OGNI LIBRO È UNA PARTITA |
DI PIERO VALESIO
Più di lui? Solo Ali. O forse Maradona. Probabilmente almeno, come il diavolo di Bresson. Nessuno più di Roger Federer gode di una bibliografia così sconfinata e pure frastagliata, nel senso che ogni aspetto del suo approccio alla vita e al tennis è stato sviscerato e raccontato. A volte immaginato. Di Roger ognuno ha la “sua” bibliografia, inutile girarci intorno. Quella che leggerete qui di seguito è quella dell’autore di questa rubrica. Niente di più e niente di meno. Una sorta di sentiero guidato che potrebbe essere utile al marziano di Ennio Flaiano il quale, planato nel nostro disastrato mondo, vorrebbe capire perché attorno a questo signore dal volto sorridente si radunano così tante persone osannanti.
1) Agir et penser comme Roger Federer (in francese, Edition de l’Opportun). C’è una frase riportata nel libro (in ebook si trova facilmente) che è impossibile non immaginare pronunciata nel seguente contesto. Lui in tunica bianca seduto per terra (non confondetelo con il Neri Marcorè de Il santone per cortesia) con davanti dei discepoli silenziosi (vedi Vangelo di Giovanni). Quasi senza alzare lo sguardo Roger dice: “Il mio compito è quello di giocare bene a tennis, sta a voi trovare le parole opportune per raccontarlo”.
La frase era rivolta all’amico giornalista Roger (come lui: tutti i discepoli assumono tal nome per seguire il maestro) Jaunin. Questo libro è la buona novella rivolta a tutti i Roger del mondo per trovare la salvezza.
PARTITA DI RIFERIMENTO: finale AO 2017 contro Nadal. Il match della resurrezione, la prova provata della natura divina dell’uomo (Chiamare il 118, assistenza psicologica, please).
2) Il tennis come esperienza religiosa, di David Foster Wallace (Einaudi). Il titolo che ha cambiato tutto. La codifica del fenomeno. Nel saggio in questione avrebbe in fondo potuto esserci scritta qualsiasi cosa: è il titolo che ha spaccato. Roger è diventato, grazie allo scapestrato autore di Infinite Jest, l’incarnazione di quella esperienza. E quell’espressione è diventata mainstream. Preferisci la carbonara o la cacioepepe? Basta che sia un’esperienza religiosa come Roger. Hai ricevuto la bolletta della luce? Sì, è stata un’esperienza religiosa come Roger solo che non fa ridere e non provoca piacere. Comunque imperdibile.
PARTITA DI RIFERIMENTO: Finale Roger-Nadal 2006 e Roma. Che è stata indovinate un po’ voi che tipo di esperienza?
3) I silenzi di Federer, di Andrè Scala (Obarra edizioni). Non mi viene in mente nessuno, fra i campionissimi cui in queste ore è stato accomunato lo svizzero (il già citato Ali, Michael Jordan, Schumacher, Joe Di Maggio), di cui siano stati sviscerate non le parole o i gesti ma anche e soprattutto i non detti, le parole non pronunciate. Di Ali, tanto per dirne una sarebbe stato impossibile vista la ben nota logorrea in salsa di poesia che contraddistingueva il personaggio. Forse solo Ayrton Senna (come si narra nel saggio sulle sue ultime ore di Giorgio Terruzzi) è stato uomo di cui si ascoltavano anche i silenzi. Non per nulla Ayrton è circondato (postmortem ma non solo) dalla stessa aura mistica di Roger: di lui si è detto pure che a Pasadena spostò la porta difesa da Taffarel per impedire a Baggio di centrarla con celebre rigore e dare piacere ai suoi connazionali dopo la sua dipartita.
PARTITA DI RIFERIMENTO: Finale Wimbledon 2019 persa contro Djokovic dopo aver fallito due matchpoint come un ragazzino tremebondo. Il silenzio successivo è a tutt’oggi il più nitido
esempio di comunicazione non verbale di cui uno sportivo si sia reso protagonista.
4) Bounce – Mozart, Federer, Picasso. Beckham e la scienza del successo, di Matthew Syed (Harper Collins, 2010, in inglese). Syed è stato un olimpionico nel tennis tavolo, scrive sul Times. Tesi: l’esperienza religiosa per diventare tale ha bisogno di una fiamma iniziale e poi di un lavoro di affinamento, di potenziamento e di qualcuno che sia convinto che tu possa riuscire nell’impresa. Testo inevitabile per chi pensa che rendere un fraseggio musicale una canzone, inserire in un volto tutti i volti possibili, calciare un corner che disegna la parabola perfetta oppure trasformare un tweener in un passante letale siano gesti che hanno gli stessi
componenti di fondo.
PARTITA DI RIFERIMENTO: semifinale Us Open 2009 vs Djokovic (per il tweener di cui
sopra).
5) Il Maestro, di Christopher Clarey (Baldini+Castoldi). Il più docufilmesco dei libri su Federer. Raccontare il nucleo di Saturno partendo dai suoi anelli. Clarey (giornalista del NY Times) ha scritto di Roger mettendo il lettore in condizione di vivere la lettura come se assistesse una ad una serie tv: ciò che è successo in questi 20 anni è vissuto (anche) attraverso gli occhi di chi al Fenomeno ha assistito da spettatore, da comprimario, da vittima. Leggi e alla fine ti domandi: ma è possibile che una storia così sia finita? (Risposta: no, non lo è. Preparatevi. Se no che esperienza religiosa del cavolo sarebbe quella di Roger?).
PARTITA DI RIFERIMENTO – Tutta la Davis vinta con la Svizzera nel 2014. Quando l’uomo divenne squadra e la squadra uomo. (Amen).