DI JACOB LUDWIG E WILHELM KARL GRIMM
C’era una volta Goggerentola, una ragazza alla pari che abitava nel castello di una famiglia aristocratica, in compagnia di Lady Mary Rose Quariaine e di sua figlia Brignoneffa, bravissima a scuola, nel ballo e anche sugli sci, una cosa stranissima perché nelle favole non c’era mai stato nessuno che andasse sugli sci.
Un giorno, in gita sulla neve, Milady si accorse che la ragazza alla pari si lanciava giù per gli imbiancati pendii in un modo incantevole. Le sorridevano i monti e le caprette le facevano ciao, glielo facevano con le mani, con le zampe e con la barba, ciao ciao. Probabilmente per gelosia, Milady iniziò allora a maltrattare la ragazza, obbligandola a fare in casa i servizi più faticosi, come strofinare il pavimento con le ginocchia. Più volte, durante i lavori, Goggerentola se le ruppe, ma più si rompeva le ginocchia e più sulla neve andava veloce. Andava così veloce che a un certo punto – fiuummm – le caprette non riuscivano più a vederla, ma sentivano il vento che al suo passaggio spostava le montagne, e riconoscendola le facevano lo stesso ciao ciao.
Intanto, al palazzo reale, il re era molto angosciato perché suo figlio, il principe, non aveva intenzione di sposarsi. Così organizzò per il suo compleanno un ricevimento gigante sulla neve, ma proprio molto molto gigante, un ricevimento super gigante, ordinando che vi prendessero parte tutte le ragazze della valle in età da marito. Quando arrivò l’invito, anche Goggerentola credette di poter partecipare e si cucì un bel pettorale rosso da indossare sul vestito. Milady all’inizio si oppose, poi le diede il permesso di uscire, a condizione che finisse prima i servizi in casa. Le ordinò dunque di ripulire il sotterraneo che da molto tempo nessuno metteva in ordine. Era assai sporca infatti la Cantina d’Aunpezzo. La povera Goggerentola iniziò a scivolare sul piano e si ritrovò sottosopra, di nuovo con le ginocchia rotte, mentre Milady le nascondeva il pettorale rosso. Giunta l’ora di partire per andare a palazzo, la donna uscì di casa con la bella Brignoneffa, lasciando in lacrime Goggerentola che non voleva rinunciare al ricevimento super gigante.
A quel punto che successe? Eh, successe che le caprette non videro arrivare Goggerentola sulla neve e furono molto preoccupate. Corsero allora ad avvisare la Fata Distrattina che un tempo si chiamava Smemorina. Aveva dovuto cambiare nome perché accusata di essere politicamente scorretta e di offendere alcune categorie protette. Inoltre in tanti la scambiavano sempre per una popolare agenda. Distrattina giunse al castello e donò a Goggerentola una bellissima tuta da neve, un paio di sci atomici con le sospensioni e il servosterzo, trasformò un vasetto di melanzane sott’olio in una cabinovia e un fiore di zucca in un nuovo legamento crociato. Ma attenzione, la avvertì: – Questo incantesimo finirà a mezzogiorno ora di Pechino. Goggerentola chiese come mai non scadesse come al solito a mezzanotte, ma Distrattina si dimenticò di risponderle. In realtà nel regno del principe che non voleva sposarsi, il fuso orario con la Cina era 12 ore avanti e tutto allora coincideva. Ma Goggerentola sapeva di dover stare attenta a non pungersi, con il fuso orario, altrimenti si sarebbe addormentata.
Goggerentola salì sulla cabinovia e in un battibaleno era già avanti all’intermedio rispetto a Milady e Brignoneffa. Quando arrivò al cospetto del principe annoiato, al sol vederla, lui si ridestò. Volle danzare in parallelo solo con lei, tutto il giorno, tutta la sera, e alla fine se ne innamorò, perché non aveva niente da fare e la notte voleva qualcuno da sognare. Quando l’orologio iniziò a suonare i rintocchi di mezzanotte, Goggerentola scappò verso la sua cabinovia lasciando il principe da solo come un pezzo di battilocchio, proprio uno gnoccolone. Ma lontano dal castello – colpo di scena che certo non vi aspettavate – durante la fuga perse uno sci con lo scarpone.
Il mattino dopo, il re inizialmente felice per aver trovato una ragazza che al figlio piacesse, ordinò al suo granduca di girare baite e rifugi per far provare a ogni fanciulla sci e scarpone smarriti, in modo da individuare la ragazza misteriosa. Quando questa notizia arrivò al castello, Milady intuì che Goggerentola era proprio la ragazza che aveva ballato con il principe per tutta la prima manche della nostra storia e la chiuse a chiave nella sporca Cantina d’Aunpezzo.
A quel punto, giunto in casa, il granduca cominciò a far provare lo scarpone a Brignoneffa, senza sapere che dal castello si era dato nel frattempo una mossa pure il tontolone, sì, insomma il principe, che senza corona e senza scorta, stava bussando cento volte alla sua porta. Le solite caprette allora rubarono sia la chiave del ponte levatoio sia quella della Cantina dalla tasca di Milady e con un colpo di curling le fecero entrare nelle due toppe. Un gesto dall’evidente significato erotico.
Sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie, le porte si aprirono. Così, mentre il principe saliva per le scale con la sua chioma fluente che gli ballonzolava lungo il collo, Goggerentola fece irruzione nel salone d’onore e chiese di poter misurare lei stessa lo scarpone e lo sci al piede. Milady fece prima un sacco di storie, disse che quella ragazza era solo egocentrica, anzi, alle ginocchia in realtà non aveva proprio niente di così grave, erano solo ginocchia sbucciate. Per essere più esplicita: sbucciate come una mela. Ne raccolse allora una da un cestino e la porse al granduca. Si trattava incredibilmente di una mela avvelenata – e qui la favola sta sfuggendo di mano – così il granduca la morse e cadde al suolo, senza essere riuscito a infilare lo scarpone al piede di Goggerentola.
Ma – tadà – ecco sopraggiungere il principe, che con grande orrore di Milady riconobbe la ragazza quando lei alla vista di una lucertola sul muro si spaventò, e urlò con la sua erre: «Orrore, orrore! Un ramarro verde su un muro marrone». Fu allora che il principe si lanciò, le mise il primo scarpone con lo sci a un piede e il secondo all’altro, infine si risolse a chiederle di sposarlo. Fu a quelle parole che Goggerentola si calò gli occhiali, scrollò le spalle, aprì il cancelletto del castello e si lanciò giù per la discesa. Ovviamente libera. E visse per sempre felice e contenta. Lei.