In una foto ha la maglia verde-rossa e sudicia, dove il sudicia nel Pantone del Fiandre sta al posto del bianco. Elisa Longo Borghini allarga le braccia e dal petto si smuovono gocce d’acqua benedetta. Un’ora dopo lo show di Mathieu van der Poel, il Fiandre di Pasqua 2024 ha portato in dono lo stupore per la sua vittoria, prima a distanza di nove anni dalla prima volta. Bicisport ha scritto che “c’è e vince le volate. Erano il suo tallone d’Achille negli sprint, ma la vittoria al Giro delle Fiandre conferma un’Elisa sempre più vincente su tutti i tipi di arrivo”.
Longo Borghini era davanti con la compagna di squadra Shirin Van Anrooij – che nel finale ha sacrificato le sue chance e si è messa a lavorare per LB. “Hanno parlato molto alla radiolina e poi l’olandese della Lidl-Trek ha lanciato la volata” racconta Bicisport. “Kasia Niewiadoma ha risposto benissimo allo sprint, ma Elisa Longo Borghini era letteralmente imbattibile”.
| Pier Augusto Stagi su Tuttobici la definisce “una vittoria di cuore e di gambe, ma soprattutto di testa. La Regina torna al suo posto, lassù in cima dove è solita stare. Secondo Fiandre della sua invidiabile carriera che vanta anche una Roubaix. Vittoria strepitosa quella di oggi, ottenuta con forza e lucidità, mettendo tutte alla frusta sul Paterberg. In una giornata da tregenda, da vera classica del nord, lei fa valere la legge della più forte e mette tutti a tacere”
| Giovanni Battistuzzi sul suo Giro di Ruota ricorda che “era il 2015 quando Elisa Longo Borghini vinse per la prima volta il Giro delle Fiandre. Altre volte c’era andata vicina. Le era sempre però sfuggita. È cambiato il mondo, è cambiato il ciclismo, si sono alternate campionesse capaci di segnare ère. Lei non è mai cambiata, o forse sì, forse, anzi sicuramente, è cambiata pure lei. Lei che mai o quasi la danno per favorita ma che poi è sempre là, sempre tra le più forti, che sia una corsa a tappe o una classica sulle pietre o una classica piena zeppa di salite. Lei che corre, che ogni tanto sembra perdersi, ma che non si perde mai perché una come lei, una come Elisa Longo Borghini non si perde, legge la corsa e sa quando e come muoversi”.
| Bici.Pro racconta che “le donne più degli uomini hanno preso acqua e vento tutto il giorno. Scrosci forti e continui. I muri erano una colata di fango, tanto che anche le ragazze hanno messo piede a terra sul ripido Koppenberg. In un finale convulso, la Lidl-Trek gioca bene le sue carte. Anche se proprio nei chilometri che portano all’arrivo non capivamo perché in due contro una, Shirin van Anrooij e appunto Elisa, contro Katarzyna Niewiadoma, non iniziassero a scattare una ripetizione. Fino a quella volata, magistrale: un connubio di forza e determinazione.
Avete presente quella cattiveria, sportiva chiaramente, che si vede in volto? Quando si è sicuri di una cosa e che quella cosa avverrà? Ecco, oggi Elisa Longo Borghini era tutto questo. E lo sprint sul rettilineo finale del Giro delle Fiandre è stato l’emblema di tutto questo”.
PENSIERI E PAROLE
Longo Borghini raccontata da sé stessa
➣ Ha mai pensato che se fosse un maschio sarebbe ricca?
“Mai. Vado in bici perché mi piace, se lo facessi per soldi non farei i risultati. I miei colleghi fanno una vita dura, tanta fatica e tanti sacrifici, ma anche noi. Sarebbe ora di chiudere questa forbice, di avvicinare un po’ i nostri salari ai loro. Non guadagneremo mai come gli uomini, ma non è giusto che la differenza sia di uno a venti”.
➣ Che lavoro vorrebbe fare dopo il ciclismo?
“Vorrei rimanere in Polizia. Molto spesso si ha una visione distorta dei poliziotti, ma sono lì per proteggere le persone, per aiutarle. Non mi vedo dietro una scrivania: piuttosto Squadra Mobile, o squadre cinofile”.
➣ Ha mai fatto un altro lavoro? Magari d’estate?
“Se vale fare il fieno sì. Aiutavo mio nonno, su ad Asiago. E l’anno scorso, visto che ero ferma, sono andata a caricare balle di fieno con papà e i miei nipoti”.
➣ Esistono sempre i dirigenti che urlano se ti vedono mangiare?
“Fortunatamente ho la testa dura, faccio sport per essere in salute, mi voglio bene. Se uno mi dice culona non me ne frega niente. E’ la strada a parlare, conta se arrivo prima in salita”.
intervista di alessandra giardini, la Gazzetta dello sport, 19 marzo 2021 [tutta qui]