Un solo giocatore sotto il par: il primo Major di Spaun
La fama ci mette un attimo a guastarsi. Prendiamo Oakmont, il campo degli US Open di golf finiti nella notte. Quattro giorni fa era considerato il campo più difficile d’America su cui giocare il Major più difficile dell’anno. Stamattina ci siamo svegliati e – oplà – il campo di Oakmont è troppo, è stato decisamente troppo stavolta. Lo US Open è arrivato su questo percorso in Pennsylvania per la decima volta nella storia, un record, e adesso il mondo del golf sta discutendo della “domenica particolarmente movimentata” che ha dato la corona al “poco conosciuto JJ Spaun, al primo Major”.
Le citazioni tra virgoloni sono di Sports Illustrated, dove si stanno chiedendo se Oakmont non si sia guastato la reputazione con questo “finale selvaggio”. Matteo Dore sulla Gazzetta ha scritto che “ci si aspettava un massacro e massacro è stato, con score altissimi, una serie di bogey e doppi bogey, errori, drammi, delusioni e colpi di scena. Come da tradizione lo Us Open si è confermato il Major più duro. A Oakmont il rough altissimo e i green tirati come il ghiaccio hanno messo in difficoltà tutti”.
L’Équipe concede a JJ Spaun – unico sotto il par – che “bisognava essere forti per non arrendersi, per rimanere concentrati, per non pensare alle nuvole, ai fulmini, ai guanti bagnati, alle prese scivolose, alla possibilità di dover tornare lunedì per completare casomai questo Major come nessun altro”.
Sono state condizioni meteo che Eurosport France sintetizza con l’aggettivo che i francesi amano di più in circostanze simili. È stato dantesque. “Anche J.J. – ha scritto L’Équipe – a un certo punto ha creduto di perdere tutto. All’andata ha fatto cinque bogey nelle prime sei buche. Un rompicapo in qualsiasi altro torneo, non agli US Open”.
Spaun è un losangelino che ostenta con orgoglio le sue origini messicane e filippine. Fino a ieri notte era il numero 25 del mondo e aveva vinto uno solo titolo PGA, quattro anni fa in Texas. Stava pensando di ritirarsi. Ha iniziato a giocare a tre anni con delle mazze di plastica regalate dai genitori. La matta per il golf della famiglia è la mamma, che giocava pure in gravidanza, e fino all’ottavo mese. Spaun ha giocato ieri il suo secondo Us Open in carriera, nell’altro del 2021 a Torrey Pines non aveva passato il taglio. Stamattina si sveglia da numero 8 al mondo e giocherà la Ryder Cup con gli USA nel mese di settembre.
E comunque no. Alla fine del piccolo processo al green Sports Illustrated dice che Oakmont non si è rovinato la reputazione. Il direttore John Pluym dice che anzi “non vedo l’ora che gli US Open tornino qui”, mentre Jeff Ritter, il capo della sezione, scrive che “non abbiamo bisogno di questo tipo di carneficina ogni settimana, ma una volta all’anno per gli US Open è fantastico e Oakmont ha mantenuto le promesse. JJ Spaun oggi non sembra appartenere alla crema degli altri campioni degli US Open, ma tanti vincitori inediti in seguito sono stati ritenuti più che meritevoli. Sospetto che un giorno lo stesso possa valere anche per Spaun”.