Il numero 7 di Sofia

 

Qualcosa bisogna inventarsi. Uno stimolo in più, una sfida nuova. Così stamattina Sofia Goggia apre il cancelletto di partenza della prima discesa libera della stagione con il pettorale numero #10. È un numero con cui non ha mai vinto in Coppa del mondo. Arrivò seconda un anno fa proprio su questa stessa pista di Sankt Moritz e terza in un Super-G a Lake Louise sette anni fa. Quando invece mette il numero #7 bisogna aspettarsi sempre qualcosa. Prendiamo ieri. Le prime sette gare di velocità della stagione erano state tutte cancellate, cinque su cinque per gli uomini, due su due per le donne. Gli effetti del cambiamento climatico e di un calendario che non vuol tenerne conto. Uscita dalle prove in slalom gigante con i migliori segnali degli ultimi anni, Sofia è entrata bene sul duro, ha tenuto linee dirette sul palo e subito si è scatenata all’attacco, facendo vivere qualche tremore nei primi 40 secondi, ma «così si deve sciare» dicevano in telecronaca diretta Gianmario Bonzi e Daniele Merighetti su Eurosport, la coppia preferita di voci all-sport qui su Slalom. Goggia si è presentata con 75 centesimi di vantaggio all’intermedio. È stata perfetta nel muro e si è avviata alla parte finale del tracciato, ideale per le sue caratteristiche. Ha impressionato al salto per la velocità che stava tenendo [108 km orari] e ha chiuso con 95 centesimi di secondo davanti a Cornelia Huetter, un secondo e 2 centesimi su Lara Gut-Behrami, altri 6 centesimi in più di distacco a Mikaela Shiffrin [il Toronto Star scrive che per un motivo o per l’altro non assaggiava e non provava questa specialità dal mese di aprile]. La quinta vittoria in carriera con il pettorale numero #7 dopo tre discese a Cortina e una in Val-d’Isère. Solo con il numero #5 ne ha vinte di più [sei], ma col #7 è arrivata anche due volte seconda a Garmisch e una volta terza a Crans Montana. Oggi mette il numero che nel calcio si dà ai fuoriclasse e vediamo se esiste la forza delle connessioni [ehm]. 

 

Due giorni dopo la finale di X Factor, Gianmario Bonzi cita Ambra e dice: Se prometto poi mantengo, parlando di una Sofia Goggia imperiale nel superG di St. Moritz. Stabile, veloce, imprendibile con le sue linee dirette nella zona del “canalino”, impeccabile in fondo. Impressionante. Torna a vincere nella specialità due anni dopo Val-d’Isère 2021, cogliendo il sesto successo in superG della carriera, terza vittoria in Engadina, seconda in questa disciplina. Superiorità netta e disarmante e buonissimo viatico per una stagione in cui punta decisa alla doppietta di Coppe di specialità, superG/discesa. Per la generale, obiettivo primario almeno battere e di gran lunga il record di punti, 1197, che risale alla stagione 2016-2017. Poi se Shiffrin dovesse concedere qualcosa

Bonzi fa notare che si tratta dell’ottava vittoria italiana femminile a  St. Moritz, come a Crans Montana, terza località con più successi dopo Cortina [13] e Lake Louise [12]. Alla vittoria di Goggia vanno aggiunti il quinto posto di Federica Brignone con un errore di peso sul Rominger e il settimo di Marta Bassino. Brignone non ha preso benissimo il nuovo aggancio a quota 23 successi di Coppa. «Dei numeri non me ne frega nulla; penso solo a sciare al meglio e stavolta non è andata così» ha detto. Le parole di Sofia invece: «Dalle mie parti definiamo moine questi argomenti di voi giornalisti. Ad ogni modo, siamo due sciatrici differenti: ben venga il testa a testa nelle vittorie, fa solo pubblicità allo sci e serve al movimento». Elena Curtoni è caduta: frattura dell’osso sacro. 

 

Stefano Arcobelli sul Messaggero legge dentro la rivalità al calor bianco fra italiane e scrive statene certi: non finisce qui. Se dovesse arrivare il poker, si eguaglierebbe la striscia di successi stabilita nel gennaio 2021 da Goggia e Bassino. Di Sofia Goggia la pagina Vita Sportiva dice che prendersi rischi è il suo mantra, ma questa volta è stata perfetta. Flavio Vanetti sul Corriere della sera è convinto che a questo giro Sofia avrebbe sconfitto perfino la miglior Lindsey Vonn. Il tracciato del Corviglia, senza alberi e con pochi riferimenti, ammantato del grigio di un meteo uggioso, non poteva non riportare Super-Sofi all’incredibile dicembre del 2022 (mano rotta in discesa al venerdì, arrivando comunque seconda dietro a Curtoni; operazione a Milano al pomeriggio, ritorno in Svizzera in serata e vittoria nella libera del sabato). Stamane la aspettiamo in discesa, annotando nell’attesa che se regalare alle quattro Coppe del mondo della libera già in bacheca una «sorellina» del SuperG è un obiettivo dell’annata, la missione è partita alla grande.

Forse la deviazione sul gigante è stata virtuosa anche per questo. Secondo Tina Maze il gigante le dà stabilità, e chi siamo noi per non credere a Tina Maze. Daniela Cotto su la Stampa la chiama la vittoria dell’intelligenza” e spiega che non è vero che è stupita. Ha lavorato come un fachiro durante l’estate per raggiungere questo livello. Palestra, pesi, corsa, mountain bike e poi allenamento sulla tecnica in gigante, la base dello sci grazie alla quale ieri ha potuto gestire una gara complicata dal meteo, cielo coperto e leggera nevicata“.

Goggia dice: ho dovuto reinventarmi. Vediamo se ‘sta storia di reinventarsi funziona pure con il numero #10. 

 

in tv oggi ore 9.30 Gigante maschile dalla Val-d’Isère | 10.30 Discesa femminile da St.Moritz | domenica ore 9.30 Slalom maschile dalla Val-d’Isère | 10.30 Super-G femminile da St. Moritz

 

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