Credo che la parola “mistero”
sia solo un modo diverso
di definire un pasticcio
Edward Morgan Forster, Passaggio in India
motori
Il mistero del volante magico di Hamilton
Si chiama Dual Axis Steering. Si può muovere in avanti e all’indietro e di un centimetro ed è stato scoperto ieri durante i test in corso a Barcellona dalle immagini on board. Ferrari e Red Bull ne contestano la regolarità.
Modifica al volo la convergenza. L’acronimo sta per “Dual Axis Steering”, ossia sterzo a doppio asse: in pratica un volante mobile, azionato da un attuatore idraulico su comando del pilota, che consentirebbe di modificare all’istante la convergenza delle ruote anteriori dell’auto, ottenendo vantaggi sia nella penetrazione aerodinamica (maggiore velocità massima) sia nel raffreddamento delle gomme (minore degrado). | Luigi Perna, la Gazzetta dello sport
Cosa dice il regolamento. La domanda è: il Das è legale? E se lo è, come sostiene la Mercedes mentre la Fia non ha per ora avanzato dubbi (durante i test non ci sono le verifiche tecniche), è anche sicuro? Sul primo punto è l’articolo 10.2.3 del regolamento sportivo che detta legge: “Qualsiasi regolazione del sistema di sospensione può essere effettuata solo a vettura ferma. Non è possibile effettuare alcuna regolazione su alcun sistema di sospensione mentre l’auto è in movimento”. Il fatto è che il Das agirebbe sulle ruote, non sulle sospensioni. Ma molti team stanno vivisezionando la norma a caccia di appigli, dal momento che il Das fa svolgere al volante una funzione “impropria”. Le Stelle hanno studiato il codice per bene, forse la sicurezza è l’unica àncora per gli avversari: su questo la Fia potrebbe tenere la porta aperta. | Alessandra Retico, la Repubblica
La Fia sapeva tutto. La Mercedes ha lavorato al dispositivo da mesi e prima di imbarcarsi in un’operazione così difficile e costosa ha illustrato i piani alla Federazione che ha dato il via libera alla realizzazione. La questione è spinosa: il «Das» non è stato considerato dalla Fia come elemento appartenente alla categoria dei dispositivi aerodinamici mobili, né a quella delle sospensioni attive (anche se Helmut Marko sostiene di sì), entrambe al bando. La
Mercedes avrebbe sfruttato un’area grigia del regolamento «reinventando» il volante ma all’interno dei limiti del codice. C’è una questione sicurezza: il piantone dello sterzo è uno degli elementi che deve resistere di più in caso d’incidente. | Daniele Sparisci, Corriere della sera
A Montecarlo potrebbe dare un vantaggio di un secondo al giro. A spanne, il DAS su un circuito con molte curve tipo Montecarlo, potrebbe dare un vantaggio di un secondo al giro. A trarne beneficio, oltre all’aerodinamica, anche il rendimento delle gomme: «L’ho utilizzato solo per mezza giornata – il commento di Hamilton – non sono quindi in grado di rispondere in modo definitivo se sia sicuro o meno, ma la FIA ha dato l’okay per il suo utilizzo. Per quanto mi riguarda, sto cercando di prendere familiarità con il sistema per capirlo e sfruttarlo appieno». | Paolo De Laurentiis e Andrea De Pauli, Corriere dello Sport-Stadio
La Mercedes è nel futuro con gli scarti della Ferrari. Quello che spaventa è come la Mercedes, la squadra che da sei anni domina la F1, stia cercando di fare un altro passo avanti per ammazzare la concorrenza ancora prima di cominciare, dimostrando di essere già nel futuro. Con un’amarezza di fondo: James Allison, direttore tecnico del team, è uno scarto della Ferrari. Così come lo era stato Aldo Costa, artefice dei primi successi della nuova era ibrida. | Umberto Zapelloni, Il Giornale
Il compromesso su cui a Maranello stanno ancora lavorando. Sul rettilineo lo sterzo indietreggiava verso Hamilton (sul display è apparsa la scritta “Marker” per ricordargli la procedura) e le ruote anteriori si chiudevano leggermente verso l’interno; poi, in prossimità della curva, lo sterzo si allontanava di nuovo dal pilota, e le ruote anteriori si aprivano leggermente verso l’esterno. Normalmente le F.1 odierne viaggiano con una convergenza anteriore aperta, più efficace in curva, ma questo significa anche più resistenza all’avanzamento (“drag”). Con il loro stratagemma, Allison e soci sono riusciti a ottenere sempre una regolazione ideale fra carico aerodinamico e velocità di punta, compromesso su cui la Ferrari sta ancora lavorando. | Luigi Perna, la Gazzetta dello sport
Per Vettel è complicato da usare. «Sì, l’ho visto anche io il nuovo volante della Mercedes. Se lo usano penso sia legale. Però lo trovo strano, quei movimenti non devono essere naturali per un pilota». Come tutti, anche Sebastian Vettel, tornato a guidare dopo l’influenza che lo aveva bloccato mercoledì, è rimasto colpito dalla trovata degli avversari e non lo nasconde: «Sembra la cloche di un aereo, siamo stati fortunati a vederlo perché da quest’anno qui ci sono gli onboard. Altrimenti non ce ne saremmo accorti». | Corriere della sera
L’immagine monocromatica. Quando Tiger Woods vinse un Masters che fece epoca nel 1997, la previsione fu che avrebbe ispirato una generazione di golfisti neri pronti a prendere la sua scia. Quasi 23 anni dopo, il PGA Tour rimane bianco come la neve battuta. Dei suoi 200 giocatori, solo quattro sono afro-americani. Tale omogeneità si rispecchia anche tra la folla. Rispetto a un qualsiasi evento del tour in Texas o in Florida, troverete un pubblico più eterogeneo a una manifestazione di Donald Trump. Lo sport, o almeno così ci piace illuderci, si presenta come uno specchio della società. In questo caso, il riflesso è cupamente distorto. Nel 2007, Lewis Hamilton è diventato il primo pilota nero nella griglia di Formula Uno. Dopo 14 anni ancora non è arrivato un secondo. | Oliver Brown, the Telegraph
motori
La Ferrari preoccupa tutti tranne Leclerc
Il francese undicesimo, Hamilton velocissimo. La nuova vettura di Maranello ha debuttato in sordina. Tanti giri, per verificare affidabilità della power unit e la correlazione con i dati del simulatore e della galleria del vento, ma nessun acuto. Leclerc si è piazzato undicesimo con 1’18”289 ottenuto su mescole medie (C3). Mentre la Mercedes è partita a razzo: il sei volte iridato Lewis Hamilton è sceso fino a 1’16”976 con mescole dure (C2), precedendo il compagno di squadra Valtteri Bottas (1’17”293 con le C3) e la Racing Point di Sergio Perez (1’17”787 con le C3), in pratica una Mercedes del 2019 dipinta dei colori da Pantera Rosa. Pure la Red Bull di Max Verstappen ha impressionato: 1’17”516 con le C3. | Luigi Perna, la Gazzetta dello sport
L’anno scorso uscì dai test come la favorita del Mondiale. Se il buongiorno si vede dal mattino, c’è da prender paura… Ma non è il caso di perdere la calma. In primis può venire in aiuto del Cavallino la teoria di corsi e ricorsi storici, sfruttando il ricordo di un anno fa: allora la rossa partì in tromba, uscendo dalle due sessioni di prove invernali spagnole come la grande favorita del Mondiale, e sappiamo tutti com’è andata a finire. Stavolta, chissà, potrebbe succedere il contrario. | Gianluca Gasparini, la Gazzetta dello sport
Leclerc prende appunti: «Non era nei piani spingere». Il bravo alunno Charles Leclerc prende appunti sul quaderno: «Sono tornato alle vecchie cose, carta e penna. Risultano più chiare e me le ricordo meglio». Il taccuino non si scarica, come faceva prima il tablet e come ha fatto la Ferrari l’anno scorso volando ai test di Barcellona per poi planare moscia alla prima gara in Australia strascinando il tonfo per tutta la prima parte del Mondiale. … «Non ho spinto la vettura, non era nei piani. Ma in curva mi è sembrata più veloce. Piuttosto, ho spinto me stesso a comprenderla meglio». | Alessandra Retico, la Repubblica
I bicipiti di Charles. È cambiato anche Charles, i bicipiti pompati in evidenza sotto la maglietta sono il frutto del nuovo allenamento invernale. A osservarlo ieri nel debutto sulla SF1000 c’era anche l’a.d. Louis Camilleri. … Pregi della nuova monoposto? «Sembra molto più veloce in curva e più flessibile nella ricerca degli assetti». Per ora basta così, sennò che gusto c’è a giocare a nascondino? | Daniele Sparisci, Corriere della sera
Questione di musi o di nasi. L’allarme non è ancora rosso. Ma un allarme c’è, è inutile negarlo. A spaventare non sono tanto le mancate prestazioni della Ferrari, quanto l’ottimo inizio della Mercedes con Lewis Hamilton che è entrato nella nuova stagione con la voracità di chi ha appena finito un mese di dieta. … Dietro alla Ferrari (oltre alla Williams di Latifi) solo altre due squadre motorizzate Ferrari Haas e Alfa Romeo che hanno presentato ieri mattina le loro monoposto e poi non hanno certo cercato le prestazioni. Però fa pensare il fatto che i musi o i nasi chiamateli come volete, delle tre squadre motorizzate Ferrari siano molto più massicci e ingombranti di tutti quelli dei team inglesi. Speriamo non sia un brutto segno. | Umberto Zapelloni, Il Giornale
La Racing Point somiglia troppo alla McLaren. C’è stato spazio anche per una prima polemica. A molti – specialmente tra tecnici e ingegneri – non è sfuggita una certa somiglianza tra la Mercedes dell’anno scorso e la Racing Point di quest’anno, la rilanciata squadra inglese ora di proprietà di Lawrence Stroll. Il finanziere canadese ha anche acquistato l’Aston Martin, la nota Casa automobilistica inglese, e dal prossimo anno la squadra di Silverstone cambierà di nuovo il nome (prima era Force India) acquisendo quello celebre dell’Aston Martin. Nel frattempo è (o sembra) una piccola Mercedes e comunque va forte (terza ieri). | Ottavio Daviddi, Tuttosport
Le sospensioni Red Bull disegnate da Newey. Hanno colpito tutti le sospensioni anteriori della Red Bull disegnata da Adrian Newey: i cinematismi interni sono stati abbassati e il bilanciere, prodotto in una fusione di alluminio complicatissima, governa un terzo elemento con quello idraulico visibile, con un pistoncino e due camere di espansione. Anche tutta la parte esterna, è stata riposizionata in basso con una soluzione multilink, con lo scopo di usare meglio le gomme e con una funzione anche aerodinamica. | Claudio Russo, Il Messaggero
Se il Mondiale si decidesse in base all’estetica. Non l’avevo ancora vista nella livrea definitiva e posso dire che è ancora più bella dell’anno scorso». La nuova Alfa Romeo Racing ha suscitato meraviglia anche in Kimi Raikkonen, uno che di solito è di ghiaccio in quanto a emozioni. La C39 è davvero affascinante nella sua veste cromatica bianco-rossa con il marchio enorme del Biscione disegnato ai due lati del cofano. Se il Mondiale si decidesse in base all’estetica sarebbe da primi posti. | Luigi Perna, la Gazzetta dello sport