
Il ragazzo del poster è Ajay Mitchell, perché gara-3 ha mostrato quanto sia profondo l’Oklahoma City anche quando Shai Gilgeous-Alexander non deve prendersi tutto. Mitchell ha chiuso con 24 punti e 10 assist, miglior realizzatore dei Thunder, sfruttando lo spazio creato dall’assenza di Jalen Williams e punendo ogni rotazione lenta dei Lakers. È il dettaglio che fa più male a Los Angeles: anche quando riesce a rendere meno pulita la partita di Shai, l’Oklahoma City trova un altro creatore pronto a decidere.
La serie è sul 3-0 per i Thunder e ha preso una direzione quasi definitiva. I Lakers hanno perso le prime due partite in trasferta di 18 punti, 108-90 e 125-107, poi in gara-3 sono crollati anche in casa, 131-108. Il problema è che per tre partite Los Angeles è riuscita a restare dentro la gara per un tempo, senza mai avere continuità dopo l’intervallo. In gara-3 era addirittura avanti 59-57 a metà partita. Poi ha concesso 33 punti nel terzo quarto e 41 nel quarto: 74 punti subiti in 24 minuti, troppi per pensare di allungare una serie contro i campioni in carica.
La stagione dei Lakers resta comunque particolare. Hanno chiuso quarti a Ovest con 53 vittorie e 29 sconfitte, nonostante gli infortuni di Luka Doncic e Austin Reaves nel finale di regular season. Al primo turno hanno eliminato Houston 4-2, senza Doncic e con Reaves rientrato solo per le ultime due gare. Era stato un risultato importante, anche considerando che i Rockets non erano al completo e avevano avuto Kevin Durant solo in una partita. Contro l’Oklahoma City, però, il livello si è alzato troppo.
In gara-3 Rui Hachimura è stato il miglior realizzatore dei Lakers con 21 punti, confermando un playoff molto solido. LeBron James ne ha segnati 19, ma con 7/19 dal campo. Luke Kennard ha aggiunto 18 punti, Reaves 17, Marcus Smart e Deandre Ayton 10 a testa. Il problema non è stato avere qualche contributo offensivo, ma non riuscire a sostenere lo sforzo difensivo. I Lakers hanno bisogno di una partita quasi perfetta: meno palle perse, più protezione del ferro, più attenzione sul lato debole e soprattutto una difesa che non si sfaldi appena i Thunder aumentano il ritmo.
Il possibile rientro di Doncic, indicato come in dubbio, resta l’unico elemento capace di cambiare almeno il profilo offensivo di gara-4. Con lui, i Lakers avrebbero un creatore primario in grado di rallentare la partita, costringere i Thunder a difendere più a lungo e generare tiri migliori per LeBron, Reaves e gli esterni. Ma anche un Doncic disponibile non cancellerebbe il problema principale: Los Angeles deve trovare un modo per difendere per 48 minuti, non solo per due quarti.
L’Oklahoma City, invece, sta attraversando i playoff con una sicurezza impressionante. Dopo il 4-0 contro Phoenix, i Thunder hanno vinto le prime tre contro i Lakers con uno scarto medio di 19,7 punti. In regular season avevano chiuso con il miglior record NBA, 64-18, e avevano già battuto Los Angeles quattro volte su quattro. Ora il bilancio stagionale contro i Lakers è 7-0. Nessuna squadra nella storia NBA ha mai rimontato da 0-3: i Thunder sono a una vittoria dalle finali di Conference.
La cosa più forte è che non sembrano nemmeno costretti a spremere Gilgeous-Alexander. In gara-3 ha segnato 23 punti con 7/20 dal campo, una partita normale per i suoi standard, e l’Oklahoma City ha comunque vinto di 23. Chet Holmgren ha aggiunto 18 punti e nove rimbalzi, Cason Wallace 16, Isaiah Hartenstein e Isaiah Joe 12 a testa, Luguentz Dort 10. È una distribuzione che racconta la differenza della serie: i Thunder hanno troppe soluzioni, troppi corpi, troppe linee di attacco.
Thomas Sorber non giocherà per l’Oklahoma City, mentre Jalen Williams è questionable. Per i Lakers, Doncic resta il grande dubbio. Gara-4 è un dentro o fuori per Los Angeles: serve una risposta d’orgoglio, ma anche una partita tecnicamente più pulita. Per i Thunder, invece, la strada è chiara: continuare a correre dopo ogni errore dei Lakers, usare la profondità della rotazione e lasciare che Mitchell e gli altri alleggeriscano Shai. Se succede ancora, la serie finisce qui.