L’Atalanta in Champions, il lampo dell’Italia di Velasco, Jacobs così così, Swiatek a Roma. Diario del 18 maggio

 

ARTEFICI

C’è un solo campione dei massimi, ed è Usyk

BOXE

Dopo 25 anni i pesi massimi hanno un campione indiscusso, un campione cioè con tutte le corone riunificate. Oleksandr Usyk ha inflitto a Tyson Fury la prima sconfitta della sua carriera, lo ha lasciato stordito e umiliato, scrive il Times, risalendo da un inizio lento“: verdetto non unanime.

È stato un match bellissimo che ha avuto una svolta quando Usyk ha quasi mandato Fury al tappeto nel nono round. Barcollava in uno stato precario – scrive il Times – e il manager di Usyk pensa che il suo pugile sia stato derubato del KO. Fury ha subito un conteggio fino a otto in piedi, ha resistito e ha perso con il minimo margine.

Due giudici hanno visto Usyk vincitore [115-112 e 114-113], l’altro ha dato avanti Fury di un punto [114-113]. Il Times sottolinea come sia un peccato che Fury abbia rovinato il rispetto dimostrato in seguito, affermando in modo risibile che i giudici hanno dato a Usyk la vittoria perché la gente si schiera con un Paese in guerra“.

Secondo il giornale inglese, questa vittoria dell’ucraino è ancora più bella [su un britannico, eh] perché Usyk ha sfatato l’idea che un bravo pugile grosso debba battere un bravo pugile piccolo“.

Oh, siccome qui sulla boxe ci fidiamo solo di Dario Torromeo, siamo corsi a vedere che cosa ha scritto sul suo Storie di Boxe.

Un match che ha restituito alla categoria il peso che merita. Tyson Fury e Oleksandr Usyk hanno fatto vedere cosa sia un campione. Usyk ha meritato per più fattori. Ha portato avanti un piano tattico che, ancora una volta, ha rivelato la sua grande bravura tecnica, abbinata a una determinazione eccezionale e a una condizione fisica da applausi. Forse, oso dire, è stata proprio quest’ultima qualità a consegnargli il successo. Perché, non credo solo sul mio cartellino ma anche e soprattutto su quello di giudici, alla fine dell’ottavo round a tenere in mano il punteggio del match per il titolo era Tyson Fury.

Il britannico aveva boxato con buona scelta di tempo e grande velocità di braccia, aveva usato il sinistro per tenere l’altro lontano, non dandogli lo spazio necessario per piazzare i suoi colpi, aveva soprattutto messo a segno montanti al corpo (uno ha anche centrato al volto l’avversario) che avevano minato la resistenza dell’ucraino.
Tutto è cambiato nel nono round. Usyk ha trovato il gancio giusto per il ribaltone. È arrivato prima al naso del 35enne di Manchester, ha provocato un problema che è sembrato spezzare il ritmo e intaccare la sicurezza del gigante. Poi una combinazione gancio destro e (soprattutto) gancio sinistro al volto hanno tramutato la nottata da eroe di Fury in un incubo di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Forse mi sono lasciato influenzare dalla purezza della boxe di Oleksandr Usyk, da questo suo battersi con la tecnica contro un bravo tecnico, con la determinazione contro un signore che lo superava di 15 centimetri e pesava diciotto chili più di lui. Forse. Ma alla fine di una cosa sono certo. Aveva vinto.


PALAZZETTI E DINTORNI

Tortona porta la Virtus a Gara-5

IL CAROSELLO DEL BASKET

ULLALLÀ, È UNA CUCCAGNA  |  È una cuccagna per Tortona, si capisce. Decisamente meno per la Virtus Bologna. L’82-75 pareggia la serie sul 2-2 e rimanda il verdetto a lunedì, Decisivi Baldasso e Candi con 12 e 15 punti, in una serata da 15 su 28 da tre. Secondo Eurosport nella Virtus si è salvato il solo Awudu Abass, autore di 21 punti.


TENNIS

Una Swiatek alla Serena

ARTEFICI 

L’ultima tennista a vincere Roma dopo Madrid era stata Serena Williams nel 2013. Iga Swiatek ha segnato questa doppietta su terra con due vittorie di fila su Aryna Sabalenka, spiritosa nel salutare il suo box dopo la partita, ringraziando per averla aiutata a perdere un’altra finale. Un’ora e 28 minuti di partita: 6-2, 6-3. 


VITE OLIMPICHE

Non è stato il Marcell Jacobs annunciato

ATLETICA

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Marcell Jacobs non ha corso né in 9.93 né in 9.98 come pensava il suo coach Rana Reider. Si è fermato a un più comune 10.07 al Roma Sprint Festival, davanti ad Ali [10.11] e a un sorprendente Melluzzo, al primato personale in 10.13 – in netto miglioramento da quando viene allenato dal professor Di Mulo.

 

Ha deluso Tortu sui 200 [20.72 con il vento a favore], la 17enne Elisa Valensin ha fatto con 23.15 il record italiano Under-18 e Under-20 sui 200, Zaynab Dosso ha corso il personale con 23.10. Arianna De Masi ha vinto i 100 in 11.26.

RASSEGNA

Gaia Piccardi sul Corriere della sera non nasconde che certo scendere sotto i 10” e prendersi la qualificazione diretta ai Giochi di Parigi (comunque garantita dal ranking mondiale) sarebbe stato più bello, ma giudica la corsetta sotto le statue al Foro un altro passo verso i veri appuntamenti della sua stagione: il meeting di Ostrava, la Diamond League a Oslo contro Kerley, gli Europei e l’Olimpiade. Marcell sembra più magro («Con Rana non si lavora quasi mai sulla parte alta del corpo, ma la mia alimentazione non è cambiata»), di nuovo felice.
Cosa ha detto Marcellone? «I soliti problemini in partenza a livello tecnico: devo tornare a spegnere il cervello sui blocchi e per rendere la partenza un meccanismo automatico — è la sua analisi —, del lanciato invece sono contento. Ma insomma, questa di Roma era solo la seconda gara dell’anno, non potevo pretendere di fare 9”80». 

Giulia Zonca su La Stampa considera che Jacobs cresce ed è quello che gli interessa anche se le indicazioni di una gara in cui è più l’invitato al ballo che il campione in pista sono vaghe. Mentre nei 200 metri più contesi di sempre il mondo ha già fissato livelli altissimi e chiede prestazioni straordinarie, i 100 sono in via di definizione per tutti. Qualcuno è andato più veloce di altri, le previsioni restano impossibili e i più forti vanno in progressione. Lo fa anche Jacobs che non ha la corsa fluida con cui si è preso gli straordinari ori alle Olimpiadi, ma non esiste un solo modo di vincere


PODEMI

L’Atalanta qualificata per la Champions

LA NATIONS LEAGUE

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Con De Ketelaere e Scamacca, l’Atalanta si è lasciata alle spalle la sconfitta nella finale di Coppa Italia, ha battuto il Lecce e si è presa un posto in Champions.

Sono 26 le squadre già certe di giocare la Coppa dei Campioni nel nuovo formato: Arsenal, Aston Villa, Atalanta, Atlético Madrid, Barcellona, Bayer Leverkusen, Bayern Monaco, Bologna, Borussia Dortmund, Brest, Feyenoord, Girona, Inter, Juventus, Lipsia, Liverpool, Manchester City, Milan, Monaco, PSG, PSV, Real Madrid, Shakhtar, Sporting Lisbona, Stoccarda.


PALAZZETTI E DINTORNI

Il primo lampo del Metodo Velasco

LA NATIONS LEAGUE

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Questo è un grande colpo, un colpo vero, andare a vincere in casa della Turchia capone d’Europa con una squadra sperimentale. Il primo vero segnale di una sterzata impressa da Julio Velasco.

Non è una vittoria fine a sé stessa. Il 3-1 sulla Turchia porta all’Italia 10 punti in più nel ranking che vale il ripescaggio per un posto alle Olimpiadi. Ma soprattutto: dice il cittì che la mentalità vincente si costruisce vincendo. L’Italia era sotto 21-24 nel primo set, da allora è cresciuta.

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Vargas ha messo a terra 33 punti, Antropova ha risposto con 23 [un muro e 5 ace]. È la distribuzione del gioco a cui bisogna badare, altre 4 giocatrici sono andate in doppia fila: la rivelazione di questo torneo Degradi con 16, Bosetti con 11 e Danesi con 10.

 


RUOTE

L’ottava pole di Verstappen, i progressi della McLaren

GP DI IMOLA

Max Verstappen, ovviamente. Quando un sabato così viene dopo un venerdì come l’ultimo, non sai mai se sia classe di chi fa la cosa giusta nel momento giusto, oppure se sia una maniera perfida di divertirsi, andar piano il giorno prima per illudere, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

Comunque sia, nel week-end dove rischiava di essere il Max meno citato sui giornali, Verstappen ha eguagliato il record di pole position consecutive di Ayrton Senna: ora sono otto di fila, sette su sette dall’inizio del Mondiale.

La prima fila doveva esser completata da Oscar Piastri, con una super McLaren, ma è stato penalizzato di tre posizioni in griglia per aver penalizzato Magnussen in Q1. Prende il suo posto l’altra McLaren di Norris, arrivato terzo davanti alle Ferrari: Leclerc quarto ha preceduto Sainz in terza fila. L’altra Red Bull di Pérez è uscito in Q2. [Qui il report di Autosprint]

L’Equipe celebra i progressi arancioni con un pezzo in cui Frédéric Ferret si abbandona a qualche gigionismo intorno alla cucina emiliano-romagnola. Scrive:

La ricetta è molto semplice, semplice quasi quanto il ragù, il vero nome del sugo che dalle nostre parti erroneamente chiamiamo bolognese. Devi solo aspettare, lasciar cuocere a fuoco lento finché non appare la bellezza dello spezzatino. In Formula 1 si chiama convergenza delle prestazioni.

Attraverso un duro lavoro, il segreto della ricetta finisce inevitabilmente per essere conosciuto e le squadre concorrenti raggiungono la squadra che le aveva seminate. La vittoria di Norris e la prestazione della McLaren a Miami non sono state un colpo di fortuna. Gli uomini di Woking hanno finito per trovare il giusto mix per rendere la MCL38 un piccolo gioiello Le prestazioni durante i test promettono di ravvivare la gara.

La prestazione di Piastri in pista è rassicurante per la sua squadra. i tempi fatti segnare da Norris sono stati impressionanti. Il giovane britannico, schierato in prima linea, rischia di dare del filo da torcere a Verstappen. La McLaren si è presa del tempo per imparare a perfezionare questa vettura, le innovazioni sono arrivate poco a poco per dare questo risultato impressionante. La Ferrari, dal canto suo, ha scelto di installare tutto il pacchetto aggiornamenti in questo fine settimana e ci vorrà sicuramente un po’ di tempo per sfruttarlo al meglio.

La carrellata culinario-motoristica si chiude con un altro piatto, un’arrabbiata, una pasta molto più piccante della tradizionale bolognese. Nonostante la giovane età, l’imperturbabile Piastri non è tipo da tremare, anche se viene punito.


EUROGOL

De Zerbi lascerà il Brighton

SIPARI


PARIGI 2024

La fiaccola oggi nel GersDove c’è la tomba di Ocaña

LA STAFFETTA

Oggi la fiaccola olimpica passa dal Gers, attraversando sette comuni: L’Isle-Jourdain, Condom, Mirande, Nogaro, Fleurance, Marciac e infine Auch. Ogni città ospiterà luci, colori, suoni, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. Sono 77 i tedofori, tra cui diverse personalità locali ed ex atleti di alto livello. Tra questi, Paulin Riva, capitano della nazionale francese di rugby a sette, e Valérie Gauvin, calciatrice con 37 presenze nella nazionale. E ancora: Clément Laffitte, Pierre Bru, Colette Castex e Omar Bouyoucef, tutti impegnati per qualche decina di metri. 

Nel corso degli anni passati a seguire il Tour , Gianni Mura credeva che la forza della Francia, le sue radici, la Francia profonda, abitasse dai campi di patate del Pas de Calais a quelli di lavanda della Provenza, dalle spiagge di Dunkerque ai pascoli pirenaici, dalle vigne di Chablis ai girasoli del Gers.

Una volta si mise a cercare la tomba di Luis Ocaña. Ho impiegato parte della mattinata a cercarla, fra due Caupenne, una nelle Lande e una nel Gers. Il cimitero giusto è nel Gers. Davanti c’ è un monumento ai caduti, un gallo che canta in cima a una colonna. Dentro però non c’ è la tomba di Ocana. Non è da nessuna parte, dice una signora che sta pulendo una lapide. E’ stato cremato, e le ceneri sparse da un aereo in terra di Spagna. Potevo immaginarmelo, tipico di Luis. I fiori potete metterli dove non ce ne sono

 


AMERICHE

Anche Indiana e NY vanno a Gara-7

I PLAY-OFF NBA

  Come Denver e Minnesota, anche Indiana e New York andranno alla settima partita per guadagnarsi un posto in finale di Conference. I Pacers hanno riacchiappato la serie sul 3-3 con la serata eccellente di Pascal Siakam [25 punti, 7 rimbalzi, 5 assist] e del solito Tyrese Haliburton [15 punti, 9 assist, 6 rimbalzi].

Ma il cammino di Indiana è stata sostenuto anche dal gioco di TJ McConnell, un panchinaro chiave, 15 punti e 4 assist in 16 minuti. Pure Obi Toppin è uscito dalla panchina a portare la sua briciola, 11 punti e 4 rimbalzi contro la sua ex squadra.

I Knicks continuano a essere tormentati da problemi di infortuni. Josh Hart, uno dei preferiti dai tifosi, è dovuto uscire dal campo dopo 31 minuti, quando era arrivato a 5 punti e 8 rimbalzi. Senza di lui, con OG Anunoby ancora fuori e gli infortuni di Mitchell Robinson e Julius Randle, i Knicks hanno faticato molto in area. Hanno perso la sfida a rimbalzo per 47-35.

Gara-7 si giocherà domenica al Madison Square Garden, e certamente i Knicks non avevano bisogno di altri infortuni, dice The Athletic nel commento alla partita, soprattutto non della persona che era sembrata invicinbile in alcuni momenti di questa corsa ai playoff.  

Hart ha avvertito un indefinito dolore addominale, lui che è il demonio della palla vagante, la personificazione dell’identità del gruppo.

La metà dei giocatori che componevano la rotazione dei Knicks all’inizio dei play-off non erano disponibili alla fine di Gara-6 di semifinale, da Bojan Bogdanović in giù. 

Eric Nehm, ancora su The Athletic, scrive che il coach indianesco Rick Carlisle ha raccolto quel che chiedeva, una scossa in termini di fisicità, intensità e grinta. Isaiah Hartenstein aveva preso 12 rimbalzi in attacco in ​​Gara-5, alla successiva i Pacers lo hanno tenuto a tre. Con Aaron Nesmith a marcarlo faccia-a-faccia per tutta la notte, Jaylen Brunson ha segnato sì 31 punti, ma ha tirato solo con 11 su 26 dal campo, incluso un mediocre 2 su 13 nel primo tempo.


  IL TELECOSLALOM..

Che cosa vedere oggi in tv

LA GIORNATA

 

VITE OLIMPICHE

10.00 Europei di canoa slalom, kayak femminile – in streaming sul canale YouTube di Canoe Europe

16.15  Europei di tiro a volo, finale trap uomini – su Rai Sport

17.45  Atletica, Roma Sprint Festival – su Sky

21.00  Atletica, meeting Los Angeles – su Sky

23.00  Boxe, Mondiale pesi massimi: Tyson Fury vs Oleksandr Usyk – su DAZN

TENNIS

12.00  ATP Masters 1000 Roma, semifinali doppio – su Sky

17.00  WTA Roma, finale singolare femminile: Swiatek-Sabalenka  [anteprima]

RUOTE

12.30 F1, GP Emilia-Romagna, prove libere – su Sky

13.40 Giro d’Italia, 14esima tappa: cronometro Castiglione delle Stiviere-Desenzano del Garda – su Eurosport e Rai Sport e dalle 14.00 su Rai 2

16.00 F1, GP Emilia-Romagna, qualifiche – su Sky e TV8

PALAZZETTI E DINTORNI

19.00 Nations League femminile di pallavolo: Turchia vs Italia – su DAZN e Volleyball Tv

20.00 Play-off basket: Tortona vs Virtus Bologna – su Eurosport 2 

20.45 Play-off basket: Reggiana vs Venezia – su DAZN e DMAX

20.45  Qualificazioni olimpiche femminili di basket 3×3: Italia vs Ungheria – in streaming sul canale YouTube FIBA 3×3

EUROGOL

15.30 Diretta Gol Bundesliga – su Sky

15.30 Bundesliga: Bayer Leverkusen vs Augsburg – su Sky

19.00 Portogallo: Sporting vs Chaves  – su DAZN

21.30 Portogallo: Braga vs Porto – su DAZN

PODEMI

18.00 Serie A: Lecce vs Atalanta – su DAZN e Sky

20.30 Serie B, Play-off: Catanzaro vs Brescia – su DAZN e Sky

20.45 Serie A: Torino vs Milan – su DAZN e Sky

AMERICHE

2.00  NHL, Gara-6 quarti: Edmonton vs Vancouver – su Sky

2.00  NBA, Gara-7 semifinali Ovest: Dallas vs Oklahoma – su Sky e NBA Pass


 RASSEGNA

Che cosa si dice in giro stamattina

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Spagna spazio alla clamorosa indiscrezione secondo la quale Xavi sarebbe di nuovo in bilico, dopo le iniziali dimissioni e una successiva retromarcia. In Inghilterra si va verso l’ultima giornata di Premier, decisiva per il titolo, con il caso-VAR aperto. La Francia celebra il nuovo scudetto di calcio femminile del Lione, un’eccellenza dello sport nazionale. In Italia i titoli principali sono per l’esonero di Massimiliano Allegri da parte della Juventus in seguito alla burrascosa finale di Coppa Italia.

Tutta la galleria si trova qui

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