Dove sono gli ultrà. Il tifo organizzato durante il covid

 

Non so dirti come e quando

ma vedrai che cambierà 

Luigi Tenco

 

lo sport e il Covid-19

Dove sono gli ultrà

 

Il calcio è fermo. I giocatori sono in isolamento. Gli stranieri scappano. Gli allenatori tacciono. I presidenti litigano. Nella crisi da coronavirus, in campo sono rimasti molti gruppi del movimento ultrà che hanno deciso di mettere al servizio dell’emergenza la loro controversa organizzazione. Piccolo diario per frammenti delle iniziative di questi giorni. 

 

  La lettera per finire qui   È semplicemente firmata Claudio, «ultras nella vita non solo alla partita» la lunga lettera aperta che il Bocia, Claudio Galimberti, ha indirizzato ieri al presidente dell’Atalanta, Antonio Percassi. Innervato da profondi sentimenti di umanità per il dramma che la città sta vivendo («riscopro con prepotenza che il cuore scoppia di amore e di dolore per Bergamo, vedere la città che soffre in ginocchio, che combatte negli ospedali contro la morte ogni giorno è atroce e doloroso», si legge), lo scritto dove spicca la frase in maiuscolo «a Bergamo mancano pure le bare!», si conclude con una riflessione che il Bocia definisce «normale e spontanea». E cioè quella di «poter pensare che sia possibile per l’Atalanta che il campionato finisca qua. Magari non sarà fattibile, ma io voglio pensare che la nostra Atalanta, per quanto la amiamo, sia un esempio per tutti in questa guerra, indipendentemente da cosa decideranno i vertici del calcio». … Puntuto il commento dell’ex sindaco di Bergamo, Franco Tentorio: «Nutro molto affetto e stima per il Bocia, ma non mi trovo assolutamente d’accordo sulla sua proposta. Ho letto la sua lettera, ma questa idea non mi piace perché ognuno deve fare il proprio mestiere. L’Atalanta ha degli obblighi ben precisi nei confronti dello sport, della città e dei tifosi. Immagino che gli abbonati non sarebbero contenti della soluzione che suggerisce». | Donatella Tiraboschi, Corriere di Bergamo, ieri

 

  La donazione di sangue   Viaggia sugli ottomila euro raccolti “Quarantena azzurra”, l’iniziativa ideata da Alessandro Cosentino, ultras del gruppo Fedayn. Altri esponenti del tifo organizzato della curva B nei giorni scorsi si sono recati all’ospedale Pausillipon per donare sangue. | Corriere del Mezzogiorno, giovedì

 

  La rinuncia ai rimborsi   La Curva del Bologna gioca d’anticipo sulle decisioni della Lega Calcio e del Governo: «Se i campionati dovessero essere sospesi definitivamente, non pretenderemo alcun rimborso alla società e chiederemo che i soldi vengano destinati agli ospedali della città».

Così hanno parlato, con voce unitaria, i gruppi ultras dell’Andrea Costa, con un messaggio esteso implicitamente a tutti i 15.735 abbonati di questa stagione. Le due partite casalinghe rinviate ( Juventus e Cagliari) e le quattro ancora da giocare (Sassuolo, Napoli, Lecce e Torino) valgono, in termini di potenziali rimborsi, quasi 1.1 milioni di euro. Da regolamento, questa è la cifra che il Bologna sarebbe tenuto a rifondere. | Luca Baccolini, Repubblica Bologna

 

  La raccolta fondi   Nelle ultime due settimane i gruppi organizzati Teste Quadre e Gruppo Vandelli hanno organizzato una raccolta fondi intitolata “TQ e GV per emergenza Coronavirus” che si è conclusa martedì 17 marzo raggiungendo la ragguardevole cifra di 41.994 euro, per raggiungere la quale ha contribuito anche il gruppo rugbistico degli Old Becks. … «Le persone ci conoscono per quello che siamo veramente ed hanno risposto con i fatti: abbiamo ricevuto donazioni importanti sia da semplici cittadini che da imprese. Ciascuno ha fatto quello che poteva secondo i propri mezzi e le proprie scelte, ma soprattutto lo ha fatto con il cuore ed è proprio questo l’obiettivo che volevamo raggiungere». | Gian Marco Regnani, la Gazzetta di Reggio

 

  Fondi per l’ospedale   La tifoseria del Pontedera si mobilita in sostegno dell’ospedale. Ieri pomeriggio è stato fondato ufficialmente il Comitato Gradinata Nord Pontedera. L’obiettivo del tifo organizzato granata è quello di raccogliere fondi da devolvere al Lotti. L’appello è rivolto a cittadini, aziende e professionisti della Valdera. | Tommaso Silvi, il Tirreno

 

  Il biglietto del treno per il derby    Anche se meno colpita di Bergamo, la città sul famoso lago viene messa alla prova dal coronavirus. Gli ultras della squadra locale, che gioca in serie C, hanno organizzato un’iniziativa originale. Come spiega Federico, uno dei responsabili della Curva di Como del 1907: “Ci è sembrato importante aiutare in modo concreto, coinvolgendo tutti i tifosi. … Abbiamo deciso di sfruttare il derby di Lecco nel momento cruciale dell’espansione dell’epidemia”. Il 15 marzo ci sarebbe stata la partita più attesa della stagione. È stata rinviata, ma la cosa non ha impedito agli ultras della Curva del Como di organizzare il viaggio virtuale a Lecco. “Anziché chiedere semplicemente di donare, ci è parso originale chiedere ai tifosi di collegare il gesto di solidarietà a questa partita che avrebbe mosso un gran numero di tifosi”. Sui social, come di solito per ogni trasferta, gli ultras distribuiscono un prospetto in cui chiedono di mobilitarsi pagando 20 euro. La cifra che doveva essere utilizzata per pagare il biglietto del treno fino a Lecco. | Sébastien Louis, LeMonde, 21 marzo


 

Raccontare al cinema gli ultrà


 

  Il cibo agli anziani   Anche gli ultras dei tre più grandi club calcistici del Paese – la Dinamo Zagabria, l’Hajduk Spalato e il Rijeka di Fiume, raggruppati rispettivamente nei gruppi Bad Blue Boys, Torcida e Armada – si stanno dando da fare. Malfamati quanto si vuole, se gli irriducibili della Dinamo hanno promosso l’azione umanitaria Cuore Blu per portare cibo, medicinali e altri generi necessari a chi è in isolamento domiciliare e agli anziani, i tifosi più caldi dello spalatino Hajduk non sono stati da meno: tra le loro iniziative c’è stato il trasferimento delle attrezzature dall’ospedale Krizine – da utilizzare per i malati di Covid-19 – all’ospedale centrale di Spalato. … Sull’esempio dei gruppi rivali, anche gli ultras fiumani dell’Armada hanno deciso di dare il loro contributo. In accordo con lo Staff quarnerino-montano della Protezione civile si sono messi a disposizione 24 ore su 24. E come primo supporto, hanno contribuito a rimuovere quintali di attrezzature dall’Ostello studentesco a Podmurvize (Fiume) destinato a ospitare i malati di coronavirus. | Andrea Marsanich, il Piccolo

 

  In Germania    Circa 120 tifosi che appartengono ai tre gruppi ultrà di Darmstadt agiscono insieme sotto l’etichetta Südtribüne Darmstadt. Il loro campo di gioco è diventato molto più grande: alla fine della scorsa settimana hanno iniziato ad appendere di notte degli striscioni. Uno, all’esterno dell’ospedale della città, è dedicato a medici e infermieri sotto pressione: “Se vai oltre i tuoi limiti, ricorda che questa città è con te”. Un altro dice: “Gli eroi della nostra città. Grazie per tutto”. Per le loro azioni di solidarietà, gli ultras hanno raccolto grande seguito sui social media. Un operatore di un supermercato ha offerto loro due scatoloni di birra in segno di ringraziamento per il gesto. Anche i tifosi dell’Eintracht Francoforte e del SV Wehen Wiesbaden hanno mostrato senso di responsabilità, con offerte di aiuto o inviti a donazioni. Per finanziare campagne di sostegno, il club di Quarta Divisione, l’Offenbacher Kickers, ha messo in vendita biglietti fantasma, cioè biglietti per partite che non si svolgono, ed è soddisfatto delle buone vendite. | Alex Westhoff, Frankfurter Allgemeine, mercoledì

 

    Gemellaggio    Gli Ultras della Curva Te hanno diffuso sulla loro pagina Facebook il messaggio di solidarietà ricevuto dai tifosi francesi del Lens ai quali li lega una solida amicizia. Questo il testo: «Buona sera amici mantovani, questo messaggio per mandarvi tutti i nostri pensieri in sostegno alla vostra lotta contro questo virus… La nostra passione in comune ci ha avvicinati, e non sarà questa merda di virus che ci separerà. Adesso, lottiamo anche noi. Ma insieme, torneremo più forti di prima, e ci ritroveremo nella vostra splendida città. Con uno spritz, un riso (mantovano ovviamente) e un po’ di gorgonzola, torneremo a chiacchierare e ridere insieme. Lens&Mantova». | la Gazzetta di Mantova

 

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