuffo di Jacob Ingebrigtsen è stata una trovata di ingegno. Quando si dice che si è buttato sul traguardo. Ecco, lui l’ha fatto. 

«È stata una bella gara, mi sentivo più forte dell’ultima volta. Oggi l’obiettivo era il mio miglioramento e al tempo stesso volevo dare spettacolo al pubblico. Ho sentito dolore negli ultimi 50 metri. Mi aspettavo che arrivasse qualcuno all’esterno, quindi ero preparato a dare il 100%. Sarà un’estate emozionante. Il pubblico voleva la vittoria di un norvegese. Mi sento fortunato ad aver ritrovato la forma prima dell’estate, ad avere avuto un paio di mesi di buon allenamento».

 

 

LA SORPRESA

Quando sono partiti i 5000 metri, gli occhi erano puntati sul detentore del record mondiale e campione olimpico Joshua Cheptegei, sul campione mondiale di cross Jacob Kiplimo e sul vincitore a Oslo dello scorso anno Yomif Kejelcha. Quando sono finiti, Hagos Gebrhiwet era diventato il favorito per le Olimpiadi. Su questa pista, dodici anni fa, era sceso per la prima volta in carriera sotto i 13 minuti. Su questa pista rilancia la sua candidatura a un oro con la seconda migliore prestazione di tutti i tempi, il record mondiale mancato per un secondo. 

Il ritmo iniziale è stato forte ma non fortissimo, il gruppo ha percorso i primi 1000 metri in 2:33.13, passando ai 2.000 in 5:07.05. Addisu Yihune ha scandito il ritmo girare ai 3000 in 7:41.05. 

Kejelcha ha preso il controllo subito dopo e ha dato uno strappo. Ai 4000 metri sono passati in 10:11.86, il chilometro precedente è stato percorso in 2:30.

Cheptegei non ha retto ed è scivolato all’indietro. Kejelcha ha continuato a tenere il ritmo ricordando tutti i suoi tradizionali fallimenti in volata. Gebrhiwet si è portato in testa alla campana, ha corso un giro finale da 54.99 e ha tagliato il traguardo in 12:36.73, vincendo con più di due secondi su Kejelcha (12.38.95). È la prima volta nella storia che due uomini sono scesi sotto i 12:40 nella stessa gara.

E POI MARCELL JACOBS

I progressi di Jacobs sono un tempo da A-2


PODEMI.

Forse all’Inter non c’è da essere così ottimisti

DISCUSSIONI

  Va tutto bene all’Inter, non bisogna preoccuparsi, non bisogna inquietarsi, non bisogna farsi domande. Del resto andava tutto bene pure a Steven Zhang, fino al momento in cui è stato fatale scoprire che avevano ragione i presunti disfattisti. Oaktree è il sogno americano, chissà come si dice daje in milanese. 

Solo che. Adesso. Ecco, come dirlo. Ops. Forse qualche problema esiste, se Inter e Lautaro sono lontani sui milioni del rinnovo, che era fatto, quasi fatto, nessun problema, lo stiamo facendo. Stamattina il Corriere della sera scrive che l’argentino vuole restare ma spara alto, e del resto lo raccontiamo ogni giorno come uno dei migliori attaccanti al mondo, perché dovrebbe farsi pagare poco.

Monica Colombo dice che a fronte di un ottimismo sbandierato dalla società e testimoniato dalle parole usate ieri dall’ad Marotta («non c’è preoccupazione, Lautaro ha grande senso di appartenenza e ciò agevolerà il prolungamento, non c’è fretta»), va ricordato che le stesse dichiarazioni si ripetono uguali da gennaio.

Embed from Getty Images

Repubblica si dedica al debito dell’Inter e spiega come e perché dipende addirittura dal Triplete di Mourinho. Da Thohir a Zhang ci sono stati tanti prestiti per coprire il buco dell ‘era Moratti. Sul club, si legge, grava un bond da 415 milioni con una clausola di rimborso. 

Franco Vanni ha scritto che i debiti, come i problemi, se non li elimini crescono. Il bond da 415 milioni quotato a Lussemburgo che grava oggi sull’Inter è stato emesso nel 2022 per ripagare quello da 300 milioni del 2017, che rimborsava un finanziamento da 230 milioni concesso nel 2015. A monte, il buco lasciato dal calciomercato nell’ultimo periodo di Mancini allenatore e nel biennio di Mourinho. Che sono anche i primi anni del fair play finanziario Uefa. Scadendo nel 2027, il bond non è una priorità per Oaktree, che deciderà se rimborsare i sottoscrittori prima della scadenza — liberando l’Inter da una quarantina di milioni l’anno di interessi, da investire in giocatori o in altri progetti — oppure lasciarlo dov’è. Il bond è catalogato come “ad alto rendimento” ma il tasso è del 6,75 per cento annuo

 

  Già da qualche giorno, per la precisione dal 24 maggio, la firma economica del Corriere dello sport-stadio Alessandro F. Giudice fa notare che c’è qualcosa di misterioso dietro le quinte dell’operazione Oaktree. Ed è il mistero di Lion Rock. 

Voi dareste in pegno un asset che avete pagato 150 milioni cash, a rischio di perderlo, senza niente in cambio? Per fare ottenere a una società di Zhang un finanziamento da 275 milioni con cui finanziare l’Inter? Rinunciando pacificamente al diritto di vendere quelle azioni a Suning per 167 milioni? Chi sono gli investitori di LionRock ? Sono davvero dei misteriosi soci italiani, come si vocifera (qualcuno arriva a ipotizzare ci sia pure Moratti)? E perché investire in incognito? Perché farlo dietro lo schermo di un fondo di Hong Kong? Altri dicono Zhang ma perché avrebbe dovuto finanziare se stesso? Chi sono questi investitori-benefattori (o forse tifosi)? Qualcuno farà chiarezza sulla proprietà dell’Inter in questi ultimi 5 anni?

E chi lo sa. Ma se dall’esterno qualcuno vuole far chiarezza nei conti, il calcio invoca l’autonomia, evidentemente intesa come un porto franco. 

 

TITOLI    

Repubblica: Juve-Milan, duello da 40 milioni per Zirkzee

La Stampa: Chiesa-Di Lorenzo accende il mercato. Juve e Napoli pensano allo scambio

La Gazzetta: 100 milioni per il Milan” – Quattro rinforzi di peso per il tecnico: sull’attaccante del Bologna la spesa principale. In difesa spunta il centrale del Brighton. E si tiene anche Jovic


PALAZZETTI E DINTORNI..

L’affidabilità dell’Italia di Velasco

LO ZECCHINO [DELLA PALLAVOLO] D’ORO

DAI DAI DAI, DAGLI UNA SPINTA  Continuità. Questo serve all’Italia di Velasco per tenere al riparo da ribaltoni il posto nel ranking utile per il ripescaggio alle Olimpiadi. Continuità sta arrivando, in effetti: stamattina a Macao secondo successo nella nuova finestra di Nations League contro la Repubblica Dominicana: 3-0 [25-12, 25-19, 25-21]. È la quinta vittoria consecutiva nel torneo, altri 6,68 punti da aggiungere per andare a Parigi.

Le considerazioni di Carlo Lisi su iVolley: L’Italia ha dominato il match, giocando i primi 2 set con la formazione base e poi inserendo nel terzo diverse delle ragazze della panchina, Degradi di banda al posto di Bosetti, Fahr al centro per Lubian e la diagonale Cambi-Antropova. La Domenicana, senza Castillo lasciata a casa per ora, e priva di Brayelin Martinez da diversi giorni bloccata in hotel sembra per una intossicazione alimentare, ha avuto molti passaggi negativi

Egonu ha chiuso con 20 punti, 13 su 21 in attacco, con 3 muri e 4 servizi vincenti.


PODEMI..

Cosa ha detto Fagioli a Veltroni

EURO 2024 | -15 GIORNI

Walter Veltroni ha incontrato Nicolò Fagioli alla Continassa, il campo d’allenamento della Juventus, dopo il suo ritorno in campo, a squalifica per le scommesse scontata. Ne paragona la vicenda, stamattina sulla Gazzetta, a quella di Paolo Rossi, rientrato in squadra mentre il campionato stava finendo e da lì finito con Bearzot direttamente al Mundial, così come ora Fagioli pare destinato con Spalletti agli Europei.

L’impressione che ho ricavato da questo incontro – dice Veltroni – che ho ricercato dal momento in cui è esplosa la vicenda, è quella di un ragazzo sincero, che racconta il suo problema, non cerca giustificazioni e sta esplorando, aiutato da un bravo psicologo, le ragioni profonde di quel bisogno di emozioni, di adrenalina che lo stava trasportando agli inferi

Embed from Getty Images

LE PAROLE DI FAGIOLI

«Quando sono scoppiato a piangere, nella partita con il Sassuolo, non era solo per aver messo in difficoltà la mia squadra, ma perché in quel momento è scesa una cappa nera, tutto mi sembrava negativo, tutto scuro. Avevo sbagliato un pallone, ma il mio errore più grave era dentro di me. Il problema è che non ero più padrone di me stesso. Il gioco mi aveva divorato la vita, era diventato un assillo, un incubo. Lo so che sono un ragazzo fortunato, che ci sono miei coetanei in condizioni più drammatiche della mia, che non ho titolo per invocare comprensione. Ma non voglio neanche essere ipocrita. Sono stato inghiottito da un vuoto che non guarda in faccia nessuno, non distingue per classe sociale, non premia né assolve in base al talento. Mi sentivo soffocare ma non trovavo il modo di venirne fuori».

«È cominciato tutto come un gioco. Scommettevo, tanto, ma non sulla mia squadra o su di me. Non volevo violare dei principi ai quali credo. So che sembra grottesco che io usi questa parola, ma per me è importante. Pensavo che giocare al calcio e alle scommesse, se le due rette non si incrociavano, non fosse grave. Non ho fatto male allo sport, non ho condizionato risultati o leso diritti di altri».

«Quando finiscono le 4-5 ore di allenamento, ti si spalanca il vuoto. Se non hai altri interessi, quell’abisso ti attira. Io mi annoiavo, sembra assurdo ma è così. Il successo non è un’armatura che resiste alla solitudine, non ti consente, come una corazza, di far rimbalzare le coltellate del tempo vuoto. Pensi a quanti attori, scrittori, musicisti sono precipitati in dipendenze ancora più letali. La noia mi ha rovinato la vita. E poi ogni problema, anche il più stupido come un litigio o una partita sbagliata, dovevo compensarlo con le scariche di adrenalina che mi dava il gioco. Ogni volta che usavo quel maledetto cellulare, ogni giorno e tante volte al giorno, mi sentivo come se fossi in campo».

«Quando finiscono le 4-5 ore di allenamento, ti si spalanca il vuoto. Se non hai altri interessi, quell’abisso ti attira. Io mi annoiavo, sembra assurdo ma è così. Il successo non è un’armatura che resiste alla solitudine, non ti consente, come una corazza, di far rimbalzare le coltellate del tempo vuoto. Pensi a quanti attori, scrittori, musicisti sono precipitati in dipendenze ancora più letali. La noia mi ha rovinato la vita. E poi ogni problema, anche il più stupido come un litigio o una partita sbagliata, dovevo compensarlo con le scariche di adrenalina che mi dava il gioco. Ogni volta che usavo quel maledetto cellulare, ogni giorno e tante volte al giorno, mi sentivo come se fossi in campo».

 


VITE OLIMPICHE..

Il CIO di nuovo contro la federazione pugilato

BRACCIO DI FERRO

Questo è il documento dell’ultimo episodio nel braccio di ferro tra il comitato olimpico internazionale e la federazione di pugilato, che ha messo in palio 3,1 milioni di dollari di montepremi per chi vince una medaglia e chi esce ai quarti di finale alle Olimpiadi di Parigi, Un provvedimento nella scia di uno analogo preso da World Athletics.

Il CIO dice che di aver preso atto della decisione e aggiunge che come sempre con l’IBA, non è chiaro da dove provengano i soldi. Questa totale mancanza di trasparenza finanziaria è stata proprio una delle ragioni per cui il CIO ha ritirato il riconoscimento dell’IBA. L’IBA non sa spiegare in modo trasparente l’origine delle sue finanze né sa provare la sua completa indipendenza finanziaria da Gazprom, un’azienda posseduta dallo Stato. Lo Stato in questo caso è la Russia.

Nicola Sbetti, storico dello sport, docente all’Università di Bologna, su X dice: Tradotto in altri termini se l’IBA (La federazione internazionale di pugilato) resta in mano alla Gazprom e alla Russia a Los Angeles non vedremo la boxe nel programma olimpico… O per lo meno questo è lo scenario che si va delineando…


VITE OLIMPICHE..

La fiaccola in Normandia

  PARIS 2024 | -57 GIORNI

La fiaccola olimpica oggi se ne va zompettando qua e là per il Calvados, dipartimento della Normandia che a lungo pareva avesse ereditato il nome da una delle navi dell’Invincibile Armata spagnola, naufragata in Arromanches-les-Bains, il Salvador. Poi si è scoperto che il nome esisteva già su una carta del 1675, e i francesi hanno tirato un sospiro di sollievo, non erano debitori di nessuno. 

È una zona del paese che ha molto affascinato gli impressionisti e ha giocato un ruolo chiave nella storia del mondo. Il viaggio della torcia inizierà da Omaha Beach, le spiagge dello sbarco in Normandia, 8 chilometri di sabbia finissima, simbolo della lotta per la libertà e la fraternità tra i popoli [Olympic Channel]. 

È un luogo diviso in quattro settori con i nomi di Charlie, Dog, Easy e Fox, il più famoso degli angoli del D-Day [6 giugno 1944] – che va da Vierville-sur-Mer a Colleville-sur-Mer. Più di 34.000 giovani soldati posarono il piede su queste spiagge, alcuni storici che guardano il tutto attraverso i dettagli hanno calcolato che quei piedi uccisero non si sa più quanti crostacei, prima che la morte fosse una faccenda per gli uomini in guerra. Il cimitero americano di Bloody Omaha commemora i mille soldati americani caduti durante l’assalto, per un totale di 9.387 vittime in combattimento.

Questa è la spiaggia fotografata da Robert Capa e raccontata da Ernest Hemingway, un posto dove Walter Cronkite venne a firmare i suoi reportage, una destinazione importante per il turismo della memoria, con oltre cinque milioni di visitatori annuali.

I due film più celebri su quello sbarco sono Il giorno più lungo [quindici anni dopo l’evento], con 2.000 soldati veri arruolati come comparse, e Salvate il soldato Ryan

L’Overlord Museum racconta la storia dei sei eserciti impegnati nella battaglia della Normandia, dallo sbarco fino alla liberazione di Parigi. Oggi esiste anche una gara di triathlon che attraversa le cinque spiagge del D-Day, più un tributo che una competizione [Olympic Channel], aperta ai vigili del fuoco e ad atleti autorizzati, 72 chilometri di corsa e 13 di nuoto. Sulla sabbia si svolge pure una grande gara di castelli di sabbia, si chiama Beach’Art e si tiene ogni anno alla fine di luglio a Vierville-sur-Mer. 

La fiamma procede poi verso Lisieux, passando vicino alla Basilica di Santa Teresa, costruita a partire dal 1929. Attraverserà Cabourg, Dives-sur-Mer e Houlgate, con una sosta a Honfleur vicino al faro del 1853, quindi raggiungerà Bayeux, visitando il museo memoriale della battaglia e lambirà la cattedrale Notre-Dame di Bayeux. La giornata si concluderà a Falaise presso il castello di Guglielmo il Conquistatore, prima di finire a Caen con luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. 

Un bicchiere di vecchio Calvados era sempre sulla tavola di Jacques Anquetil. Ne beve troppo invece Igor Attila, ex campione di pugilato diventato commissario nei gialli di Paolo Foschi. Non sopporta i superiori, lo appassionano i cantautori, guida una sezione che si occupa di reati in ambito sportivo.

Gianni Mura, la guida di Slalom, nel Tour dalla torcia olimpica, ha raccontato così questi luoghi: Honfleur è una cittadina deliziosa, con le sue vecchie case di pescatori e la chiesa in legno più grande di Francia. Pregevole lavoro dei maestri d’ascia, ha il campanile nettamente staccato dal resto dell’edificio. Per evitare, in caso d’incendio da fulmine, che il fuoco metta in pericolo i fedeli, sotto le navate. In Normandia fanno formaggi da fotomodella e le trippe à la mode de Caen sono segnalati tra i piatti più coerenti con il carattere di Maigret.


 IL TELECOSLALOM..

Che cosa vedere oggi in tv

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

8.00 Torneo preolimpico di pugilato a Bangkok – in streaming su Olympic Channel 

12.00 Europei di tiro, pistola 25 metri femminile |  16.00 Carabina 50 metri 3 posizioni femminile | 18.45 Pistola 25 metri maschile – in streaming sul canale YouTube della ISSF 

20.00 Diamond League da Oslo – su RaiSport e Sky

PALAZZETTI E DINTORNI

10.00 Nations League femminile di pallavolo: Francia vs Giappone | 19.30 Corea del Sud vs Polonia  | 23.00 Canada vs Germania – in streaming su Volleyball TV

13.30 Nations League femminile di pallavolo: Brasile vs Olanda – in streaming su DAZN e Volleyball TV 

20.45 Semifinale scudetto serie A, Gara-3: Brescia vs Milano – su Eurosport e DMAX

TENNIS

11.00 Roland-Garros, secondo turno – su Eurosport

EUROGOL

19.30 Europei Under 17, quarti di finale: Italia vs Inghilterra – su RaiSport 

PODEMI

20.30 Serie B, andata finale playoff: Cremonese vs Venezia – su Sky e DAZN 


RASSEGNA..

Che cosa si dice oggi in giro

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Spagna più che altrove è cominciata l’attesa per la finale di Champions di sabato tra Real Madrid e Borussia Dortmund. In Italia spazio ai cambi sulle panchine della serie A.

Leggi tutto >

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.