Il ragazzo ci sa fare. Con i piedi, certamente. Con la testa pure. Con i social anche. Qualche minuto dopo aver spaccato il Clásico, Jude Bellingham ha pubblicato una foto in cui attraversava su delle strisce pedonali con Camavinga, Tchouameni e Valverde. Non erano strisce pedonali uguali a tante altre, ma le più famose al mondo, quelle di Abbey Road, mentre tutta Madrid cantava Hey Jude. Una risposta spiritosa e sfacciata alla rollinstonizzazione del Barcellona attraverso il suo sponsor, Spotify. La partita di sabato aveva parecchi riferimenti al gruppo rock, a cominciare dalla maglia progettata di proposito, il solito azulgrana con la linguaccia al centro del petto, l’icona del gruppo. Quando la palla dell’1-1 di Bellingham è finita in fondo alla rete, Mick Jagger e Ronnie Wood erano carichi di meraviglia almeno quanto gli altri mila-mila e passa tifosi allo stadio. I Rolling Stones battuti da un ragazzo che gioca con la lingua di fuori.
È tale l’hype intorno all’inglese che Marca si domanda: “Non staremo esagerando con Jude Bellingham?”. Eppure, sono stati loro, qualche settimana fa a scrivere che il ragazzo ha la genialità di Einstein e le pose di Jordan, di Sampras.
I contabili del calcio son certi che si tratti di un avvio di stagione migliore di quella di Cristiano Ronaldo madridista. Abc lo ha chiamato “uragano”, La Vanguardia da Barcellona: “Uno spacca-statistiche”. Il decano del giornalismo sportivo spagnolo, Alfredo Relaño, ha spiegato il Clásico così: “Ha vinto chi aveva Bellingham”.
Manuel Jabois, firma delle pagine di cultura e di sport per il giornale spagnolo, ha scelto un punto di vista differente per la nuova elegia dell’inglese. Ha scritto che il suo Bellingham preferito – tra il dominatore di partite, il rifinitore, il dribblatore, il regista o la mezzala, è invece il Bellingham che scompare dalla partita, quello “marcato da Gavi, scomparso, grigio come il cielo, ma capace di sbloccarsi con un pallone solo”.
Jabois lo paragona allora a quegli amici timidi che ciascuno di noi ha avuto, quello che sta nell’ombra e ti porge la mano quando stai per cadere.
“Tutti abbiamo un supereroe che tiriamo fuori alla minima occasione – sono le sue parole – mentre c’è chi riserva le grandi cose solo per i momenti in cui ne vale la pena. Jude Bellingham è uno di quegli amici che si presentano alla festa, ai funerali oppure quelli che impediscono che il funerale sia il tuo”.
In tutta questa Bellinghamiade, si segnalano invece i blogger de La Galerna, la web fanzine del Real. Il loro elogio va a Luka Modric, “che come il Madrid resuscita ogni volta che lo considerano morto. Il suo ingresso in campo è stato fondamentale per riprendere il controllo della partita e lottare per la vittoria. È così bravo che, pure quando sbaglia, lo fa bene”.
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