
C’è un colpo di scena dietro l’altro. Mentre i giornali raccontano la vittoria dell’Inter sulla Roma nella finale di Coppa Italia, dalla Procura di Napoli trapelano nuovi elementi sull’inchiesta per le intercettazioni. Quarantasette avvisi di garanzia, con perquisizioni e sequestri in corso in tutta Italia, sono il risultato di due anni di indagini dei magistrati, convinti che il campionato 2004-2005 sia stato falsato in 29 giornate su 38. Informazioni di garanzia sono inviate a cinque arbitri e sei guardalinee, un avviso è spedito anche all’ormai ex-presidente della Federcalcio Franco Carraro. Massimo De Santis, Pasquale Rodomonti, Marco Gabriele, Paolo Dondarini e Paolo Bertini sono accusati dell’ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

Dei designatori Pairetto e Bergamo si sapeva già. La relazione su quello che la Procura chiama sistema Moggi è di 2.400 pagine con altre 10.000 di allegati tra intercettazioni, filmati e foto. Arriverà nei giorni successivi un diluvio di parole. A Moggi viene contestato di aver influenzato le designazioni e le ammonizioni, i giornali dicono usando delle sim slovene. Il governo ipotizza una commissione d’inchiesta, il CONI pensa di costituirsi parte civile. C’è grosso imbarazzo in federcalcio per una fuga di notizie secondo cui sarebbe coinvolto il c.t. Lippi con le sue convocazioni. La Procura deve smentire attraverso l’ANSA.
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