Come Arteta resuscita il boring boring Arsenal quando gli serve

  0-0 Che cosa succede se l’ex vice di Guardiola incontra Guardiola? Succede che sa più di altri come fermarlo, e pure stavolta l’ha fermato. Ma intorno allo 0-0 di Pasqua tra Arsenal e Manchester City, in Inghilterra s’è aperta una discussione che va oltre l’abilità di Mikel Arteta e che sta mettendo in discussione in queste ore la macchina di Pep, compreso il suo folle realizzatore di gol Erling Haaland

Karl Matchett su Independent sottolinea che accade assai di rado di imbattersi in una squadra, in un allenatore, che sappia negare almeno un gol a una squadra di Guardiola. Mikel Arteta l’ha fatto in tutt’e due le partite di questo campionato [1-0 e 0-0], e lo stesso aveva fatto l’ultima volta con il Liverpool di Klopp. Curioso per essere una squadra dalla vocazione offensiva e spettacolare.

La cosa pare ormai acclarata. Quando c’è uno scontro diretto, Arteta non mostra nessun complesso – né di inferiorità né di superiorità – verso quel famoso coro che accoglieva l’Arsenal in ogni stadio durante gli Anni Novanta, boring boring Arsenal, quanto sei noioso Arsenal. Arteta sveste i panni frou frou e abbraccia la partita come se fosse un romanzo di Alberto Moravia.

Il Manchester City ha la reputazione di migliore squadra del mondo, ricorda Independent, eppure adesso Guardiola si sfila dal pronostico per il titolo in Premier, scherza dicendo che avrebbe avuto bisogno di ammazzare qualcuno nella difesa dell’Arsenal per trovare una via. 

La verità è che il City ha fatto 4 punti sui 18 possibili contro le sfidanti più vicine in classifica. Non ne ha battuta nessuna. L’anno scorso i punti sono stati 16 su 24 contro le prime-cinque. Quattro contro 16 è una grande differenza, ha ammesso Guardiola. Il City non era mai arrivato al mese di aprile con tanta perplessità intorno a sé. 

 

LA CASTRAZIONE DI HAALAND

Oliver Brown, il più conservatore tra gli editorialisti del conservatore Telegraph, ha intinto la penna nell’inchiostro più nero per definire Erling Haaland un gigante reso pigmeo dai titani gemelli dell’Arsenal, i suoi difensori William Saliba e Gabriel. Dice di aver assistito allo scontro più passivo-aggressivo che si possa immaginare. 

Il killer nordico del Manchester City si è ritrovato stranamente con la museruola. Niente esprime l’impotenza del City in modo così vivido come il fatto che abbia messo insieme 690 passaggi, senza tuttavia creare un solo tiro verso David Raya. Al centro di queste fatiche di Sisifo c’era Haaland, un gigante reso pigmeo dalle costanti attenzioni di Gabriel e William Saliba. Non è stato tanto annullato, direi che è stato castrato”.

Il più feroce critico di Haaland è stato Roy Keane in tv. Ha detto che il livello del suo gioco è davvero scarso. «Sotto porta è il migliore al mondo, ma nel suo gioco è quasi come un giocatore di serie D». Il Telegraph considera che anche per gli standard della lingua acida di Keane si tratta di una dichiarazione pesante. Haaland, non dimentichiamolo, ha bruciato record su record nella sua stagione d’esordio. Solo l’adorazione infinita per Lionel Messi, lontano dall’epicentro del calcio a Miami, gli ha impedito di vincere il Pallone d’Oro. È davvero giusto che un ex capitano del Manchester United lo denigri, definendolo un imbroglione di quarta fascia? L’obiettivo principale di Keane è provocare. Ma il suo sconcerto per la prestazione inefficace di Haaland stavolta è stato condiviso in tutto lo stadio

Eppure – maledizione – proprio in queste ore stava andando in scena la celebrazione del bonsai di Haaland. Ne ha portato uno nella sala massaggi della squadra perché pensa che sia un dispensatore di energia positiva. Lo annaffia, lo nutre, si ferma e si fissa a guardarlo. Ha comprato del fertilizzante speciale e ha concesso tante confessioni e tanta intimità alle camere dell’ultimo documentario di Netflix – come racconta il Times

 

  IL 4-4-2

L’Équipe crede di aver trovato la chiave per spiegare la capacità di Arteta di fermare i grandi attaccanti di Klopp e Guardiola. Il 4-4-2. C’è tanta stanchezza in giro, scrive il giornale francese, questo è vero. Phil Foden ha giocato la 43esima partita della sua stagione, Declan Rice la 40esima, tutti sembravano logicamente a corto di benzina”. Dentro questa cornice, l’Arsenal ha dipinto il quadro di un atteggiamento cauto, abbandonando spesso il pressing alto in favore di un muro basso. L’obiettivo era chiaro: privare Erling Haaland della profondità. Missione compiuta. Il norvegese ha avuto poco spazio per attaccare, come nella gara d’andata, quando era stato dominato da William Saliba. Più in generale, il 4-4-2 che Mikel Arteta utilizza quando si tratta di limitare l’espressione offensiva di un’avversraia diretta ha ancora una volta fatto centro, come contro il Liverpool un mese fa. Molti tattici ritengono che non esista uno schema migliore per l’ampiezza difensiva. Carlo Ancelotti non se ne discosta mai. La partita chiave della Premier non gli avrà fatto cambiare idea.  

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