La principale preoccupazione del Bayern ieri sera era far riposare le sue stelle per la prossima partita di campionato contro il Dortmund. Quando Thomas Müller ha segnato il gol del vantaggio contro il Saarbrücken, la strategia di Tuchel pareva esatta. Pareva. Ma poi il Saarbrücken – serie C – ne ha fatti due, così stamattina in Germania stanno processando il turnover che ha fatto uscire i campioni della Bundesliga dalla Coppa.
Ci sarebbe da dire quel che dice sui social l’account My Football Heroes, quando parla di “magie del calcio che, grazie ad un format imbarazzante, non possiamo vedere in Italia”. Ma oggi è la giornata mondiale della lingua mozzicata e allora lasciamo stare.
Ode al Saarbrücken, allora. Una squadra dalla storia legata a quella della sua regione. Occupata dalle forze francesi dopo la seconda guerra mondiale, la Saar partecipò ai Giochi di Helsinki e alle qualificazioni per i Mondiali di calcio del 1954 da indipendente. Il club arrivò a giocare nei campionati francesi vincendo la Serie B ma per motivi di imbarazzo generale non giocò la A. Il Saarbrücken è stata così la prima avversaria nella storia europea del Milan come rappresentante della regione nel 1955.
Di Patrick Sontheimer, l’autore del gol dell’iniziale pareggio di ieri, si sa che ha un passato nelle nazionali giovanili, quattro presenze, un passaggio in serie B con la maglia del Greuter Furth. Marcel Gaus, il tipo del 2-1 decisivo al 96esimo, ha fatto in tempo a metter piede anche in Bundesliga con il Kaiserslautern. Ma nella loro carriera non c’era stato nulla di più eroico dei gol di ieri sera contro Neuer.
Come scrive Der Spiegel, questa è una partita che non si sarebbe neppure dovuta giocare. Lunedì pareva certo il rinvio, il campo era allagato. Le macchine per asciugare il prato hanno funzionato. L’arbitro Frank Willenborg ha fatto un sopralluogo e ha dato il via libera in mattinata. Tuchel ha tenuto a riposo tutti insieme Harry Kane, Dayot Upamecano, Noussair Mazraoui, Raphaël Guerreiro e Leon Goretzka, oltre agli infortunati – una lista a cui s’è aggiunto de Ligt. Tim Schreiber, portiere del Saarbrücken, dice: – Non posso crederci. È pazzesco.
In effetti fu pazzesco tre anni fa anche il suo predecessore, Daniel Batz, protagonista di una partita irripetibile quando il Saarbrücken si qualificò per i quarti di finale della Coppa, e poi anche per la semifinale. Fecero fuori il Fortuna Düsseldorf ai rigori, una serie a oltranza durata venti tiri. Batz ne parò quattro, l’ultimo al danese Zanka, il difensore che gli aveva segnato il gol del pareggio all’ultimo minuto. Non solo. Batz ne aveva già parato un altro a Hennings all’83’ e nei 120 minuti della partita aveva fatto 14 parate, di cui 8 su tiri da dentro l’area. Non era mai successo che un portiere tedesco parasse 4 tiri in una serie di rigori né che una squadra dei campionati regionali (allora era in serie D) arrivasse in semifinale.
Era invece già successo che il Bayern si facesse sorprendere in Coppa da una squadra più debole. Tre stagioni fa uscì ai rigori contro l’Holstein Kiel e giusto vent’anni fa accadde contro l’Alemannia Aachen [serie B] ai quarti di finale. Nel 2000-2001 dalla serie D arrivò a fare il colpo il Magdeburgo, portandosi dietro la sua antica gloria di potenza nella ex DDR, ma una nobiltà decaduta con il crollo del Muro. Ventisemila spettatori non credevano a ciò che videro: il Bayern fuori ai calci di rigore. Nel 1994-1995 fu Giovanni Trapattoni a restare spiazzato, alla sua prima apparizione sulla panchina in Baviera contrro il TSV Vestenbergsgreuth, squadra della Regionalliga Süd. Il colpo di testa di Roland Stein è entrato nella storia della coppa. Tre anni prima il colpo l’aveva fatto l’Homburg all’Olimpico di München, ma quello era un Bayern che avrebbe rischiato finanche di retrocedere. Nel 1990-1991 la squadra sorpresa fu il Weinheim [1-0], che fece fuori una squadra che aveva cinque campioni del mondo, freschi freschi di titolo vinto in Italia con il rigore di Brehme in finale contro l’Argentina.
E sabato si va a Dortmund.